Bianca e Fernando

“Versione Genova 1828” per l’inaugurazione del Teatro Carlo Felice.

Libretto di Domenico Gilardoni

Libretto rielaborato da Felice Romani

Musica di Vincenzo Bellini

Nuovo Allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice

LA LOCANDINA

Bianca    Salome Jicia
Fernando    Giorgio Misseri
Filippo    Nicola Ulivieri
Carlo     Alessio Cacciamani
Clemente     Giovanni Battista Parodi
Viscardo   Elena Belfiore
Eloisa     Carlotta Vichi
Uggero     Antonio Mannarino

Maestro concertatore e direttore  Donato Renzetti

Regia, scene e costumi Hugo de Ana

Luci  Valerio Alfieri

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro Francesco Aliberti

Mimi: Andrea Baldassarri, Simone Campisi, Sabrina Cerrona, Luca De Rinaldo, Dario Greco, Ivano La Rosa, Alessandro Percuoco, Martin L. Ruis, Martina Serra, Savino Somma, Stefania Ventura, Marianna Zanaglio, Elidon Zamblaku.

L’Allegro iniziale della Sinfonia è stata orchestrato da Domenico De Meo.
Il Maestoso dopo la Sinfonia è stato orchestrato da Paolo Furlani.

Bellini aveva esordito a Napoli con Adelson e Salvini cantato dai ragazzi del conservatorio, alcuni maschietti provvedevano anche ai personaggio femminili dell’opera. La seconda opera fu Bianca e Gernando, cantata invece dalle star dell’epoca al San Carlo dove andò in scena il 30 maggio 1826.  . Gernando e non Fernando per non offendere Fernando I allora regnante su Napoli. Un primo cast era stato sostituito da un secondo cast sempre di altissimo livello poiché l’opera fu rimandata di qualche mese. Ecco poi il grande successo a Milano dove alla Scala fu presentato su libretto del fedelissimo Romani Il Pirata. Rubini divenne il simbolo del teatro romantico. Proprio questo grande successo convinse i genovesi a richiedere Bellini per l’inaugurazione assoluta dal nuovo teatro il Carlo Felice che prendeva la denominazione del Re sabaudo regnante. Bellini decise di rielaborare la sua precedente opera facendo numerosissimi aggiustamenti e componendo musica nuova su versi del più richiesto librettista italiano, Felice Romani, genovese. Il cast prevedeva due cantanti che avevano già studiato la parte per il San Carlo me che poi, per ritardo nella produzione, non avevano cantato il ruolo. Bellini scrisse davvero tanta musica nuova, l’allegro della Sinfonia, nuove cabalette, due nuove arie complete, riformando anche i pezzi d’assieme. L’opera così trasformata fu molto rafforzata dal punto di vista drammatico.

Il 7 aprile 1828 si inaugurò solennemente il Teatro Carlo Felice, come ricorda una cronaca del tempo «alla presenza de’ Reali Sabaudi, tra il giubilo e l’ammirazione de’ cittadini e de’ molti forestieri tratti a Genova da così splendida festa» con il compositore stesso a dirigere l’orchestra per le prime tre sere. La prima stagione del Carlo Felice puntava ai grandi nomi del momento infatti il 12 maggio debuttò Alina regina di Golconda di Gaetano Donizetti (con poco successo ma si tratta di una interessante opera) e il 21 giugno fu la volta di Francesco Morlacchi con il Cristoforo Colombo, personaggio simbolo per Genova.  La musica di Bianca e Fernando, nella sua seconda versione deve essere in parte ricostruita non esistendo una partitura autografa completa della seconda versione. Bellini a Genova decise di riprendere la partitura e sui versi di Romani intervenne radicalmente anche sulla trama portando l’opera a una miglior definizione ma molti passaggi autografi andarono dispersi.


Grazie al  lavoro di ricerca promosso dalla Fondazione Teatro Carlo Felice nell’ambito del progetto Civiltà musicale genovese e ligure e realizzato con il coordinamento musicologico dalla specialista Graziella Seminara (Università di Catania, Fondazione Bellini), questi materiali sono adesso tornati alla luce in biblioteche italiane e straniere. La messa in scena di Bianca e Fernando si può definire quindi ormai completa, mancando all’appello solo alcune pagine già individuate in una collezione inglese che verranno successivamente consultate per la stampa della partitura in Edizione Critica ultimo step del progetto. Abbiamo potuto vedere nel foyer del Carlo Felice una mostra documentaria con alcuni degli originali ritrovati e ammirare presso l’università di Genova in via Balbi 2 una mostra su scritti e autografi di Felice Romani.

L’opera non ha una storia d’amore ma sviluppa l’amore fraterno tra Bianca e Fernando che devono contrastare il cattivo della situazione Filippo il baritono. Carlo il padre di Bianca e Fernando verrà scoperto prigioniero solo a metà del secondo atto con grande sorpresa di Bianca che ignorava tutto.  Bianca è la prima donna Salome Jicia che è riuscita a trarre gran partito dalla ruolo. La prima aria è sviluppata benissimo facendo capire cosa è il belcanto belliniano, lunghissime frasi cantate con una voce rotonda e piena. Bellissimo il duetto con Eloisa che ricorda il duetto Zelmira Emma in Zelmira di Rossini accompagnato dalla dolce arpa. Avendo sentito l’ultima replica abbiamo percepito una piena consapevolezza del ruolo, una Bianca vittima del marito Filippo in balia della sorte, svegliata dal fratello Fernando nel lungo e complesso duetto del secondo atto il brano anche all’epoca più applaudito della composizione. Il duetto dove Fernando si rivela alla sorella è il centro drammatico.

Bianca e Fernando, Teatro Carlo Felice | Teatro Carlo Felice

Fernando è il coraggioso Giorgio Misseri che ha appena affrontato il ruolo di Gualtiero nel Pirata a Palermo con particolare successo. Qui a Genova affronta un ruolo scritto per Giovani Battista Rubini e riformato per Giovanni David, i più grandi tenori dell’epoca. Già alla seconda frase di recitativo deve affrontare un re sovracuto. Tutta la parte è costellata di do re mi e fa sopra il rigo, una selva di difficoltà risolte brillantemente dal tenore. Delle volte le interpreta come note di passaggio delle volte gli acuti sono ben tenuti e squillanti. La parte è caratterizzata oltre a queste volate verso l’acuto da frasi eroiche e ben ponderate sviluppate da Misseri con particolare attenzione. Grazie al maetro Renzetti, Misseri è riuscito a rendere al meglio il ruolo, che senza una ottima tecnica può mettere a rischio la voce.  

Genova - Teatro Carlo Felice: Bianca e Fernando | OperaClick


Filippo è il grande baritono Nicola Ulivieri che abbiamo trovato un poco sottotono. La parte infatti è molto “colorata” come i ruoli da basso rossiniani, Maometto II, Polidoro, Raimondo, e Ulivieri cerca di spianare un po’ troppo la parte perdendo molti virtuosismi e morbidezze. Un peccato perché la parte è molto raffinata e ben studiata. La sua prima cabaletta manca della ripetizione e ciò ci ha sorpreso poiché l’intenzione di questa proprosta era restituire l’opera nella sua integralità.

Bianca e Fernando', torna a Genova l'opera che inaugurò il teatro Carlo  Felice - la Repubblica


Molto bravo il basso  Alessio Cacciamani nella brave parte del padre Carlo, una voce calda e generosa dallo splendido timbro.
Hugo de Ana realizza l’ennesimo capolavoro. Una grande semisfera che si apre e si chiude in 100 modi crea un luogo no luogo, una scena astratta immensa di grande suggestione. Il coro all’interno di questa sfera è di forte impatto e spesso commenta l’azione. Le luci hanno grande importanza nella divisione dello spazio. La decina di mimi, uomini e donne, sono stati istruiti dal regista con estrema attenzione e sono spesso presenti sulla scena a sviluppare le azioni dei protagonisti. Uno spettacolo sublime, che ha chiesto un notevole sforzo economico al teatro che non ha ancora presentato la sua stagione. Donato Renzetti dirige con la solita maestria la partitura e si trova particolarmente a suo agio con le opere della prima metà dell’800. Le 3 ore di spettacolo hanno un bel ritmo grazie alla bacchetta del direttore e al suono ben calibrato dell’orchestra. Una bella inaugurazione che avrebbe dovuto coinvolgere di più la città, le scuole genovesi, le associazioni per riempire il teatro che risultava non certo esaurito nelle varie repliche. Belle le due mostre corollario di cui abbiamo detto e la pubblicazione di un programma apposito sulla prima assoluta di Bianca e Fernando.

Fabio Tranchida