Recital di Belcanto
Soprano Olga Peretyatko
Pianoforte Giulio Zappa

Gabriel Fauré
“Les roses d’Ispahan” op. 39 n. 4
“Après un rêve” op. 7 n. 1

Jacques Offenbach
“Elle a fui, la tourterelle” da Les contes d’Hoffmann
Georges Bizet
“Me voilà seule dans la nuit” da Les pècheurs de perles

Ottorino Respighi
“Valse caressante” P031 n. 4 (piano)

Nicolai Rimsky-Korsakov “Plenivshis rozoj solovej”
(“L’usignolo”) op. 2 n. 2

Sergei Rachmaninov
“Vocalise” op. 34 n. 14
“Ne poj, krasavica, pri men”
(“Oh, non cantarmi, mia bella”) op. 4 n. 4
“Vesennije vody”
(“Acque di primavera”) op. 14 n. 11

Gaetano Donizetti
Quel guardo il cavaliere” da Don Pasquale “Piangete voi” da Anna Bolena

Robert Schumann Arabeske op. 18(piano)

Gioachino Rossini
“Sombre forêt” da Guillaume Tell
“Bel raggio lusinghier” da Semiramide

 

Seguiamo con attenzione la carriera di Olga Peretyatko il soprano di San Pietroburgo legato sia al repertorio italiano, Rossini in particolare, francese e russo. Ricordiamo la sua Gilda a Zurigo, Lucio Silla a Salisburgo, e in particolare La fidanzata dello Zar a Milano che ebbe vivo successo di pubblico. Per il Rossini Opera Festival ha avuto ruoli da protagonista ne Il Viaggio a Reims, Otello, La scala di Seta. Superbo sia il suo Sigismondo, che Matilde di Shabran ( entrambe opere diventate DVD da collezione). Dopo le tante attività al ROF la troviamo alla conquista di molti altri teatri europei.

Debutta qui a Martina Franca con un interessante recital di canto che inizia con due brani decadenti dell’intimista Gabriel Fauré. Con “Les roses d’Ispahan” op. 39 n. 4 sentiamo tramite la musica il profumo narcotizzante di fiori esotici. Le armonie del pianoforte sono cangianti mentre la voce ci regala attimi di concentrata intensità.
“Après un rêve” op. 7 n. 1 è una delle melodie più celebri del compositore francese: un sogno intimo reso perfettamente da Olga Peretyako con suoni in pianissimo e colori fané.
I 200 anni dalla nascita di Offenbach vengono omaggiati con l’aria di Antonia. Con incredibile realismo l’aria è interrotta da un recitativo semplice dopo le prime battute per poi ricominciare con la sua melodia di disarmante semplicità. L’accompagnamento è lievemente cromatico e su di esso si sovrappone la voce flautata del soprano che canta le due strofe in molti punti diverse. La seconda strofa infatti è più intensa e raggiunge picchi di tensione e drammaticità. Ricordiamo infatti il destino mortale che attende Antonia alla fine dell’atto stremata dal canto.
Georges Bizet con“Me voilà seule dans la nuit” da Les pècheurs de perles ci regala un brano intimistico con una linea raffinata. La Peretyako esprime con un canto appassionato, ma non troppo, la felicità inattesa di Leïla. Ampia e generosa la cadenza che cristallizza il tempo.

Nicolai Rimsky-Korsakov compone “Plenivshis rozoj solovej” (“L’usignolo”) op. 2 n. 2 con la sua perizia cromatica a evocare un esotismo nuovo per l’epoca. Olga si trova a suo agio in questo repertorio e ci offre un pezzo di rara bellezza. La linea vocale così tortuosa evoca le regioni dell’est della Russia, forse anche la Persia, l’India… paesi lontani ricreati da armonie nuove e cangianti. Ottimo il vocalizzo finale su pianoforte che dolcemente arpeggia.
Sergei Rachmaninov scrive“Vocalise” op. 34 n. 14 senza il testo ma con una unica vocale: notiamo in questo brano un certo affanno da parte della cantante che stacca un tempo leggermente veloce, facendo perdere un po’ di poesia estatica al pezzo. Dopo “Ne poj, krasavica, pri men” (“Oh, non cantarmi, mia bella”) op. 4 n. 4 e “Vesennije vody” (“Acque di primavera”) op. 14 n. 11 che concludono lo spaccato russo ecco due autori italiani simboli assoluti del belcanto.
Gaetano Donizetti per Giulia Grisi scrive “Quel guardo il cavaliere” nel Don Pasquale una cavatina spiritosa e moderna: il cantabile è la lettura di un romanzo cavalleresco mentre la lunga cabaletta riprende il tema della sinfonia d’apertura dell’opera. Negli stessi mesi per la Grisi scriveva una stratosferica cabaletta da aggiungere alla Lucrezia Borgia: ascoltate assolutamente “Si voli il primo a cogliere” 5 minuti di cabaletta vertiginosa per le doti uniche della Grisi.
Per tornare al Don Pasquale, la Peretyako è molto spiritosa nell’aria e espande il movimento nelle ammiccanti frasi; notare le iterazioni di “conosco, conosco”. Iridescenti risultano le terzine finali.
Riesce in pochi secondi a trasmutare nel ruolo tragico di Anna Bolena. Drammatico il recitativo “Piangete voi” molto vario con un acuto luminoso al verso “infiorato l’altar”. Sognate il suo “Al dolce guidami” e ottimi gli affondi “In quest’ ora tremenda” nella cabaletta. Spiace che proprio nell’infuocata coda il soprano accusi qualche difficoltà di tenuta smorzando l’effetto generale del lungo brano.

Ottima l’esecuzione di “Sombre forêt” da Guillaume Tell brano pieno di primo romanticismo. Neoclassico invece “Bel raggio lusinghier” dalla Semiramide che la Peretyako svolge senza difficoltà con variazioni ben sgranate. Molti gli applausi che la portano ad eseguire tre bis: “Je veux vivre” (Juliette, Gounod), Il Bacio di Luigi Arditi con ottime variazioni e la Villanelle “J’ai vu passer l’hirondelle”.
Al pianoforte Giulio Zappa che oltre ad accompagnare col dovuto rispetto della voce ci ha deliziato con due brani solistici uno di Respighi e uno di Schumann.
Grande successo di pubblico nella magica corte di Palazzo Ducale per questa artista che speriamo di ascoltare qui a Martina Franca proprio in una opera completa.

Fabio Tranchida