Raffaele Pe controtenore

Raffaella Lupinacci mezzosoprano

La Lira di Orfeo

Martedì 14 gennaio 2020, Conservatorio “G. Verdi”, Milano

 

Geminiano Giacomelli  Sinfonia da Cesare in Egitto

 “Il cor che sdegnato” da Cesare in Egitto

Carlo Francesco Pollarolo   “Sdegnoso turbine” da Giulio Cesare in Egitto

George Friedrich Händel   Sinfonia da Giulio Cesare in Egitto

 “Va tacito e nascosto” da Giulio Cesare in Egitto

 “Son nato a lagrimar”, duetto da Giulio Cesare in Egitto

 “Al lampo dell’armi” da Giulio Cesare in Egitto

Francesco Bianchi  Sinfonia da La morte di Cesare

Niccolò Piccinni  “Spargi omai di dolce oblio” da Cesare in Egitto

Francesco Bianchi  “Saprò d’ogn’alma audace” da La morte di Cesare

 

Abbiamo la fortuna di seguire fin dai suoi esordi il grande controtenore Raffaele Pe, che da Lodi ha ormai conquistato il mondo musicale. Giovanissimo, 33 anni, è uno dei controtenori più richiesti e desiderati grazie alla duttilità della sua voce che abbraccia il repertorio seicentesco (Monteverdi e Cavalli) e settecentesco (Vivaldi e anche la scuola romana e napoletana), con incursioni nel pieno ‘900.
Raffaele Pe collabora con i più importanti ensemble che si dedicano al barocco ma ha anche fondato un ensemble tutto suo, La Lira di Orfeo, che si presenta per la prima volta alla Società del Quartetto come iniziale tappa di un tour europeo incentrato sulla figura di Giulio Cesare.
Sono varie le incisioni ormai realizzate da Pe: la prima fu dedicata a Gualberto Magli, evirato cantore collaboratore di Monteverdi e ne potete trovare qui https://iltrilloparlante.wordpress.com/2014/06/29/un-cd-per-gualberto-magli/ l’articolo del TrilloParlante. Molto interessante il CD con i concerti sacri di Alessandro Scarlatti inciso con la rivista Amadeus. Molto impegnativo l’ultimo CD dedicato alla figura di Giulio Cesare accolto con entusiasmo dalla critica, e di cui il concerto odierno offre un compendio. Il programma scelto deriva da un lungo lavoro di ricerca musicologica, poiché a parte il Cesare händeliano tutte le altre incarnazioni dell’eroe risultano inedite ed eseguite per la prima volta in tempi moderni. Una idea forte che dà l’ossatura al concerto e all’incisione.

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Questa sera Raffaele Pe ha esordito con il piacentino Geminiano Giacomelli cantando “Il cor che sdegnato”, una aria che prevede la presenza di due oboi. Un brano abbastanza acuto ma che non mette certo in difficoltà la voce di Pe, dotato di una estensione di due ottave uniforme e compatta. Nella sezione B intermedia, il cantante sfrutta la sua dolce coloratura sfumata, seguita da una ampia cadenza estemporanea. Giacomelli scrive una vorticosa sinfonia al suo Cesare in Egitto, con due corni naturali e un fagotto ben presenti. L’ensemble de La lira di Orfeo è puntualissimo nell’esecuzione del brano che si conclude con piccole discese cromatiche piene di colore.
Il bresciano Pollarolo, di stanza a Venezia, scrive per l’eroe romano “Sdegnoso turbine” dove il turbine è realizzato in orchestra da scalette ascendenti dei violini. La sezione B sfrutta la sottrazione del suono essendo la voce accompagnata solo dal basso continuo, qui impreziosito dalla presenza ulteriore dell’arpa barocca. Il canto di Pe col solo basso continuo diventa un tutt’uno con un effetto di magica sospensione del tempo.

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Al centro del programma si colloca la figura mastodontica di Händel, inarrivabile sia nelle melodie che nel raffinato contrappunto. Il sassone è a tutti superiore poiché coglie il meglio della scuola tedesca (contrappunto) francese (i ritmi di danza) e la melodia italiana. Un crogiolo di culture perfettamente amalgamato ed esaltato.
Recentemente il Giulio Cesare in Egitto è stato eseguito (quasi integralmente) alla Scala con notevole successo. Raffaele Pe ci regala la melodia più celebre “Va tacito e nascosto”, una melodia che come un tarlo ci entra nell’orecchio senza più lasciarci. Le note iniziali ribattute lasciano una impronta indelebile. Il controtenore dalla corposa voce dialoga in un ingegnoso discorso serrato con il corno naturale suonato con ottima tecnica e intonazione. L’ultima sezione A’ viene variata con una raffinatezza studiata, con piccole increspature che arricchiscono una melodia già perfetta. L’abilità di Pe è quella di far apparire naturali, le studiate variazioni. Tre minuti dura l’aria “Al lampo dell’armi” ad indicare l’eccitazione del condottiero che deve combattere contro Tolomeo.
Superbo e commovente il duetto “Son nata a lagrimar” che Pe intona con Raffaella Lupinacci il mezzosoprano di Acri che seguiamo dai primissimi passi all’Accademia rossiniana di Pesaro. L’abbiamo sempre applaudita in particolar modo nella Rosmonda d’Inghilterra di Donizetti e da assoluta protagonista nel Giulietta e Romeo di Vaccaj a Martina Franca. Raffaella Lupinacci possiede un caldo velluto, una voce che seduce ad ogni frase. Nel duetto del sassone le frasi si fanno circolari ed avvolgenti, muovendo gli affetti più profondi. Il mezzosoprano e il controtenore in perfetta simbiosi trasformano la musica in cocenti lagrime mentre l’orchestra sospira con i fiati a disposizione. Un duetto che viene puntualmente ripetuto nei bis finali. Tra maggio e giugno Raffaella Lupinacci sarà impegnata come Giovanna Seymour nell’Anna Bolena a Vilnius, un ruolo molto impegnativo per un mezzosoprano che la cantante ha già affrontato in concerto.

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L’ultima parte del programma ci regala un Cesare sognante scaturito dalla penna di Piccinni: “Spargi omai di dolce oblio” è una dolce ninna nanna piena di intimismo dove Raffaele Pe sfrutta la gamma dei suoni di testa in perfetta sintonia con la situazione musicale.
Con Francesco Bianchi, compositore cremonese, arriviamo ormai all’epoca del tardo ‘700 e del classicismo. La sua sinfonia in do minore fa subito pensare all’epoca di Haydn e Mozart, mentre nell’aria “Saprò d’ogni alma audace” la sezione B col pizzicato dell’arpa è particolarmente ben riuscita.
Il cantante si congeda con un fuori programma, “Lascia ch’io pianga”, forse l’aria più famosa del repertorio barocco.

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Per chi si fosse perso questo concerto può seguire le prossime tappe di questo tour sulle orme di Giulio Cesare, a Padova, Roma, Malta, Londra e Halle. I prossimi impegni di Raffaele Pe saranno il Rinaldo a Firenze e l’immancabile Farnace di Vivaldi al Malibran di Venezia di cui vi daremo pronta notizia.

Fabio Tranchida