MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 2023
Il dottor StahlbaumGabriele Corrado
La signora StahlbaumFrancesca Podini
Il signor Drosselmeyer/ Il PrincipeJacopo Tissi
ClaraMartina Arduino
FritzDomenico Di Cristo
LuisaAlessandra Vassallo
La nonnaSerena Sarnataro
Il nonnoMassimo Dalla Mora
Lo schiaccianociAlessandro Paoloni
Il re TopoGioacchino Starace
Fiocchi di neveMaria Celeste Losa, Greta Giacon
Danza spagnolaAlessandra Vassallo, Domenico Di Cristo
Danza arabaSerena Sarnataro, Massimo Dalla Mora
Coppia solista arabaAntonella Albano, Marco Agostino
Danza cineseMattia Semperboni, Christian Fagetti, Andreas Lochmann
Danza russaFrancesca Podini, Gabriele Corrado
PastoraleAlessandro Paoloni, Giordana Granata, Camilla Cerulli

e il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

Con la partecipazione degli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala

Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala

Coreografia e regiaRudolf Nureyev
DirettoreValery Ovsyanikov
Scene e costumiNicholas Georgiadis
LuciAndrea Giretti

Lo schiaccianoci, titolo tipico delle festività natalizie, apre la stagione del Teatro alla Scala con grande successo di pubblico e un tutto esaurito per tutte le serate.

Il direttore di ballo Manuel Legris recupera l’elegante coreografia di Rudolf Nureyev. Negli anni scorsi avevamo parzialmente apprezzato le coreografie di Nacho Duato e di George Balanchine.

Nureyev concepisce un lavoro molto tecnico, dando pari valore ai ruoli femminili e maschili e impegnando molto il corpo di ballo. Quasi tutti i personaggi hanno un doppio che amplifica e rende ambiguo il loro ruolo. Se ne potrebbe dare una lettura psicanalitica e freudiana. Siamo a casa della dolce Clara e del dispettoso fratello Fritz: arriverà il misterioso signore Drosselmeyer a movimentare la serata e soprattutto la nottata in un incubo/sogno popolato da mille personaggi fantastici. Drosselmeyer anima la serata con tre bambole meccaniche, una bambola (ricordate Coppelia o Olympia?), un soldato e un saraceno. Tchaykovsky adorava Delibes e lo preferiva a Brahms, quindi Coppelia e Sylvia erano tra i suoi balletti preferiti che ascoltò poco dopo aver composto il Lago dei cigni.

Quando Clara si addormenta ecco arrivare i topi e il loro re che combatteranno furiosamente contro i soldatini.

Dopo la battaglia si presenta il  Principe, Jacopo Tissi che da poco è tornato dagli incarichi del Teatro di Mosca come protesta contro l’ingiusta guerra. Tissi e Clara, impersonata da Martina Arduino, ballano il loro primo pas de deux con insolita grazia. Jacopo Tissi è in perfetta forma, elegante in tanti passaggi tecnici. Molto precisa anche l’Arduino sebbene un po’ meno sciolta rispetto al compagno. Un poco calligrafica ma molto brava comunque. Tissi ha il tempo di un breve solo (molto apprezzato) prima della “nevicata”.


Offenbach aveva inserito nella sua opéra-feriee Le voyage dans la lune Il balletto dei Fiocchi di Neve, un balletto molto noto a fine ottocento. Un balletto fatto da numerosi pezzi, valzer, mazurka, galop ecc… che portava al finale d’atto dove i protagonisti infreddoliti della nevicata cantavano “Brrrrrrr” “Brrrrrrr” “Brrrrrr” con un effetto onomatopeico esaltato dalla musica elettrizzante di Offenbach. Tchaykovsky conosceva bene questo balletto e lo traforma nel balletto dei Fiocchi di cristallo che Corpo di ballo della Scala ha eseguito in maniera perfetta. Il compositore pensa ad un movimento unico con una stretta finale e la presenza del coro di voci bianche che dà una aurea magica al brano. Maria Celeste Losa, Greta Giacon ballano da soliste insieme al corpo di ballo che in questo episodio crea, in piccolo, un “atto bianco” immancabile nei balletti romantici da Giselle a Raymonda.
Nella seconda parte abbiamo vari balli caratteristici dalla danza spagnola alla danza russa, dalla danza cinese a quella araba.
Una melodia che tutti conosciamo è quella del solenne e ampio valzer dei fiori. Il corpo di ballo è fantasmagorico e dal IV ordine di palco erano perfettamente visibili le articolate geometrie dell’ensemble.  

Segue il grand pas de deux finale. Clara, Martina Arduino balla il suo solo sulle note della Danza della Fata Confetto che in orchestra prevede l’insolita, per i tempi, Celesta e il clarinetto basso. Nel contrasto tra suoni acuti e gravi l’Arduino è splendida e tecnicamente perfetta. Anche Tissi brilla in questo ultimo passa a due prima che tutti i personaggi passino in passerella di fronte a loro. Il sogno sparisce e si ritorna alla realtà ma con una maggior consapevolezza data dal percorso iniziatico.
Molto valida la direzione di Valery Ovsyanikov che sa come seguire i ballerini, servendo attacchi precisi e tempi in ottima intesa con la compagine. Una serata magica alla Scala.

Fabio Tranchida

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