Schumann  e Schubert in Auditorium a Milano

Posted on 1 febbraio 2019 di

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Robert Schumann Concerto per pianoforte e orchestra in La minore op. 54

 Franz Schubert Sinfonia n. 9 in Do maggiore D 944 “La Grande”

Direttore Alexander Lonquich

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Giovedi 31 Gennaio Venerdì 1° e Domenica 3 Febbraio

 

La stagione de La Verdi presso l’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo prosegue con due brani molto famosi e complessi al tempo stesso. L’unico concerto per pianoforte e orchestra che Schumann non lasciò in stato d’abbozzo è proprio questo in La minore op.54. Sicuramente è l’amore verso la fidanzata, e poi moglie, Clara Schumann che lo porta a completare il primo movimento chiamato originariamente Fantasia, e poi gli altri due movimenti in vista dell’esecuzione, l’Intermezzo e l’Allegro vivace. Clara è scolpita nel tema iniziale del tema principale: le note do, si ,la,la  vengono lette in tedesco C H A A cioè il nome CHIARA come appunto veniva chiamata la cara moglie pianista virtuosa. Spetta a Alexander Lonquich eseguire questa sera il concerto nella doppia veste di direttore e pianista solista. Forse proprio questa doppia veste ha nuociuto alla riuscita del concerto di Schumann. Il pianista era troppo concentrato sull’orchestra e sul pianoforte per una esecuzione pianistica tranquilla. Accordi poco morbidi e una certa tensione l’abbiamo avvertita in tutto il primo movimento certo il più originale della composizione. Struggente il lirismo dell’orchestra che risponde alle frasi pianistiche. Spesso è proprio l’oboe in particolare a dialogare con il piano e il solista della Verdi è perfetto. Alexander Lonquich ci è parso più valido nell’abilità tecnica con cui ha sgranato la serie continua di arpeggi prima di riproporre il tema principale coronato da sensibili trilli sovrapposti. Sognante il secondo tempo, Andantino grazioso mentre nell’ultimo tempo dopo una apparizione di tema più trilli ci si lascia volentieri condurre dalle note di una elegante coda con tanti piccoli temi in successione. Un ottimo bis ha riportato il silenzio in sala: Alexander Lonquich ci ha regalato un dolcissimo brano pianisitico “Di sera” di Schumann che il pubblico ha molto gradito.

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Nella seconda parte del concerto abbiamo ascoltato la Grande sinfonia numero 9 di Schubert. Il numero 9 è sempre stato un numero limite per i grandi musicisti che raramente hanno superato. Mentre le prime 6 sinfonie di Schubert non portano molte innovazioni al genere le ultime tre e l’Incompiuta cercano di rivaleggiare con Beethoven: nella nona cioè è ancora più evidente in quanto Schubert cita proprio un tema dell’Inno alla gioia. Purtroppo Schubert non ebbe mai occasione di sentire il suo capolavoro all’epoca giudicato troppo difficile da eseguirsi. Fu Schumann a ritrovare la partitura e a farla eseguire a Lipsia da Mendelssohn con grande successo. Un vero e proprio monumento musicale della durata di più di un’ora se si rispettano tutti i ritornelli. Il primo tema ci è offerto dai corni, poi dagli oboi e poi da tutta l’orchestra. Caratteristiche del primo movimento sono l’intervallo di terza e il ritmo puntato. L’orchestra Verdi risponde bene alle incessanti richieste di Schubert sopratutto da parte dei fiati che non hanno un attimo di respiro. Il secondo movimento è come una promenade con alcuni temi più distesi a cui si alternano temi più decisi e marziali. Vi è un continuo moto circolare con il ritorno dei vari episodi come in una marci/passeggiata. Un momento di silenzio viene rotto dal violoncello e dall’oboe che ci conducono ad un episodio più etereo prima della ripresa della marcia. Elegante il terzo movimento in cui vengono inseriti temi popolari in un continuo dialogo tra archi e legni. Ampia la dinamica del 4 movimento che come abbiamo detto cita l’Inno alla gioia. Una esecuzione molto precisa da parte del La Verdi che ha affrontato questo capolavoro 7 volte nelle passate stagioni.
Si replica anche questa domenica alle ore 16.00.
Prossimo appuntamento venerdì 8 febbraio e domenica 10  con Le Ebridi e La Scozzese di Mendelssohn e un Concerto di Vacchi artista e compositore di riferimento dell’orchestra Verdi.

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