di SARDI ALBERTO AUGUSTO

La filosofia è un discorso logico sul mondo

La scienza lo cambia

Un atto di fede lo rende reale perché per la

Logica l’universo materiale non esiste

             MILANO, ITALIA, Dicembre 2021

All’inizio c’era l’universo, questa immensa quantità’ di materia, così’ immensa che sgomenta. Pensiamo allo spazio cosmico con i suoi milioni di pianeti. Gli scienziati sono affascinati dalla sua immensità’ e dalle sue meravigliose leggi. Io penso che c’è troppa bellezza, una bellezza che abbaglia, una vastità’così ’ fuori dalle proporzioni umane che fa tremare, che è’ difficile capire. Quindi, con tutto il rispetto, all’inizio di tutto niente Bibbia” All’inizio era il Verbo”, e neanche la metafisica degli antichi filosofi greci, ma il Big Bang che creò tutto l’universo.

Perché è così’ vasto?

Perché contiene tutta la materia possibile. Oltre questa materia l’uomo conosce solo un altro tipo di materia: la sostanza immateriale dei propri pensieri e sentimenti. E poiché materia e tempo coincidono abbiamo anche 2 tipi di tempo: il ‘ tempo materiale” dell’universo materiale (passato e futuro) e il ‘tempo immateriale’ della nostra mente e della dimensione prima del Big Bang (eterno presente);vedi più avanti una spiegazione più dettagliata. Qual’ è la differenza tra un oggetto materiale e un oggetto immateriale? L’oggetto materiale contiene un numero limitato di atomi, mentre l’oggetto immateriale contiene un numero infinito di parti immateriali senza peso, volume, spazio. La mia definizione dell’universo materiale è: moltissime cose limitate. E come la matematica contiene tutti i numeri, così l’universo contiene tutta la materia, ma mentre i numeri, che sono immateriali nella nostra mente, sono infiniti, le cose limitate, che sono materiali, non sono infinite. Inoltre in matematica possiamo pensare di distruggere 1 numero, 2 numeri, ma almeno uno rimarrà sempre: ciò vuol dire che nel mondo della logica l’universo immateriale è eterno mentre nel nostro mondo materiale l’universo ha un inizio e una fine (va dal Big Bang a un futuro probabile ma non certo; infatti un disastro improvviso lo può distruggere immediatamente). Ogni cosa ha un limite, oltre questo limite c’è un’altra cosa limitata e così via. Ecco perché l’universo ha così tanti oggetti. Questi limiti possono avere ogni forma: ecco perché l’universo è così vario. Anche l’uomo è limitato, così la sua capacità di conoscere, quindi non può conoscere tutto, cioè Dio.

La cosa limitata è conoscibile dalla scienza perché misurabile, la cosa illimitata la scienza non la può conoscere perché non la può misurare. Così la matematica con i numeri: se considera i numeri come cose limitate (1 è 1,2 è 2) li conosce, e li adopera con le sue operazioni (+ -). Se i numeri diventato una cosa illimitata (la loro serie sempre crescente fino all’infinito n+1) la matematica non li conosce più e non è capace di dire qual’è il più grande.

L’universo è limitato o illimitato?

L’universo materiale è limitato, circondato da un universo immateriale illimitato. L’infinito come grandezza fisica esiste solo nel mondo immateriale (p. e. i numeri in matematica) ma non nell’universo materiale, e il Big Bang è il passaggio di una parte immateriale nel nostro universo materiale (solo una parte perché un oggetto illimitato non può essere contenuto in un oggetto limitato) e il punto materiale del Big Bang esplode a cause di questo tentativo impossibile.  

Chi ha creato l’universo?

La chiesa dice Dio. Io penso che non siamo in grado di saperlo: non sappiamo se Dio esiste oppure no. Dio possiede tutte le virtù che non esistono nell’universo: onnipotente, sa tutto, ubiquo, eterno. Questa definizione ha un vantaggio e uno svantaggio: il vantaggio è che Dio, essendo completamente separato dall’universo, potrebbe essere veramente il Suo Creatore, lo svantaggio è che questa completa separazione non permette una nostra indagine razionale. Alla fine anche la chiesa ammette che l’unica soluzione è la fede. Con tutto il rispetto si può dire: non è Dio che ha creato l’universo, ma è l’uomo che ha creato Dio (pensato dall’uomo, Dio è immateriale come il pensiero dell’uomo). Ma nella vita di tutti i giorni tutte le religioni insegnano la stessa cosa: pace, amore per il prossimo.

Ma se l’uomo ha creato Dio, chi ha creato L’uomo? La natura lo ha creato, ma chi ha creato la natura? L’unica risposta a questo punto è che non lo sappiamo.

L’universo esiste veramente o è un’illusione?

La logica dice che non lo sappiamo: infatti se pensiamo l’universo come un insieme unico (noi e lui insieme) la conoscenza è impossibile perché essa richiede sempre un soggetto e un oggetto; se solo noi o l’universo siamo reali, nel primo caso, manca l’oggetto della conoscenza, e nel secondo caso il soggetto che conosce. Se entrambi sono reali, per la logica l’universo non esiste perché per essa il presente è solo il tempo della logica mentre non esiste nell’universo materiale (vedi oltre). Non esiste una dimostrazione logica dell’universo (ecco perché il paradosso di Zenone di Achille e la tartaruga è vero logicamente ma errato nella realtà, perché per la logica il mondo materiale non esiste). Infatti Zenone divide la distanza tra Achille e la tartaruga in distanze sempre più piccole fino al nulla, ma la stessa divisione si può fare con Achille e la tartaruga fino al più piccolo atomo, cioè per la logica non esistono tutti e 3. 

Il paradosso dice: Achille e la tartaruga fanno una corsa; la tartaruga ha un vantaggio che Achille non potrà mai recuperare perché quando Achille avrà raggiunto la tartaruga, la tartaruga avrà a sua volta percorso una piccola distanza e così via.

Inoltre per la logica, che lavora nel nostro spazio mentale con immagini immateriali, Achille non raggiunge la tartaruga perché la distanza tra i 2 diventa una distanza immateriale fatta di infinite parti.

E allora è questo libro inutile?

Come la matematica è basata su concetti iniziali che non possono essere dimostrati (teoremi di Kurt Godel), così la mia filosofia inizia con una affermazione non dimostrabile: l’universo esiste. Non “cogito ergo sum” ma “Sunt res, ergo ego cogito”. Descartes sosteneva quello perché era l’unica forma di conoscenza che non passava attraverso le sensazioni fisiche che possono ingannare. Ma noi possiamo pensare tutto e il contrario di tutto, cioè che esistiamo oppure no,  e così non ci resta che un’unica soluzione: la più importante legge della conoscenza umana: il primo passo di essa è un atto di fede che rende l’oggetto da conoscere reale. Dopo di che’ possiamo pensare tutto quello che vogliamo riguardo all’oggetto.

L’atto di fede della chiesa è”Dio esiste” e abbiamo la religione.

L’atto di fede di Descartes è “Cogito ergo sum” e abbiamo la sua filosofia.

Il mio atto di fede è “L’ Universo esiste” e voi sfortunatissimi avrete la mia filosofia.

Perché dico così?  Perché credo nella scienza che dice che all’inizio di tutto ci fu il Big Bang, che ha creato tutte le cose materiali; dopo sono venuti gli esseri viventi e infine l’uomo, l’unico in grado di avere piena coscienza di sé e di conoscere. Il problema è che la nostra conoscenza è limitata (infatti non esiste in natura un essere con capacità illimitate), non sappiamo Chi ha creato l’universo, da dove veniamo e dove andiamo. Questa conclusione può essere deludente, ma non è nostro dovere conoscere tutto, ma semplicemente avere una vita piena e onesta.

Perché l’universo esiste?

Se noi pensiamo all’universo immateriale perché, immerso in un presente immobile, è sempre esistito; se pensiamo alla sua parte materiale, perché   a ogni effetto segue una causa.

Perché esiste la vita?

Perché esiste la morte; se non ci fosse la morte, la vita sarebbe eterna e quindi impossibile del nostro mondo.

Nel nostro universo, dopo gli esseri inanimati, sono arrivati gli animali e dopo l’uomo. Gli animali sono crudeli: seguendo l’istinto, il più grosso mangia il più piccolo, è la legge della giungla, mors tua vita mea. Solamente l’uomo, con i suoi ideali di amore e giustizia, ha creato un mondo civile, migliore di quello animale (anche se questo spesso non accade). L’uomo, dopo l’autocoscienza, ha sviluppato la conoscenza razionale: conoscere razionalmente vuol dire dividere, separare, qui il soggetto e là l’oggetto, qui il nostro mondo mentale (con scienza, arte, morale) e là il mondo materiale. Ma una parziale connessione esiste sempre altrimenti avremmo la completa separazione Dio/universo. E questa parziale separazione può essere annullata da un altro tipo di conoscenza: fede, esperienza mistica, sentimenti (amore, amicizia) o azione (anche se agire senza pensare può essere pericoloso).

Conoscere significa mettere in relazione un numero limitato di cose immateriali (E=mc elevato al quadrato mette in relazione 3 concetti mentali creati dall’uomo ma originati da cose materiali). Ma se Dio è un Essere Unico, con cosa può essere messo in relazione? All’inizio c’era soltanto un oggetto, il punto iniziale del Big Bang che è esploso e ha creato l’universo, ora in espansione. Ma verso dove si sta espandendo? Dentro lo spazio vuoto. Allora lo spazio vuoto esisteva prima del Big Bang, che ha creato lo spazio/tempo di Einstein, cioè la materia e il tempo. E ora abbiamo un’altra legge fondamentale: la materia e il tempo coincidono. Infatti nell’universo tutte le cose materiali si muovono (movimento esterno) o invecchiano (movimento interno). Niente cose, niente tempo, perché il tempo ha niente su cui lavorare; niente tempo, niente cose perché le cose non possono muoversi e cose senza movimento (interno o esterno) sono impossibili nel nostro mondo materiale, esse diventano perciò   immateriali come i nostri pensieri e sentimenti.

Con l’espansione dell’universo l’universo stesso entra nello spazio pre Big Bang che diventa quindi misurabile e quindi oggetto di conoscenza.

Il tempo è materia come l’informazione è il mezzo (è la teoria di uno scienziato informatico nel 1960/70 di cui non ricordo il nome). Niente mezzo, niente trasmissione di informazioni; in passato l’informazione semplice era orale, ora l’informazione complessa è via digitale. La trasmissione mentale non è ancora possibile. (3)

In realtà l’informazione ha una parte materiale e una parte immateriale; per esempio la Nona sinfonia di Beethoven è la partitura e anche l’emozione che dà all’ascoltatore. L’artista crea l’opera d’arte nella sua mente (adesso è immateriale), la scrive (ora diventa materiale), noi la leggiamo e ci emozioniamo (ridiventa immateriale). Ma la parte immateriale ha sempre bisogno della parte materiale: niente mezzo, niente emozione condivisa.

Lo spazio pre Big Bang con il punto materiale è simile allo spazio matematico, anche questo con un punto (all’inizio di ogni cosa ci sono sempre 2 cose: il soggetto e l’oggetto, la cosa limitata e ciò che la circonda, 0 e 1 nel mondo digitale).

Poi arriva Euclide e sviluppa il punto matematico in linee e figure geometriche. La matematica è nata. Poi arriva Galileo e si accorge che la matematica è il linguaggio della natura: la scienza moderna è nata. E ora abbiamo un’altra legge fondamentale: i nostri pensieri sono immateriali e fuori dal tempo mentre l’universo è materiale e nel tempo. 1+1=2 è un’addizione che non invecchia (movimento interno) e non si muove (movimento esterno) mentre ogni cosa materiale che addizioniamo con questa formula si muove o invecchia. Vedi la prima legge del moto diI.Newtonin fisica: Il moto di una particella materiale su cui non agisce nessuna forza, deve essere uniforme e rettilineo. Se io penso una mela adesso e fra un anno, la mela sarà sempre identica. Se io ho una mela su un tavolo e la ritrovo tra un anno, si sarà completamente disfatta. Nella logica A=A, nell’universomateriale mentre pensiamo questo, un attimo è giàtrascorso e A è diventato A’. Questo vuol dire che la logica non conosce il movimento ma solo il tempo presente; per la logica il passato non esiste perché è già stato, il futuro non esiste perché non è ancora, mentre nell’universo materiale il tempo è solo movimento (come l’acqua che scorre nel fiume), è futuro che diventa passato, cioè senza tempo presente. Per esempio, in geometria abbiamo 1 linea, scegliamo un punto su di essa che in matematica non ha dimensione, ora la linea è divisa in 2 parti, passato e futuro. Dov’è il presente? è nella nostra mente che ha scelto quel punto. Quindi per la logica non c’è tempo (passato o futuro), quindi niente materia, quindi niente universo.

 La logica deve credere che l’universo esista come la religione crede che Dio esista. All’inizio scienza e religione hanno una base comune: un atto di fede.

Allora il tempo presente non esiste?

L’universo è materia e la materia è tempo. Il tempo è solo futuro che diventa passato, cioè senza presente. Nella nostra mente c’è solo il presente, cioè niente tempo e quindi niente materia. Ecco perché i nostri pensieri sono immateriali.

Lo stesso è alla fine dell’universo in continua espansione dove la materia a poco a poco diminuisce fino a scomparire, e quindi niente materia, niente tempo e così prima del Big Bang, senza materia e quindi senza tempo: in entrambi i casi abbiamo un presente immateriale: con il massimo rispetto, questo sembra simile a Dio. Lo stesso tipo di presente è nella nostra mente quando pensiamo; quando pensiamo è come se parlassimo con Dio. E poiché il risultato dei nostri pensieri sono le leggi scientifiche, cioè la struttura razionale dell’universo, questa si trova in questo tipo di presente e quindi prima del Big Bang, cioè prima dell’universo (1)

L’universo scorre sempre dal passato al futuro. Solamente le leggi scientifiche create dalla nostra mente sono fissate in un eterno presente, sono frammenti di tempo fuori dal tempo, cioè frammenti di ‘ tempo immateriale fuori dal ‘tempo materiale’. Al contrario l’universo è nel tempo, e passa continuamenteda ciò che è stato a ciò che forse sarà.

Infatti il futuro è probabile ma non certo (domani il sole splenderà, a meno che stasera un disastro non lo distrugga). Quindi l’universo che vogliamo conoscere è esistito o dobbiamo sperare che esista in futuro. Infatti nel caso peggiore, accadesse un disastro, non esisterebbe. Il mondo immateriale nella nostra mente sembra più forte; almeno è   fissato in un immobile presente. Ecco perché Descartes ha detto: “Cogito, ergo sum”. Ma l’universo viene sempre prima: niente universo, niente filosofia. Possiamo pensare che le leggi scientifiche siano là, pronte per essere scoperte; ma è impossibile dimostrare che un extraterrestre scoprirebbe le stesse leggi, quindi non possiamo essere sicuri che queste leggi siano là, sia che le scopriamo oppure no. All’inizio scienza e religione hanno una base comune, un atto di fede. (5)

Questo gap, concetti mentali fuori dal tempo/universo nel tempo, crea paradossi come quello del filosofo greco Zenone: nel nostro mondo Achille raggiunge la lenta tartaruga ma la logica divide la distanza tra i 2 in infiniti piccoli intervalli e quindi Achille non sarà mai primo.

Com’è possibile? Nell’universo la materia è tempo e siccome il tempo scorre sempre, la materia è sempre in movimento (interno o esterno) e poiché Achille è per definizione più veloce della tartaruga, saràsicuramente il vincitore della gara. Nella nostra mente, le nostre immagini mentali sono fuori dal tempo e dalla materia, e così Achille e la tartaruga diventano 2 immagini mentali senza movimento, e poiché la tartaruga è davanti ad Achille, rimarrà sempre in prima posizione.

Così per la logica, essendo l’universo materia, non esiste mentre i nostri pensieri immateriali esistono per sempre (questa possibilità non esiste nel mondo materiale ma è possibile nel mondo immateriale). Così per la logica Achille e la tartaruga corrono per sempre: infatti Achille corre 1 metro, ma prima deve aver corso 1\2 metro e ancora prima 1\4 di metro e così via e quindi gli occorre un tempo infinito. Ma correre per sempre non è possibile nel nostro mondo materiale, quindi per la logica nel nostro mondo materiale la gara non avviene.

Lo stesso accade con le leggi scientifiche: quando noi le pensiamo, nel nostro spazio mentale esistono per sempre(infatti accade spesso che stessi teoremi matematici vengano scoperti più volte da scienziati diversi in tempi diversi) mentre nel nostro mondo materiale sono valide finche’ non sono contraddette dall’esperienza o se il nostro universo non è distrutto improvvisamente da una catastrofe.

Lo stesso avviene, lo dico con il massimo rispetto, con Dio: se lo pensiamo come Essere immateriale, Egli esiste per sempre; il problema è che la scienza non può dimostrare che un Essere immateriale possa creare un universo materiale (l’uomo pensando può creare un universo immateriale ma l’uomo non è un essere immateriale). Se Dio è completamente nell’universo (filosofia panteistica) Egli non può esistere per sempre perché qui il futuro è probabile ma non certo e quindi Dio non è più Dio.

Lo stesso avviene con l’universo materiale: per la logica non esiste (infatti noi possiamo distruggere tutte le cose materiali ma non tutti i numeri immateriali della matematica) mentre l’universo immateriale, cioè la struttura razionale dell’universo esiste.

Qual è la differenza tra scienza e arte?

Lo scienziato cerca un tesoro nella natura (non sappiamo Chi lo ha messo), l’artista mette questo tesoro nella sua opera d’arte e altri lo scopriranno. Ma se questo tesoro si trova sicuramente nell’opera d’arte, non è così sicuro che si trovi anche nella natura, perché per la logica il nostro mondo materiale non esiste. (2)

Il tempo èmateria ma le nostre immagini mentali sono fuori dal tempo e dalla materia: infatti possiamo descrivere una mela con molti aggettivi, tanti quanti intervalli usò Zenone nel suo paradosso, ma l’esperienza completa ci è data solo mangiando la mela, o più semplicemente possiamo mangiare la mela sul tavolo ma non la mela che è nella nostra mente.

Siamo ancora in compagnia di Immanuel Kant e del suo “noumeno” (ciò che non siamo in grado di conoscere).

Ecco il mio riassunto: il Big Bang ha creato l’universo, cioè il tempo e la materia,entrambi possono finire subito a causa di una catastrofe, mentre i nostri pensieri, cioè le nostre leggi scientifiche, cioè la struttura razionale dell’universo, sono in un immateriale presente senza fine nella nostra mente e nella dimensione pre Big Bang: cosi questa nostra struttura razionale è prima del Big Bang, cioè dell’universo.E’ anche nell’universo? Per la logica, che vive nel ‘tempo immateriale’,l’universo, che si trova nel ‘tempo materiale’, non esiste. Occorre dunque un atto di fede che renda l’universo reale e annulli il gap nostra struttura razionale/universo materiale, perché la fede buona unisce e non divide.

In altre parole: i miei 2 primi passi nella filosofia sono: “Sunt res, ergo ego cogito”e “Ego cogito, ergo logica est”. La seconda frase va da una cosa immateriale a un’altra cosa immateriale, la prima da una cosa materiale a una cosa immateriale, ma entrambe sono consentite dalla logica, che vive nel suo mondo immateriale. La prima perché accade prima della logica, che inizia quando noi iniziamo a pensare. “Cogito, ergo sum” che vuol dire, quando io penso percepisco me stesso, mi rendo conto di esistere, per la logica non è corretta, perché va da una cosa immateriale a un sentimento, che in quanto tale è fuori dalla logica stessa.

Lo stesso con Hegel: “Tutto ciò che è reale è razionale, e tutto ciò che è razionale è reale”, per la logica diventa “Il razionale è immateriale, e il reale è materiale” cioè non esiste e le 2 cose coincidono con un atto di fede.

Lo stesso con David Hume, che sosteneva che l’unica realtà è l’esperienza mentre la scienza è una nostra abitudine di pensare in quel modo; per la logica la scienza è l’unica cosa reale, perché per credere all’esperienza occorre prima l’atto di fede nella sua esistenza.

Per la logica la frase “L’albero esiste solo quando lo guardo” è esatta se vuol dire” L’albero esiste se lo penso razionalmente “e per il resto non ci rimane che credere.

La logica lavora soltanto con i suoi concetti immateriali, se la facciamo lavorare con i sentimenti o le cose materiali, facciamo solo confusione.

Tutti i paradossi traggono origine dal passaggio scorretto tra le cose immateriali (i concetti nella nostra mente) e le cose materiali nel nostro mondo: una cosa immateriale è fatta da un numero illimitato di parti (e quindi è illimitata) mentre una cosa materiale è fatta da un numero limitato di parti ( per questo è una cosa limitata): per cui Achille non raggiunge la tartaruga nella nostra mente ma solo nel mondo materiale, perché là la distanza tra i 2 è immateriale e quindi illimitata, mentre qui essa diventa solo un pezzo di terra limitato; infatti nel nostro universo una distanza può essere illimitata solo ai suoi estremi confini dove però nello stesso momento diventa immateriale.

La conoscenza umana razionale consiste nel passaggio da una cosa immateriale illimitata a una cosa immateriale limitata. Riguardo a questo io ho un’esperienza personale che risulta sempre vera. Quando vado a teatro a sentire un’opera spesso non capisco le parole; se però prima ho avuto la possibilità di leggere il libretto, allora capisco ogni cosa. Perché? Perché così per la mia mente è possibile passare da una cosa immateriale illimitata (tutte le parole che possono essere cantate) a una cosa immateriale limitata (le parole del libretto che fortunatamente ho letto prima e perciò sono già nella mia mente).

Avere uno scopo nella vita vuol dire avere scelto tra un’infinità di immateriali possibilità un solo traguardo immateriale e renderlo materiale attraverso l’azione.

Perché il tempo scorre sempre in avanti e non torna indietro?

Il tempo è materia e quindi tutti gli esseri invecchiano e mai ringiovaniscono: infatti moriamo tutti. Ma tutto questo è probabile ma non sicuro nel nostro universo materiale: nei prossimi giorni potremo scoprire la pillola dell’eterna giovinezza e quindi fermare il tempo e non morire più e nel futuro ci potrebbe anche essere l’inversione temporale e Achille potrebbe non raggiungere la tartaruga perché improvvisamente si azzoppa. Al contrario nel nostro universo mentale immateriale, dove il tempo non scorre, tutto è sicuro (le nostre leggi scientifiche); inoltre, come in matematica a un numero ne segue un altro, così qui ad ogni legge scientifica ne segue sempre un’altra e allora non potremo mai scoprire la legge finale che tutto regge.

La mia riflessione è iniziata da 3 punti: 1, il big bang ha creato l’universoma ora gli scienziati sostengono che prima di esso esisteva il vuoto contenente delle fluttuazioni quantiche; ma per la logica il vuoto è vuoto e non il vuoto contenente qualcosa; 2, il paradosso di Zenone ancora insoluto (vedi John D.  Barrow “L’infinito “, Mondadori 2005; p. 26“queste argomentazioni o paradossi di Zenone come furono chiamati non furono mai confutati nell’antichità e continuano a essere oggetto di grande interesse ancora oggi “, 3, il paradossale empirismo di David Hume (vedi Bertrand Russell “Storia della filosofia occidentale” Mondadori 1984 p. 627) dove scrive che Hume ha portato alle estreme conseguenze la filosofia empiristica rendendola coerente ma nello stesso tempo incredibile e paradossale. I metafisici non sono mai riusciti a confutarla, nondimeno Russell spera che si possa scoprire qualcosa di meno scettico.

L’uomo vede bene ma l’aquila vede meglio; l’uomo ha un buon olfatto ma quello del cane è migliore; l’uomo corre veloce ma non quanto il ghepardo, così anche la sua capacità di conoscere è limitata. Quindi se l’Essere finale è Dio, l’uomo deve credere nella sua esistenza perché non è capace di una dimostrazione razionale. Se la cosa fondamentale è l’universo materiale l’uomo deve credere perché una sua dimostrazione logica non esiste e una sua dimostrazione “fisica” non è sicura perché le nostre sensazioni possono essere ingannevoli.

La mia filosofia, che è un esperimento mentale come avviene nella fisica teorica, è molto generale e quindi semplice, scritta in modo conciso anche perché non sono in grado di scrivere tecnicamente. Spero che sia anche giusta. Contributi sono benvenuti.

Per esempio descrivere la differenza tra la logica normale immateriale e quando viene applicata al mondo materiale.

  • Per avere una visione differente vedi: Roger Penrose “La strada che porta alla realtà”, Bur, capitolo1, secondo il quale, Premio Nobel, esistono 3 mondi, quello matematico platonico, quello fisico e quello mentale, collegati tra loro.
  • Perché nel cinema abbiamo sempre una colonna sonora?

Naturalmente questa musica ha la funzione di descrivere le azioni del film, ma prima di tutto è un segnale che indica che il film è un’opera d’arte creata dall’uomo; infatti nella vita di tutti i giorni le nostre azioni non sono mai accompagnate da una colonna sonora. La vita è vita, l’arte è ciò che l’uomo pensa della vita. Cosa esprime Bruckner nelle sue sinfonie? E J.S.Bach? La fede in Dio, cioè che l’universo è stato creato da Lui. Cosa esprime Mahler nelle sue sinfonie? La sua visione tragica della vita, perché nella sua vita aveva molto sofferto. Vedi il giudizio severissimo di Harold Schonberg, un critico americano in “Il libro della musica classica”, Gribaudo, p.201: “Le lotte di Mahler sono quelle di un uomo di salute mentale debole, un adolescente che si lamenta delle proprie miserie e che vuole che tutto il mondo sappia che soffre”. Perché alcune sinfonie di Shostakovic sembrano inespressive, girano a vuoto? Perché il non dire niente, essere impassibili, era l’unica possibilità di sopravvivere per un vero artista, cioè di un artista che ha qualcosa da dire, ai tempi bui di Stalin. (6)

La mia conclusione:

Parte1: l’universo materiale è fatto di materia e la materia è tempo (infatti la materia senza tempo è immobile, non ha movimento esterno o interno, cioè non invecchia, e questo nel nostro mondo è impossibile) e il tempo senza materia ha niente su cui lavorare, cioè diventa immateriale. Ma per la logica il nostro universo materiale non esiste: infatti essa può divedere ogni cosa all’infinito fino al nulla, e ugualmente ingrandire la distanza tra 2 cose all’infinito fino al punto che esse escono dal nostro campo di indagine razionale e quindi anche dalla logica, e il tempo per la logica è il passato che non esiste più e il futuro che non esiste ancora e il presente è solo un continuo passare tra questi 2 tempi inesistenti. E la prova “materiale” dell’esistenza del nostro mondo non è sicura perché i nostri sensi possono ingannarci. Quindi dobbiamo credere nell’esistenza del mondo come crediamo nell’esistenza di Dio.

Parte 2: l’informazione è il mezzo ma ha anche una parte immateriale; infatti la scienza, cioè la nostra struttura razionale dell’universo è nei nostri libri ma anche nel nostro spazio mentale quando la stiamo creando. E questo spazio mentale, immateriale e in un presente senza movimento è simile allo spazio pre Big Bang, e quindi quella struttura razionale precedeva il Big Bang che l’ha resa materiale. Ecco perché la scienza spiega così bene l’universo materiale.

  • Questo professore ha ragione poiché stava parlando di computers, che non hanno sentimenti. Ma un uomo che crea o riceve un’informazione prova sempre un sentimento; anche leggendo l’elenco del telefono si prova un sentimento, quello della noia.
  • Perla logica le leggi scientifiche, cioè la struttura razionale dell’universo, sono nella nostra mente e nell’universo immateriale   che esisteva prima del Big Bang. Per la logica l’universo materiale non esiste e quindi bisogna credere nella sua esistenza.

(6)  Perché la musica è così importante?

L’uomo ha a disposizione un linguaggio completo, le parole, per comunicare. Non ha bisogno di un altro tipo di linguaggio, ma come la matematica è il linguaggio della natura (Galileo) così la musica è il linguaggiodei nostri sentimenti. I capolavori di Shakespeare sono parole senza musica: i suoi drammi sono una battaglia di sentimenti, ma il suo scopo è uno scopo razionale, capire le ragioni del comportamento umano. Le opere in musica hanno invece un altro scopo, quello di emozionare lo spettatore, non di comunicare una visione razionale della vita. Ecco perché in musica è così importante la musica strumentale (senza parole) o le parole nel teatro d’opera non sono così importanti (vedi Edward J. Dent “Il teatro di Mozart” Rusconi, p. 307: “Il libretto dello Zauberflote è stato generalmente e per lungo tempo considerato come uno dei più assurdi esempi di quella sorta di letteratura in cui l’assurdità è considerata come un fatto del tutto naturale”).

La musica di

J.s.Bach dice che l’universo è stato creato da Dio, quindi per chi non crede la sua musica può apparire meno interessante;

 Beethoven dice che esistono idee per cui combattere, fosse anche solo la gioia della nona sinfonia

Mozart dice che esiste una società civile ed educata di cui fare parte, così lui immaginava la Vienna del suo tempo

G.Mahler dice che lui parla solo di sé, del suo io che tutto ‘sente’ e capisce, e questo diventa il suo limite.

Anche il vero e il falso dipendono dal tempo e quindi dalla materia.

Io ho una mela sul tavolo e se dico che entro un anno non sarà disfatta, dico il falso. Ma se Dio è concepito come un Essere immateriale, posso dire sia che esista, sia che non esista perché nessun fatto materiale può dimostrare le due affermazioni immateriali, data la completa separazione tra universo materiale e immateriale.

La differenza tra la religione e la mia filosofia è che la religione si pone 2 domande: chi ha creato l’universo (una cosa materiale)? Dio. E chi ha creato Dio (un Essere immateriale)?

La mia filosofia si pone solo 1 domanda: chi ha creato L’universo? Questo perché per me l’universo è parzialmente materiale e parzialmente immateriale (l’universo pre Big Bang). La mia risposta è che non lo sappiamo.

Perché la logica non riconoscere il mondo esterno materiale?

Se A=B e B=C, A=C; così la logica lavora con le sue leggi e A B C, che sono immagini o concetti immateriali nella nostra mente. La logica lavora come un computer che non sa chi gli ha immesso le istruzioni. Ma noi, che non siamo solo logica ma abbiamo sentimenti e un corpo materiale, sappiamo che A B C derivano da cose materiale del nostro mondo esterno. Ma la logica, proprio per la sua struttura interna non lo può dimostrare. 

Dio è un Essere immateriale e perciò per la logica Egli esiste. Ma per la logica l’universo materiale non esiste e perciò la logica non può dimostrare che Dio ha creato l’universo.

Perché siamo nati, perché esiste l’universo?

La regola è: cose materiali hanno risposte materiali, cose immateriali hanno risposte filosofiche o immateriali, per cui: perché abbiamo i genitori, perché c’è stato il Big Bang. In questi casi risposte filosofiche o immateriali non sono possibili. Al contrario alla domanda: perché esiste Dio (Essere immateriale)? la risposta filosofica o immateriale è possibile: perché è un Essere perfetto e quindi le Sue qualità comprendono anche l’esistenza eterna. Il problema è che mondo immateriale nella nostra mente e universo materiale esterno rimangono sempre separati di fronte a una conoscenza razionale.

Il problema numero 1 non è se Dio esiste, ma quanto l’uomo può conoscere. Se può conoscere tutto, può sapere se Dio esiste oppure no, ma poiché la conoscenza umana è limitata, ha bisogno della fede.

In altre parole, il problema non è se Dio esiste, ma se esiste l’uomo, cioè l’universo materiale; ma la conoscenza umana razionale, cioè la logica nella nostra mente, lavora,cioè conosce solo le sue immagini immateriali, e quindi anche per la conoscenza del mondo materiale esterno ci vuole un atto di fede.

Tutto ciò che è pensabile, cioè immateriale, esiste: io posso pensare tutto e il contrario di tutto. Posso pensare di avere 68 anni e subito dopo di averne 680. Qual è la mia giusta età? Con un atto di fede credo che il mondo materiale esterno esista e subito mi rendo conto che la mia età giusta è 68 anni.

Dio è un Essere immateriale: posso pensare che esista oppure no, anche in questo caso decido con un atto di fede.

Se il soggetto non sono io ma una dimostrazione matematica, essa sta sotto le leggi della logica, quindi la fede non è necessaria (vedi la domanda successiva): perché se io sono pensato sono un’immagine immateriale, ma altrimenti con il mio corpo sono pur sempre un essere materiale, mentre una legge matematica è sempre immateriale , è prima del Big Bang , cioè prima dell’universo materiale ( può venire stampata, cioè diventare materiale per essere comunicata agli altri, ma questo in questo contesto è solo un aspetto secondario).

Dio e le leggi della logica sono immateriali, ma perché abbiamo bisogno della fede solo nei confronti dell’esistenza di Dio?  Perché quelle leggi sono parte dell’universo immateriale mentre Dio, essendo secondo la logica il suo Creatore, è fuori di esso.

Posso pensare che le leggi della logica esistano oppure non esistano?

No, perché se non esistessero non esisterebbe il pensiero razionale: infatti non “Cogito ergo sum” ma “Cogito ergo logica est”. Il pensiero razionale, cioè la logica, riceve stimoli dal mondo esterno materiale, ma per poter lavorare, li trasforma in immagini immateriali o concetti: lavora come un computer che non sa da dove riceve i suoi imputs, quindi non può fornire una dimostrazione logica che esista l’universo materiale. Ma c’è una dimostrazione per fede che noi, che siamo persone materiali oltre ad avere una mente, possiamo compiere.

La materia è tempo e perciò il mondo immateriale nella nostra mente è fuori dal tempo, cioè è in un tempo presente senza movimento. Questo tipo di tempo non è possibile nel mondo materiale dove tutto è in movimento. Ma nel nostro mondo non è possibile neanche il tempo presente con movimento perché qui esso è soltanto un continuo passaggio dal passato al futuro.  

Qual’è la differenza tra un atto di fede per l’esistenza Dio (A) e un atto di fede per l’esistenza del mondo materiale(B)?

Riguardo ad A, noi possiamo credere oppure no che Dio esista e sia il Creatore dell’universo, perché se Dio non avesse creato l’universo per noi sarebbe poco interessante, ma questo implica che almeno l’universo materiale esista, altrimenti non ci sarebbe il problema della sua creazione.

Riguardo a B, se noi non crediamo nell’esistenza del mondo materiale non ci rimane niente, o meglio, ci rimangono solo le leggi della logica. Naturalmente il mondo materiale esiste, ma come ho detto prima la sua esistenza ha solo una dimostrazione materiale (il Big Bang) ma non può avere una dimostrazione filosofica o logica o immateriale, che appartiene solo al mondo immateriale, perciò abbiamo bisogno di B. 

Può essere che:

 lo spazio tempo di Einstein cambia la sua forma in presenza di materia; cioè il tempo non scorre più lineare ma si curva, cioè diventa una piccola parte di un’enorme circonferenza, cioè il tempo alla fine ritorna da dove aveva iniziato a scorrere, cioè la prima legge del movimento in fisica nel nostro mondo è teoria ma non realtà, poiché esso è pieno di materia, altrimenti sarebbe immateriale. Al contrario questa prima legge è realtà e non teoria nel mondo immateriale, proprio per la mancanza di materia. La materia è tempo, quindi niente materia niente tempo oppure esso può fluire linearmente: perciò per la logica dopo il Big Bangc’erano materia e tempo, e prima di esso niente materia e niente tempo o un tempo che scorreva lineare, o per usare le parole di Einstein, il Big Bang può essere stato la trasformazione da uno spazio tempo lineare a uno spazio tempo curvo a causa della presenza di materia.

La mia conclusione: prima del Big Bang abbiamo uno spazio ovviamente immateriale e perciò lineare, dopo il Big Bang tale spazio diventa materiale e perciò curvo.

Prima del Big Bang non c’è tempo e materia e quindi gli avvenimenti non avvengono o avvengono contemporaneamente, nello stesso luogo e nello stesso tempo, cioè nel momento del Big Bang quando lo spazio tempo lineare si curva e nello stesso istante il primo punto di materia esplode, perché contiene tutta lamateria possibile. Al contrario nel nostro universo materiale il tempo scorre continuamente, cioè nello stesso luogo gli avvenimenti avvengono non simultaneamente ma uno dopo l’altro e quindi non siamo in grado di rispondere alla domanda: è

nato prima l’uovo o la gallina?

Se il nostro universo materiale non ci fosse, non ci sarebbe niente?

Ci sarebbe la possibilità che ci fosse; naturalmente questa possibilità sarebbe immateriale e quindi starebbe nello spazio tempo immateriale e lineare pre Big Bang. Questa possibilità include tutte le altre e quindi anche quella che il nostro universo abbia una struttura razionale conoscibile attraverso la matematica e le altre scienze.     

La 1° legge del movimento in fisica è paradossale secondo me al livello del paradosso di Zenone: infatti per il senso comune una particella materiale,su cui non agisce nessuna forza è ferma e non in movimento. Nel nostro universo materiale lo spazio è curvo, quindi una forza che agisce è sempre presente, quindi la particella di cui parla la 1° legge del movimento è da considerarsi immateriale.

Quindi anche il suo moto sarà immateriale, e poiché la materia è tempo, nel nostro universo materiale il moto sarà curvo e associato al tempo che scorre, mentre nell’universo immateriale pre Big Bang il moto è lineare e senza lo scorrere del tempo. Se la mia filosofia è giusta, ho diviso la prima legge del moto di I. Newton in due differenti leggi, una per l’universo immateriale e una per quello materiale. Spero che Galileo e Newton siano d’accordo.

In conclusione sembra che abbiamo 2 universi:

l’universo prima del Big Bang, immateriale, con lo spazio tempo piatto e il moto rettilineo ma senza lo scorrere del tempo (ecco perché il Big Bang di Stephen Hawking accade in un solo istante),

il nostro universo, materiale, con lo spazio tempo e il moto curvo e lo scorrere del tempo.

Il moto immateriale rettilineo non ha né inizio né fine, mentre il moto materiale curvo ha entrambi, perché è parte di una grandissima circonferenza, e se noi scegliamo un punto in esso, otteniamo il suo inizio e la sua fine, che coincidono, mentre nel primo caso non otteniamo nulla. Questo significa che ogni cosa materiale ha un inizio e una fine e che noi torneremo da dove siamo venuti, cioè in luogo dove non abbiamo autocoscienza.

Che cosa significa il nostro atto di fede?

La logica nella nostra mente lavora come un computer che non sa da dove i suoi imputs provengano. Il risulta del suo lavoro è la struttura razionale dell’universo che è immateriale come l’universo pre Big Bang. Con un atto di fede, noi crediamo che questi imputs provengano dal mondo esterno materiale e che perciò esso esista, così che questa struttura razionale si materializzi in esso e lo possa spiegare almeno in parte. Naturalmente noi siamo figli di questo universo, perché abbiamo un corpo, così che il nostro atto di fede non significa “Quell’albero esiste perché io lo guardo”(era una questione filosofica dibattuta ai tempidi George Berkeley) ma “Io esisto perché esiste quell’albero che può essere guardato” e se la logica si limita a dire “Di quell’albero io hosolo la sua immagine immateriale” noi abbiamo già fatto il nostro atto di fede e crediamo che il mondo sia.

Una dimostrazione che gli oggetti immateriali esistano è l’Insieme di Benoit Mandelbrot, un oggetto matematico immateriale, così complesso che nessuno mente umana può considerare tutti i sui più piccoli dettagli (R.Penrose “La strada che porta alla realtà” p. 16-17), perché allo stesso modo la nostra logica divide senza fine la distanza tra Achille e la tartaruga, distanza per essa immateriale, e Zenone crea il suo paradosso. Inoltre questa divisione all’infinito non dà sempre 1, cioè conduce sempre alla realtà, ma dipende da quale tipo di aritmetica si usa (Piergiorgio Odifreddi “C’era una volta un paradosso” Einaudi, p. 179) e quindi ci sono 2 tipi di realtà, materiale e immateriale.

Il tempo che scorre è il tempo che scorre senza interruzione, il tempo che non scorre, presente nell’universo immateriale pre Big Bang, non esiste o è fatto di frammenti di tempo che accadono contemporaneamente o uno dopo l’altro ma in universi differenti. E’ come se 2 persone iniziassero a mangiare ciascuno una mela nello stesso istante ma in luoghi diversi (se fosse durante il Big Bang mangerebbero la stessa mela). Quindi nell’universo pre Big Bang, dove il tempo non scorre, gli eventi accadono tutti nello stesso istante o più volte se è fatto di spazi completamente separati tra di loro.

Nell’universo immateriale la particella immateriale ha un moto rettilineo e quindi una sua velocità; ma quale velocità? La sua formula è spazio diviso tempo, dove lo spazio può essere un numero qualsiasi e il tempo è 0, poiché lì il tempo non scorre, ma il risulta di questa divisione non è un numero ma un’espressione matematica più complessa, mentre nel nostro mondo il risultato è sempre un numero, fino a 300.000, la velocità della luce. Ora però occorre un matematico ( un matematico vero, non immateriale) che magari sia in grado di costruire un modello matematico del mio ‘universo albertino’ dove il tempo è 0. Lasciatemi chiamare così l’universo immateriale come in musica abbiamo il ‘ basso albertino’ di Domenico Alberti. 

 SARDI ALBERTO AUGUSTO