Adina, una farsa per Lisbona al ROF 2018

Posted on 13 agosto 2018 di

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Musica di Gioachino Rossini
Libretto di Gherardo Bevilacqua Aldobrandini

Califo VITO PRIANTE
Adina LISETTE OROPESA
Selimo LEVY SEKGAPANE
Alì MATTEO MACCHIONI
Mustafà DAVIDE GIANGREGORIO

Direttore DIEGO MATHEUZ
Regia ROSETTA CUCCHI
Scene TIZIANO SANTI
Costumi CLAUDIA PERNIGOTTI
Luci DANIELE NALDI

CORO DEL TEATRO DELLA FORTUNA M. AGOSTINI
Maestro del Coro MIRCA ROSCIANI
ORCHESTRA SINFONICA G. ROSSINI
Nuova coproduzione con Wexford Festival Opera

 

Adina è certamente un’opera minore nel catalogo operistico del pesarese che vanta 39 composizioni per il teatro. Il misterioso e facoltoso committente chiese tramite intermediari una farsa a Rossini per far figurare al meglio una sua “protetta” nel ruolo della protagonista presso il San Carlo di Lisbona. Rossini si fece pagare una cifra simile alle commesse per il San Carlo di Napoli ma si impegnò in maniera minima. Compose solo 4 numeri musicali su 9, usando collaboratori per un’aria, un duetto e i recitativi e completando i buchi con tre brani da Sigismondo. Un lavoro quindi tirato via in un periodo in cui Rossini aveva ben altre incombenze per importanti teatri italiani. Il risultato è un’opera alquanto diseguale con lacune drammaturgiche di cui la più grave un previsto terzetto alla scena V mai composto che non permette ai due amanti di chiarirsi facendo pace e al buffo di esprimersi come nel famoso terzetto del Barbiere. Una lacuna evidente che fu in piccola parte compensata a Lisbona con l’inserimento di un coretto. Avremmo voluto che le lacune della partitura scritta in tutta fretta fossero compensate in questa edizione usando tre brani tratti dalla Schiava di Bagdad di Pacini: aggiungendo l’ouverture, il terzetto di cui parlavamo e l’aria buffa per Mustafà avremmo avuto una opera finalmente completa e di durata accettabile. Pacini fu chiamato a scrivere dei brani per Matilde di Shabran e l’operazione serebbe quindi accettabile. Certo è necessaria una revisione musicale in questo senso, una presa di posizione forte e basandosi sull’ottima edizione critica di Fabrizio Della Seta, costruire una opera che completa non è a mio avviso. Il Rossini Opera Festival ha deciso comunque di seguire nota per nota l’edizione senza tentare di completare le lacune ottenendo grazie alla fantasiosa regia di Rosetta Cucchi e un buon cast vocale un meritato successo.

Adina è cantata da Lisette Oropesa soprano della Louisiana con lontane origini cubane. La parte destinata originariamente a un mezzosoprano viene trasformata con intelligenza per un soprano di coloratura: la Oropesa possiede un legato perfetto nella cavatina d’esordio “Fragolette fortunate” a cui segue una caballetta sullo stesso testo dove la coloratura più minuta è realizzata meticolosamente. Prima della ripresa della cabaletta un episodio a parte, insolito per Rossini, ci trasporta verso nuovi territori armonici a sottolineare che questa farsa è stata composta nella piena maturità dell’artista facendoci ancora più compiangere il mancato impegno su tutti i numeri musicali. Essendo la scena una grande torta nuziale le fragolette si presume andranno a decorare questo dolce. La Oropesa ha il momento clou nell’aria finale con un cantabile struggente “Ah! Che per piangerlo” sostenuta dalla costante presenza del coro. Una voce chiara e sensibile ma al tempo stesso caratterizzata da colori ampi che le danno il giusto spessore anche nei momenti di spiccato sentimentalismo.

L’altro personaggio ben caratterizzato dalla musica è il Califfo di Vito Priante, amante di Adina, geloso di Selimo dalla metà in poi della farsa e infine rinsavito alla scoperta che Adina è sua figlia. Ottima la musica di Rossini scritta per il Califfo nell’introduzione e nel quartetto. Priante dotato di uno strumento ampio capace di evidenziare tutti i passaggi virtuosistici previsti, restituisce umanità al personaggio. Alcuni passaggio ricordano la sortita di Danidini ma anche anche nei due brani scritti da un collaboratore il Califfo ha buona musica su cui esprimersi. Spiace che il duetto con Adina sia corto e manchi di stretta finale lasciando tutto innaturalmente sospeso.
Il tenore è Levy Sekgapane dotato di una voce ben educata ma al timbro un poco arido. La mancanza del terzetto si fa sentire e il suo personaggio deve aspettare l’aria di Ladislao tratta dal Sigismondo: ottimo l’assolo di corno inglese è ben svolta l’aria dal tenore che ha ricevuto consensi.
Alì è uno strepitoso Matteo Macchioni che con atteggiamento frou frou serve in ogni aspetto il Califfo. Indossa sempre delle calze a rete e nella sua arietta da sorbetto sceglie tra vari indumenti femminili: grande caratterista viene apprezzato anche sotto l’aspetto vocale con una voce tenorile chiara, di ottima intonazione e con efficaci accenti. Entusiasmo del pubblico dopo la sua esibizione. Mustafà è Davide Giangregorio dalla voce ricca e saltellante che abbiamo apprezzato purtroppo solo nell’introduzione e nel quartetto: se volete seguire questo promettente cantante sarà impegnato nel Polidoro di Lotti a settembre a Vicenza.
Divertentissima la regia di Rosetta Cucchi che ambienta la vicenda in una enorme torta nuziale con tanto di sposini in cima, che sembrano di plastica ma sono attori partecipi alla vicenda. Lo strato più basso del dolce è l’appartamento del Califfo con tanto di hamman. Intorno una folla di lobby boys, di addetti ad un albergo di lusso, giardinieri e suonatori di banda, tutti vestiti con gli sgargianti costumi di Claudia Pernigotti. Una folla eterogenea divisa tra ottimi mimi e coristi. I mimi erano presenti anche prima dell’opera invitando il pubblico ad entrare in teatro. Il coro molto impegnato sopratutto scenicamente ha svolto con molta attenzione il compito con interventi precisi e un partecipazione sentita nell’aria finale. L’Orchestra sinfonica Rossini diretta da Diego Matheuz ci è sembrata rispettare con precisione i tempi brillanti prescritti. Uno spettacolo molto godibile e pieno d’idee con il rimpianto che se si fossero aggiunti due o tre pezzi di Pacini la soddisfazione sarebbe stata piena. Lisette Oropesa protagonista della serata canterà anche il 14 agosto in un concerto tutto suo. Molti sono gli appuntamenti del festival da non mancare oltre alle tre opere canoniche.

Fabio Tranchida

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Posted in: Opera