Dramma in cinque atti
Libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier
Musica di Giuseppe Verdi

Nuova produzione Teatro alla Scala
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

Guido di MonforteRoman Burdenko
Il signore di BethuneAndrea Pellegrini
Il conte VaudemontAdriano Gramigni
ArrigoMatteo Lippi
Giovanni da ProcidaSimon Lim
La duchessa ElenaMarina Rebeka
NinettaValentina Pluzhnikova
DanieliGiorgio Misseri
TebaldoBryan Avila Martinez
RobertoChristian Federici
ManfredoAndrea Tanzillo
DirettoreFabio Luisi
Regia, scene e costumiHugo De Ana
LuciVinicio Cheli
CoreografiaLeda Lojodice

Siamo ritornati all’ascolto dei Vespri Siciliani  certamente tentati dalla presenza di Angela Meade, una vera e propria fuoriclasse. Alle 12.00 dello stesso giorno della performance è stato però annunciato che non avrebbe cantato per indisposizione. Chi l’ha ascoltata nella unica recita di questi Vespri ha raccontato la Meade è stata molto cauta nei primi 4 atti per cantare con più disinvoltura solo “Mercè dilette amiche” e il terzetto finale. Peccato davvero non averla ascoltata nell’ultima recita di questi Vespri siciliani pieni di luci ed ombre.

L’articolo precedente, qui disponibile  https://iltrilloparlante.wordpress.com/2023/02/09/i-vespri-siciliani-alla-scala-tra-luci-e-ombre/  racconta la serata della terza recita.

Elemento nuovo della serata era l’Arrigo di Matteo Lippi, che si presenta in modo molto disinvolto sulla scena con un canto spiegato nel duetto del primo atto. “Sono libero” canta con insolita forza e disprezza Monforte. Ottimo anche il duetto del terzo atto, più intenso e drammatico. Aria del IV atto con l’insolita forma è ben svolta e porta ad un sincero applauso.
Guido di Monforte è cantato da Roman Burdenko, altra new entry rispetto alla scorsa recita. “In braccio alle dovizie” è svolto senza alcuno sforzo e con particolare morbidezza. Il baritono usa la mezza voce per la lunga coda quasi sognante. Più calorose le frasi nel duetto che segue dove ritrova il figlio perduto.
Una performance quella del 21 febbraio tutto sommato positiva. Anche la Rebeka era più in parte e ha ricevuto plausi. La regia plumbea invece non poteva essere migliorata con quella impostazione funerea.

Vi daremo presto notizia della Boheme di Zeffirelli e dei nuovi Les contes d’Hoffmann col melodrammatico e gigione Grigolo.

Fabio Tranchida