Gabriel Fauré Suite op. 80 da “Pelléas et Melisande”

 Hector Berlioz “Les nuits d’été” (Le notti d’estate)

 Albert Roussel Sinfonia n. 3 in Sol minore op. 42

Mezzosoprano Katarina Van Droogenbroeck

Direttore Patrick Fournillier

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

 

L’Auditorium di Milano propone un programma veramente raffinato tutto imperniato sulla musica francese di cui il direttore Patrick Fournillier è un grande esperto; Patrick Fournillier ha diretto tra l’altro rarissime opere liriche di Massenet il cui catalogo è molto ampio e variegato.
Se pensiamo a Pelléas et Melisande ci viene in mente subito Debussy ma in questo caso dobbiamo pensare a Gabriel Fauré infatti nel 1898 quando il dramma in prosa di Maeterlink fu messo in scena a Londra. Il direttore londinese si rivolse prima a Debussy per riadattare la sua musica ma costui rifiutò. A questo punto fu Fauré a comporre la musica incidentale che fu orchestrata da Charles Koechlin. Nella realizzazione della Suite orchestrale riorchestrò 4 brani tra cui la famosa Sicilienne.
I pezzi sono molto raffinati nella libertà armonica che li contraddistingue.

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Fournillier fin dal Prelude crea un vibrante tappeto sonoro degli archi da cui emergono con squarci intesi i fiati. Sensazione di suspence nell’ultima parte del brano.
Tipica della musica dell’800 l’imitazione dell’arcolaio (Schubert, Wagner e tanti altri) qui Fauré si fa maestro con una scrittura affatto sterile e mai ripetitiva dell’ostinato.
Molto famosa la melodia della Sicilienne dove gli ottimi strumentisti de laVerdi esaltano l’arpa e i due flauti. Il direttore esalta le dinamiche con effetto quasi di pulsazione.
Sembra quasi una moderna marcia funebre l’ultimo brano che termina con una misteriosa sospensione.

Le sei liriche di Berlioz vengono composte nel biennio 1840 -41 raccolte sotto l’evocativo titolo Les nuits d’été: le melodie sono sempre originali e la linea di canto viene sempre di poco variata in una continua rigenerazione e inventiva molto aderente al testo poetico di Théophile Gautiere. La villanelle si caratterizza per i soli fiati che sostengono la voce mezzosopranile nella sua prima apparizione. Il mezzosoprano è Katarina Van Droogenbroeck cantante fiamminga dotata di una voce molto raffinata capace di piegarsi al canto raffinato di Berlioz. Il timbro è piacevole e l’intonazione ottima. Nello Spettro e la rosa massima tensione si raggiunge con “Ce léger parfum” con note acutissimi dei violini. Sulla laguna è una bella lirica dove violoncelli e contrabbassi sembrano alludere all’affondo dei remi di una gondola nelle scure onde del Canal Grande. Katarina Van Droogenbroeck con il giusto volume canta Assenza concludendola con la giusta languidezza.

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Albert Roussel è un compositore francese poco eseguito di una certa fama ad inizio ‘900 tanto da scrivere la Sinfonia numero 3 per la Boston Symphony Orchestra. L’orchestrazione è sempre selvaggia e quasi disordinata nella sua idea di base. 5 note che si ripetono in fortissimo costituiscono un messaggio in codice della composizione. Anche la ritmica è aggiornata e legata ai balli di quegli anni ma l’architettura complessiva della sinfonia è abbastanza inconcludente e la musica gira un poco a vuoto. Un organico alla Ravel utilizzato per una scomposta festa bacchica! L’orchestra Verdi ci mette il massimo impegno per sottolineare queste sonorità.

Prossimo appuntamento di cui vi daremo notizia sarà qui in auditorium La passione secondo Matteo di Bach, un monumento barocco.

Fabio Tranchida