Il demone di Rubinstein

Posted on 18 maggio 2018 di

0



ANTON RUBINSTEIN

Principe Gudal Alexander Tsymbalyuk
Tamara Asmik Grigorian
Principe Sinodal Igor Morozov
Servo di Sinodal Roman Ialcic
Nutrice di Tamara Larisa Kostyuk
Demone Egils Silinš
Messaggero Antoni Comas
Angelo Yuriy Mynenko
Direttore Mikhail Tatarnikov
Regia Dmitry Bertman
Scene e costumi Hartmut Schörghofer
Luci Thomas C. Hase
Video fettFilm (Momme Hinrichs i Torge Möller)
Coreografia Edwald Smirnoff
Direttore del Coro Conxita Garcia
Orchestra Sinfonica e Coro del Gran Teatro del Liceu
In coproduzione con il Gran Teatre del Liceu, Helikon Opera (Moscou), Staatstheater Nürnberg y Opéra National Bourde 

 

La vicenda è ambientata nel Caucaso. Durante una tempesta compaiono gli spiriti dell’inferno, della terra e del cielo. Il demone (basso-baritono) trova la vita umana debole e insignificante e vuole distruggere la bellezza della creazione di Dio. Un Angelo (generalmente contralto, ma in questa produzione controtenore) cerca inutilmente di opporsi al Demone. Sulle rive del fiume Aragva, Tamara (soprano) figlia del principe Gudal (basso) è in compagnia della balia (contralto) e aspetta il principe Sinodal suo futuro sposo. Il demone appena la vede se ne innamora e lei ne rimane affascinata, ma anche spaventata e scappa al castello. Il principe Sinodal (tenore) con il suo seguito è in ritardo a causa di una frana. Il demone giura che il principe Sinodal non vedrà mai più Tamara e infatti la carovana viene attaccata dai Tartari, lasciando il principe Sinodal ferito a morte. Nel secondo atto, in attesa del matrimonio, un messaggero annuncia la terribile notizia e Tamara sente, lei sola, la voce del demone. Tamara è disperata nel vedere il cadavere del principe e il principe Gudal intona un canto di dolore che dà inizio ad un grande doppio concertato che conclude l’atto. Nell’atto terzo ci troviamo nel convento dove è stata rinchiusa Tamara ma il Demone riesce a raggiungerla anche in questo luogo sacro. Nemmeno l’angelo riesce a fermarlo, mentre Tamara combatte contro se stessa e alla fine bacia il Demone e muore. Ne segue l’apoteosi con gli angeli che portano in paradiso l’anima della protagonista, mentre il demone è dannato alla solitudine eterna.

Risultati immagini per demon rubinstein

Il 10 ottobre del 1905, proprio qui a Barcellona, ci fu una serie di esecuzioni del Demone in versione italiana. Dopo più di cento anni si ripropone quest’opera in versione russa e con un nuovo allestimento in coproduzione con l’Helikon Opera di Mosca, lo Staatstheater di Nünberg e l’Opéra di Bordeaux, per la regia di Dmitry Bertman. La scena, realizzata da Hartmut Schörghofer, è unica per tutti e tre gli atti ed è molto suggestiva: si tratta infatti di un enorme tronco di cono in legno che permette la vista di una grande sfera sul fondo. Sulla sfera ci sono numerose videoproiezioni che declinano ogni scena: vediamo l’universo, la terra, la luna e la sfera si trasforma anche in un occhio indagatore, una palla di fuoco e infine in un rosone con vetrate medievali. Una scena quindi di grande impatto. I personaggi sembrano chiusi nel loro ermetismo e difficilmente dialogano veramente tra loro. Il nichilismo del Demone sembra distruggere tutti i rapporti umani e si ha difficoltà ad entrare in empatia con i personaggi. Regista e direttore hanno deciso di tagliare ancora prima delle prove circa 40 minuti di musica e secondo noi ciò è un danno grave alla partitura: mancano cori, o sono ridotti al minimo, manca tutta la scena dei festeggiamenti con i due balli che sicuramente avranno entusiasmato Rimsky-Korsakov e Tchaikovskij, manca la stretta del finale secondo che riequilibria i concertati precedenti. Forse si è voluto aumentare la velocità del dramma ma così si è perso molto dell’architettura musicale che comprende anche episodi esornativi. Oltretutto erano presenti sei ballerini in scena che avrebbero potuto facilmente essere protagonisti dei due ballabili, mentre sono stati sottoutilizzati in qualche breve intervento coreografico.

 

Protagonista vocale il Demone Egils Silinš, baritono dalla notevole potenza sonora e fraseggio ben tornito, capace di muovere basi e culmini dell’universo. Anche nelle note estreme della sua vocalità appare sicuro e le invocazioni “Tamara!” scuotono l’ascoltatore. Bello il contrasto nei dialoghi con l’Angelo che, in maniera originale, è stato affidato ad un controtenore, un’ottima scelta a nostro avviso, che permette di ascoltare una voce eterea per una parte così mistica. Yuriy Mynenko si fa apprezzare per una voce melliflua e suadente, capace di contrastare la possanza del Demone.

Risultati immagini per demon rubinstein

Tamara è la protagonista femminile ed entra in scena eseguendo un efficace vocalizzo belcantistico che dura parecchie battute con coro pertichino di fanciulle, ma il momento di gioia dura poco e nel grande finale secondo la voce di Asmik Grigorian si mostra drammatica e ampia, emergendo nei concertati. L’ultimo grande duetto con il demone, che occupa quasi tutto il terzo atto, è stato risolto brillantemente: l’artista riesce ad esprimere, con voce struggente, dai vividi colori e sostenuta da una perfetta intonazione, i sentimenti contrastanti nel momento della scelta se cedere alla tentazione o meno. Il tenore ha una piccola parte comparendo solo alla fine del primo atto ma è l ‘unico a ricevere un applauso a scena aperta dopo la sua aria malinconica, tipicamente russa nel suo lento incedere, ben cantata da Igor Morozovdotato di squillo e buon volume. Bene il padre di Tamara, Alexander Tsymbalyuk e il servo del Principe, Roman Ialcicche hanno buona parte nei concertati. Interessante la voce contraltile della nutrice Larisa Kostyuk che, con i gesti e con lo sguardo, incuteva rispetto e timore.

Al coro purtroppo sono state sottratte molte pagine che avrebbero dato luce al buio della vicenda, ma ciò che ha cantato è stato di valore, con una mirabile compattezza delle voci. La direzione di Mikhail Tatarnikov ci è sembrata molto attenta ai colori, agli squarci sinfonici come nell’introduzione e nella tempesta finale. I fiati sono stati ben diretti con notevoli colori. Uno spettacolo ben riuscito quindi sotto tutti gli aspetti con il solo dispiacere per la scelta dei tagli nella partitura. Il Liceu dedica la memoria di questo spettacolo a Dmitry Hvorostovsky mancato il 22 novembre scorso.

La recensione si riferisce alla recita del 5 maggio 2018.

Fabio Tranchida

Annunci
Posted in: Opera