Amor omnia vincit

Posted on 13 febbraio 2016 di

0



Con grande interesse abbiamo assistito ad un concerto spettacolo proposto da Franz Silvestri pianista, clavicembalista e organista conosciuto da tempo nella formazione de LaBarocca, dell’Orchestra Verdi e per i concerti alla Chiesa Protestante di Milano. Diplomato in pianoforte e clavicembalo col massimo dei voti, ha studiato pianoforte con Giuliana Marchi (allieva di Montani, Cortot ed Anfossi), cembalo con Colin Tilney e organo e basso continuo con Robert Kohnen. La sua bravura come musicista completo, che suona in pubblico dalla prodigiosa età di 11 anni, è stata associata alla sua competenza di storico dell’arte proponendo un’associazione originale tra la figura di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio e la musica di Johann Sebastian Bach.

Un’ associazione peculiare poiché sono cento gli anni che dividono i due artisti: ma si sa i geni in qualsiasi campo dell’arte dialogano tra loro.

Michelangelo Merisi nacque a Milano e il suo atto di battesimo ci testimonia la sua presenza in Santo Stefano in Brolo. I suoi genitori gravitavano intorno alla chiesa parrocchiale di Santa Maria della Passerella, ormai scomparsa e ciò è confermato da alcuni documenti.

Il suo apprendistato con Simone Peterzano non lascia preludere il nuovo stile che agli albori del ‘600 darà alla storia dell’arte. La luce spesso proveniente da un unico “spot”, il realismo, le espressioni originalissime e la composizioni di scene articolate lo rendono principe della pittura. Ci vollero anni prima che ci si accorgesse di lui e primo suo mecenate fu il Cardinale Francesco Maria del Monte a Roma. In quel tempo il Caravaggio assunse come garzone Francesco Boneri, detto Cecco da Caravaggio che divenne suo giovanissimo amante e venne immortalato nel quadro più erotico di tutto il ‘600: Amor vincit omnia. Quadro conservato coperto da un velo come ci ha rivelato Franz Silvestri non solo per l’audacia ma perché avrebbe oscurato tutto il resto della collezione del Cardinale. Analizzando il quadro il nostro clavicembalista e storico dell’arte ha fatto notare che gli strumenti sono senza corde per indicare una vanitas, un memento mori, e sono dipinti con una perfezione incredibile. Perfezione che lascia intendere che il pittore conoscesse la musica e infatti tra gli oggetti ritrovati per via di uno sfratto nel 1605 ritroviamo “un par de calzoni et un giuppone stracciati. Un pugnale, un paro de pendenti. Una chitara et una violina”. Franz Silvestri ha mostrato l’interessante quadro con tre Musici, giovani garzoni intenti nell’arte di pizzicare le corde. Inoltre ha mostrato Il Riposo della fuga in Egitto dove San Giuseppe tiene in mano un oblungo con musica perfettamente eseguibile, rarissima che denota una conoscenza approfondita da parte del Caravaggio dei compositori dell’epoca. Sono tre i brani musicali che si possono estrarre direttamente dai dipinti di Caravaggio e tempo fa in Roma si sono eseguite proprio queste musiche.

Franz Silvestri ha in repertorio l’ opera omnia di J. S. Bach per cembalo (che sta eseguendo in un ciclo di concerti presso la Chiesa protestante di Milano) e ha quindi deciso di associare la musica di Bach, il quale ebbe in verità una vita diametralmente opposta allo “scellerato” pittore: tutto dedito alla numerosa famiglia e agli impegni nelle chiese protestanti in cui faceva servizio. Ma il nostro cembalista ha sottolineato la grandezza dei due geni e come la musica di Bach sia in effetti universale, innovativa e complessa come le tele dell’artista milanese.

Ottima la prova di Franz Silvestri con una originale esecuzione della Toccata e Fuga in re minore, mobilissimo il tempo d’attacco, quasi improvvisando, e perfezione assoluta nei temi della complessa fuga. Ci ha svelato che molti indizi hanno portano all’attribuzione del brano ad un allievo di Bach, Johann Peter Kellner.

Oltre alla Toccata e Fuga BWV 565, Franz Silvestri ha eseguito sue trascrizioni delle Fughe BWV1001 e BWV 1003. Dopo la visione di altri quadri tra cui l’esperienza nell’isola di Malta ecco la Ciaccona BWV 1004 trasposta in sol minore, la prima delle Variazioni Goldberg e due brani dalla Suite inglese.

Lo strumento di proprietà del Maestro è di qualità altissima, opera di Andrea Di Maio, perfetto per la sala di medie dimensioni dell’Ottava Nota spazio in via Marco Bruto a Milano che oltre ad ospitare concerti fa ha anche formazione musicale con interessanti corsi.

Franz Silvestri con voce impostata e drammatica ha ripercorso tutte le tappe fondamentali della vita del Caravaggio da Milano a Roma, da Napoli a Malta, da Palermo alla drammatica morte a 37 anni a Porto Ercole su una spiaggia assolata e abbandonato da tutti. Genio e sregolatezza spesso vivono insieme e non potremo mai dissociare la figura del pittore alla sua vita turbolenta. Tutto ciò contrapposto con rara intelligenza a composizioni bachiane che hanno un rigore formale assoluto, rigore al quale Franz Silvestri ha dato un interpretazione interessante, dalla precisione matematica a momenti dove il clavicembalo assumeva una pastosità di suono particolare. Un’esperienza per gli occhi e per l’udito che ci ha regalato una serata dalla doppia soddisfazione.

Fabio Tranchida

Annunci