Grand-opéra in quattro atti
Libretto di Alphonse Royer e Gustave Vaëz
Musica di Gaetano Donizetti

Léonor    Raehann Bryce-Davis
Ines   Clara Polito
Fernand   Giorgio Misseri
Alphonse  Mattia Olivieri
Balthazar  Riccardo Fassi
Don Gaspar    Blagoj Nacoski

Direttore Francesco Lanzillotta
Regia Allex Aguilera
Scene e costumi Francesco Zito
Luci Caetano Vilela
Coreografia Carmen Marcuccio

Orchestra, Coro e Corpo di ballo del Teatro Massimo
Nuovo allestimento del Teatro Massimo

 

Abbiamo assistito anche al secondo cast de La Favorite grazie alla disponibilità e gentilezza dell’ufficio stampa. Un cast alternativo di grande qualità per nulla inferiore al cast precedentemente recensito su queste stesse pagine.
Raehann Bryce-Davis è davvero una grande scoperta per noi, impegnata qui a Palermo nel suo primo grande ruolo di solista dopo aver vinto importanti concorsi di canto: un profondo color mogano caratterizza la voce della cantante, capace di offrire ampie arcate morbide e smaltate. Il registro più grave viene affrontato con sicurezza e uniformità.

Giorgio Misseri ci ha sorpreso affrontando di petto il ruolo di Fernand, capace di variare la ripresa dell’aria militare a fine del primo atto, alzando la parte e creando così una positiva tensione. Nei due duetti d’amore non lesina in acuti e Misseri è capace di colorare sufficientemente le frasi dando varietà ai versi. L’aria del IV atto sebbene sia di una scrittura semplicissima con frasi discendenti è una palestra per tutti i tenori, Misseri l’affronta con successo nonostante qualche suono un poco artificiale nella coda.
Ottima la prova di Mattia Olivieri, trentenne baritono più volte da noi applaudito. Il suo è un’Alphonse nobilissimo, dotato di una voce morbida e dalla sonorità importante. Ampie sono le cadenze descritte nell’aria del secondo atto, ottimo squillo nella cabaletta seguente che viene variata nella ripresa con un senso profondo di intimità. Mattia Olivieri non è più una promessa come baritono ma una solida realtà e lo attendiamo a Milano nella parte di Dandini nella Cenerentola.


Riccardo Fassi, sembra un Cristo con i suoi capelli lunghi, o ancora meglio sembra il ritratto di Dürer catalizzando così l’attenzione del pubblico. Ma i risultati che contano sono anche quelli musicali dove Fassi non delude affatto anzi già nel duetto del primo atto si impone per autorità e bellezza del timbro. Si supera nel finale secondo che lo vede protagonista con una decisa invettiva che sovrasta tutti i solisti e coro. Potente il suo “Redoutez la fureur d’un Dieu terrible et sage”, (Verdi se ne ricorderà per la maledizione del Padre Guardiano), incisivo nello scagliare l’anatema “Anathème sur eux” e ben marcata la lettura della Bolla papale.
Un cast alternativo che va ascoltato per la qualità di tutto il quartetto vocale. Complimenti quindi al Massimo per questa produzione che rende giustizia al capolavoro donizettiano.

Segue la stagione del Massimo di Palermo con 2 balletti coreografati da Preljocaj e Kor’sia, e a seguire l’Idomeneo di Mozart.

 

Fabio Tranchida