Evangelista Bernhard Berchtold

Soprano Elisabeth Breuer

Alto Nicholas Tamagna

Tenore Patrik Reiter

Baritono Marco Saccardin

Basso Mauro Borgioni

Basso Martin Hässler

Viola da gamba Cristiano Contadin

Maestro Coro Voci Bianche M. Teresa Tramontin

Direttore del Coro Jacopo Facchini

Ensemble laBarocca, Ensemble Vocale LaBarocca, Coro di Voci Bianche de laVerdi

Direttore Ruben Jais

 

La Passione Secondo Matteo BWV 244 di Johann Sebastian Bach fu composta nel 1727 su testi di Christian Friedrich Henrici detto Picander. La Thomaskirche di Lipsia ospitò la prima esecuzione l’11 aprile del 1727 e ancora oggi è particolarmente emozionante ascoltare questo capolavoro in questa chiesa, sebbene essa sia stata ricostruita dopo la guerra. Nella ampia produzione sacra di Bach si raggiunge qui una complessità compositiva insuperata. La Passione secondo Matteo dura circa 180 minuti superando quella di Giovanni eseguita l’anno scorso. L’Orchestra Barocca dell’Auditorium di Milano le esegue di solito alternativamente nel periodo di Pasqua. All’epoca di Bach le Passioni venivano eseguite nella liturgia e quindi raggiungevano la durata di 4 o 5 ore. Bach scrisse le Passioni per voci soliste maschili il Soprano e l’Alto erano eseguiti da giovani ragazzi che non avevano ancora mutato voce. Sono state fatte alcune esecuzioni soprattutto in Germania ed Austria dove i ragazzi sono i protagonisti nonostante le impegnative arie a loro affidate.
L’Ensemble LaBarocca si mostra in questa serata al gran completo, con due orchestre contrapposte, con due cori contrapposti più il coro di 28 elementi delle voci Bianche de LaVerdi: ciò per rendere al meglio la spazialità sonora di questo grande affresco musicale.

Il soprano austriaco Elisabeth Breuer che di recente ha eseguito la Messa in Si minore a Dresda, ha il suo primo momento solistico con “Blute nur, du liebes Hertz”dove la sua voce limpida instaura un dialogo serrato con i violini. Il registro centrale è uniforme e le numerose note lunghe sono ben tenute. La seconda aria  “Ich will dir mein Herze” ha come caratteristica la presenza di due oboi dal disegno molto avvolgente.
Importante l’aria “Aus Liebe will mein Heiland sterben” cantata molto bene dal soprano e con un flauto solista di assoluta perfezione tecnica.
Eccezionale il duetto che vede la partecipazione del soprano che accenta perfettamente “So ist mein Jesus” e del contralto maschile che contrappone il suo timbro in maniera evidente mentre il coro indipendente chiosa il duetto cantando “Lasst ihn! Haltet! Bindet nicht!”.

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Il contralto è Nicholas Tamagna cantante italo americano affermato nella musica barocca: ha già affrontato autori come Monteverdi, Hasse, Händel e Purcell. Nella prima aria “Buss’ und Reu” la sua voce delicata e dal timbro particolare volteggia liberamente con i due traversieri e il composto basso continuo. Nicholas Tamagna è beneficiato da ben 5 arie e ognuna tocca le corde più profonde dell’animo umano. Ne è un esempio “Erbarme dich” nella seconda parte dove è evidente l’intensità in molte frasi, effetto della pietismo sulla religione riformata.
Il tenore è Patrik Reiter, anche lui austriaco e con un inizio di carriera come voce bianca (Carmen): nel recitativo n.19 della prima parte è sostenuto dal suono degli oboi da caccia dialogando col coro in una scrittura modernissima e libera. Gli oboi da caccia hanno un suono più incisivo dei normali oboi. Nell’aria vera e propria “Ich will bei meinem Jesu wachen” continua il rapporto tra tenore dotato di un volume contenuto e di buona intonazione, con il coro sempre più attivo.
Uno dei bassi è Martin Hässler impegnato in 4 arie: il giovane basso ha un timbro abbastanza chiaro e dotato di piacevole morbidezza. Per scelta non appesantisce troppo la parte ben conscio di cantare musica del primo ‘700. Molto più potente ed incisivo il basso Mauro Borgioni che impersona solennemente Gesù con un serrato botta e risposta con l’evangelista Matteo impersonato da Bernhard Berchtold vero esperto della parte che con voce acuta e ottimamente accentata conduce e tiene viva l’attenzione per tutte e tre le ore dell’esecuzione.

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Dopo il duetto n.27 abbiamo la descrizione in orchestra di un temporale che si contrappone con n.63 al terremoto che avviene alla morte di Cristo. In questi brani Bach mostra la sua capacità imitativa e descrittiva che l’Ensemble la Barocca sfrutta la meglio. Ruben Jais dirige con mano sicura, staccando dei tempi sempre rispettosi delle voci. Jacopo Facchini che canta come Alto nell’Ensemble Vocale de LaBarocca è anche il direttore che ha preparato con attenzione il coro con ottimi risultati in termini di compattezza e sonorità.
La passione verrà replicata mercoledì 17 in Duomo a Milano e venerdì 19 aprile una seconda volta in Auditorium.

Fabio Tranchida