mercoledì 18 gennaio 2023  |  ore 21

II rappresentazione  |  XIV stagione primavera MMXXIII

Monica Zhang     pianista
Andrea Scarduelli     narratore
Giovanni Belloni     maestro alle luci
Pamela Lizio     coordinatrice del teatro
Riccarda Bonfanti     direttrice di sala
Giuliano Brenna     fonico
Simone Guerrotto     assistente alla regia

Fryderyk Chopin

Ballade N. 2 in Fa maggiore, Op. 38
3 Études Op. 10
24 Préludes Op. 28

Il Teatro Belloni  riapre con l’avvio della XIV stagione. Il direttore artistico Andrea Scarduelli dopo mesi e mesi di assenza a causa della pandemia che lo vedeva bloccato da Hong Kong (porto profumato) riappare in carne ossa per le due serate speciali di venerdi 13 e mercoledi 18 gennaio 2023. Era sempre stato presente in questi mesi grazie a collegamenti virtuali ma vederlo, abbracciarlo e ascoltarlo dal vivo è una altra cosa. Sebbene il programma riguardasse la Ballata numero 2 di Chopin, Andrea ha avuto la capacità di raccontarci tutte e quattro le ballate di Chopin, segnalando in estrema sintesi le fonti di ispirazione. Durante il racconto così interessante, Giovanni Belloni alla regia, ci mostrava immagini significative della cultura polacca, immagini relative ai poemi di Adam Mickiewicz, (1798-1855), poeta e patriota polacco.  
Lo spettacolo Ballad è stato ideato da Andrea Scarduelli che introduce così la maestri della 15enne Monica Zhang che calca il palcoscenico del teatro Belloni fin dalla tenera età. La ragazza è un vero prodigio di abilità tecnica e di sensibilità e sa estrarre dalle note di Chopin vera linfa. Viene eseguita per prima la Ballade N. 2 in Fa maggiore, Op. 38 dedicata a Monsieur Robert Schumann da Chopin. Il brano è stato composto nel 1836-39 tra Lipsia, Mallorca e Nohant.


E’ suggestivo pensare che la Ballata ‘Świteź’, tratta dalla collezione ‘Ballad i Romansów’ ‘Ballate e Romanze’ (1822) di Adam Mickiewicz sia la fonte di ispirazione per Chopin. Secondo una leggenda una bellissima e misteriosa città sorgeva dove ora si trova il lago Świteź. D’improvviso arrivarono gli invasori. Giovani e vecchi andarono a combattere e in città rimasero solo le donne e i bambini. Quando gli invasori arrivarono alle porte della città le donne decisero che fosse meglio morire tra le fiamme che arrendersi al nemico. D’improvviso accadde un miracolo. La terra si aprì inghiottendo gli invasori. Al suo posto apparì un incantevole lago sulla cui superficie trasparente galleggiavano dei bellissimi fiori. Erano le donne e i bambini della città sommersa che erano stati trasformati in ninfee mai viste prima da occhio umano. L’architettura di questa Ballata di Chopin si riferisce alla struttura letteraria della Ballata poetica, alla sua sintassi e al suo sviluppo. Sembra quasi che le note prendano il posto delle parole. Ciò è quanto ci ha raccontato Andrea Scarduelli.

Monica Zhang è pianista di grande talento e riesce ad esprimere al meglio i due temi contrapposti della ballata, uno calmo e cullante e uno rapinoso e tecnicamente molto impegnativo. Scarduelli ci racconta che i 12 Études Op. 10, dedicati al suo amico F. Liszt da parte di F. Chopin vennero  composti a Varsavia, Vienna Stuttgart e Parigi tra il 1829 e il 1832. Gli studi erano pensati per gli allievi di Chopin, che dovevano esercitarsi su delle precise difficoltà tecniche. Ma la bellezza di questi studi fa si che divennero ben presto pezzi da concerto. Monica Zhang eccelle nel primo Studio con una svolazzante mano destra mentre la mano sinistra vaga per armonie sempre più tornituranti. Anche il secondo studio riguarda la mano destra ma ci ha affascinato di meno come composizione, non certo come esecuzione. Il terzo Studio proposto riguarda la mano sinistra impegnata senza un attimo di sosta.

Il concerto comprendeva anche i 24 Preludi di Chopin vero capolavoro così definiti da Liszt  ‘I Preludi resteranno esempi di perfezione in un genere da lui creato, mettendo in luce, come tutte le sue opere, il carattere del suo genio poetico. Composti tra il 1835 e il 1839, il materiale fu poi riordinato nell’isola di Mallorca, a Valldemossa. Dedicati, nell’edizione francese e inglese a Camille Pleyel (1788-1875), famosissimo costruttore di pianoforti ed editore che gli aveva commissionato l’opera al prezzo di duemila franchi e a Joseph Christoph Kessler (1800-1872) nell’edizione tedesca.
Monica Zhang è completamente matura per quanto riguarda l’espressione e l’approfondimento di ogni brano. Il linguaggio e teso e concentrato. Nei due bis che seguono, ci concede un poco di leggerezza. L’ouverture in miniatura dallo Schiaccianoci e l’acme del Pas de Deux dallo stesso balletto. Le trascrizioni sono virtuosistiche, ma la giovane Monica non teme scale e arpeggi e conclude trionfalmente il concerto mentre Giovanni Belloni accende le luci azzurre del firmamento del Teatro Belloni splendida cornice per un evento del genere.     

Accolto in maniera affettuosa da Pamela Lizio, coordinatrice e factotum del teatro, il pubblico ha risposto in maniera entusiastica al concerto pianistico. Ci rimarrà di ricordo, oltre le belle melodie, il pregevole programma di sala ideato e realizzato da Andrea Scarduelli con la direzione grafica di Simone De Nardi, ricco di preziose informazioni.

Fabio Tranchida

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