Barocco italiano a Sant’Ivo

Posted on 24 luglio 2016 di

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Tommaso Albinoni: Concerto in Fa per violino e archi
Francesco Geminiani: Concerto grosso n.12 “La follia”
Giovanni Battista Pergolesi: Concertino in Mib maggiore
Giuseppe Torelli: Concerto a quattro per il Santo Natale
Antonio Vivaldi: Concerto in Sol magg. “alla rustica”
Antonio Vivaldi: Concerto in Re per due violini, violoncello e orchestra
Antonio Vivaldi: Concerto in Re per violino e orchestra

Orchestra dell’International Chamber Ensemble
Direttore: Francesco Carotenuto

 

Stupenda è stata la cornice di questo concerto barocco, il cortile di Sant’Ivo alla Sapienza dove il rigore di Giacomo della Porta dialoga in maniera virtuosistica con l’architettura libera e fantasiosa della chiesa borrominiana. La spirale che rende affusolata la struttura crea uno scenario unico in queste caldi notti romane dove il meglio del barocco in architettura dialoga col meglio del barocco in musica.

Il primo compositore che trattiamo è Tommaso Albinoni, legatissimo alla sua Venezia all’epoca centro propulsore delle arti e in particolare dell’opera. La sua prima opera fu Zenobia regina de Palmireni composta nel 1694. Sarebbe interessante riproporla visto che in questi anni si è allestito l’Aureliano in Palmira di Rossini e la Zenobia in Palmira di Paisiello: sarebbe un bel confronto a ritroso nel tempo. Purtroppo moltissimi lavori di Albinoni andarono perduti durante la Seconda guerra mondiale per la distruzione da parte degli anglo-americani della Libreria di Stato di Dresda. Il suo brano più famoso l’Adagio in Sol minore è in realtà un falso storico. Questa sera abbiamo avuto occasione di ascoltare il suo Concerto in Fa per violino e archi. Un concerto molto noto con un compatto allegro con virtuosismi contenuti e volate prima del battere. Giuliano Bisceglia il solista dell’International Chamber Ensemble ha svolto un buon lavoro con attenzione alla ritmica che lasciava però poco spazio all’inventiva.

Francesco Geminiani lo possiamo considerare più un grande esecutore che un perfetto compositore ed ebbe alterne fortune nella lontana Inghilterra e Irlanda. Ne abbiamo ascoltato il Concerto grosso n.12 “La follia”. Una importante Sarabanda non lontana da atmosfere handeliane, con innumerevoli variazioni ben risolte dall’orchestra che ha donato la giusta peculiarità e ricchezza all’inventiva di Geminiani.

Pergolesi è da considerarsi tra i massimi compositori della sua epoca e la sua morte prematura a Pozzuoli ha fatto crescere lo stato di leggenda. Recentemente la Ricordi ha edito La fenice sul rogo permettendo anche agli amatori e musicisti professionisti di accedere a questa musica di rara esecuzione. Molte sono le composizione spurie nate dal mito dell’artista morente nel comporre lo Stabat Mater. Questa sera abbiamo ascoltato il Concertino in Mib maggiore originale nella successione dei brani Affettuoso, Largo, Vivace ma con un Presto in fugato alquanto scolastico.

Torelli fu il primo a comporre concerti per violino solista e orchestra, in un’epoca in cui ancora la forma tipica del concerto per archi è il concerto grosso, portato alla massima fioritura ed espressione con Corelli. Il suo virtuosismo al violino era famoso all’epoca e lo portò a girare per l’ Europa. Abbiamo ascoltato il Concerto a quattro per il Santo Natale alquanto discontinuo a livello compositivo e senza un struttura forte, una spina dorsale da renderlo significativo.

Vivaldi sta vivendo un momento molto fortunato: sono state ormai eseguite più volte tutte le ventidue opere liriche superstiti e talvolta nelle biblioteche europee se ne trova qualcun’altra. Quest’ anno ci sarà L’incoronazione di Dario al Regio di Torino. Nel programma odierno Vivaldi ha avuto un ruolo di spicco ben tre concerti collocati in punti strategici della serata ad aprire e chiudere le due parti. Bravissimo Giuliano Bisceglia nel Concerto in re maggiore dove il suo brillante virtuosismo si espandeva sopra il semplice violoncello di sostegno. Nel larghetto accordale ecco emergere una melodia lunghissima degna appunto del suo valore in campo lirico. Il Concerto “alla rustica” con un primo movimento su un unico pedale armonico ha concluso brillantemente la prima parte. Eleonora Giosuè ha affiancato Bisceglia nell’ultimo concerto del Prete Rosso con i due violini a rincorrersi nella tonalità di re minore.

Il pubblico ha apprezzato molto il concerto che verrà replicato il 26 e 28 luglio. Il direttore Francesco Carotenuto con polso sicuro ha diretto un ensemble ben avvezzo a questo repertorio e ha concesso due bis per i numerosi applausi.

La facciata concava di Sant’Ivo fungeva da abside del cortile della Sapienza creando una interessante scrigno sonoro dove queste melodie hanno potuto risuonare al meglio. I prossimi concerti sono segnalati su http://www.interensemble.org.

Fabio Tranchida

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