Grandi scene d’amore al BELLONI

Posted on 16 aprile 2018 di

0



Le scene d’amore più appassionanti della Lirica
CIMAROSA | MOZART  | ROSSINI
WAGNER | VERDI | DELIBES | ČAIKOVSKIJ | BELLINI

Laure Kieffer  soprano lirico
Su Jung Wang 
soprano lirico leggero
Akiko Sawayama
soprano lirico
Sofia Nagast 
soprano lirico drammatico
Livio Scarpellini 
tenore di grazia

Stefano Giannini  concertatore e pianista
Andrea Scarduelli
  ideatore e narratore

 

 

Nuovo appuntamento con gli spettacoli ideati appositamente dal Teatro Belloni di Barlassina che come un piccolo scrigno ci offre la grande lirica con un taglio sempre diverso: oggi il tema è l’AMORE, sia nelle arie che nei duetti. Un tema universale e vivo carburante di quasi ogni azione drammatica messa in musica. In un così ampio raggio di azione, Andrea Scarduelli ideatore e narratore dello spettacolo, sceglie dei brani di rara esecuzione per deliziare il pubblico sempre più preparato e pronto a nuove sfide.
Innanzitutto analizziamo ben tre duetti d’amore tratti dal Così fan tutte di Mozart, da Le Comte Ory di Rossini e dalla rara Lakmé di Delibes.
Duetti molto raffinati e dalle notevoli differenze, in Mozart vengono superate le divisione interne con tempi che confluiscono l’uno nell’altro fino agli intrecci finali. In Rossini bellissime le sinuose linee melodiche e i giochi di rimandi tra le due voci, in Delibes da notare la delicatezza dell’invenzione melodica.
Laure Kieffer madre lingua francese è la più adatta a cantare i due ultimi duetti rendendo al meglio la prosodia francese: la voce ha un bel timbro caldo e avvolgente e uniformità nei registri amalgamandosi bene con il tenore di grazia Livio Scarpellini. Il tenore sfrutta la meglio uno sviluppato registro acuto, con morbidi falsetti che ammorbidiscono le impervie linee vocali. Ne risulta un ottimo equilibrio di delicata resa. Scarpellini ci allieta anche con una aria da Il matrimonio segreto di Cimarosa che inizia come un dolce notturno rivolto a Carolina per poi animarsi nell’imitazione di un galoppo e prefigurare la fuga nella cabaletta svolta con precisione e perizia.
Il pirata di Bellini verrà eseguito fra pochi mesi alla Scala dopo un silenzio che dura dalle repliche con Maria Callas, ma come sempre il Belloni anticipa la Scala e propone la scena finale dell’opera, una grande scena di pazzia cantata da Akiko Sawayana. Una sfida da far tremare i polsi. Dopo un lungo preludio di atmosfera eseguito con attenzione dal maestro Giannini, ecco l’aria bipartita eseguita con voce corposa e generosa che non delude neanche nella pronuncia dell’italiano fondamentale nel recitativo accompagnato iniziale. Ampia l’architettura ben affrontata dalla cantante che però esegue solo la prima esposizione della cabaletta facendo perdere le armoniose proporzioni dell’aria belliniana e perdendo l’occasione di eseguire variazioni e cadenze per aumentare ancora di più la temperatura drammatica.

Su Jung Wang è una buona Rusalka nella celebre aria rivolta alla luna. Dopo lo spettacolo dedicato alle Ondine, il brano ci risulta familiare e la cantante possiede del ben calibrate note centrali necessarie proprio per la parte. Meno sicura risulta la coda finale con l’acuto a suggellare l’aria.
Sofia Nagast affronta qui al Belloni il repertorio wagneriano con coraggio e dedizione: ne è un esempio il ruolo di Elsa dal Lohengrin: il racconto della protagonista viene svolto con ampie arcate sonore e sufficiente potenza nonostante un leggero vibrato che inficia parte dell’esecuzione. Brava e molto apprezzata risulta Sofia Nagast nella lunga aria di Tatiana impegnata tutta la notte a scrivere la lettera d’amore a Onegin. La generosa vena melodica del compositore russo è svolta dal soprano con tutto l’impeto e passione. Bene anche l’aria finale di Desdemona con la canzone al salce e l’Ave Maria. L’indisposizione di Larissa Alice Wissel ci ha purtroppo privato di tre brani previsti nel programma, ma si sa il mondo della lirica deve accettare questi imprevisti dovuti allo strumento più delicato al mondo: la voce umana.

L'immagine può contenere: spazio al chiuso

Il maestro Stefano Giannini ha la parte di protagonista nella animata Polacca dall’Onegin che ci propone con esattezza ritmica e colori tardo romantici. Bravo per la preparazione dei vari brani e la concertazione dei tre impegnativi duetti a cui accennavamo all’inizio dell’articolo.

Andrea Scarduelli ci ha quindi donato uno spettacolo molto eterogeneo spaziando dall’opera italiana alla francese, dalla russa alla tedesca come solo lui può fare conoscendo l’ampio repertorio internazionale. Come ormai tradizione l’ultimo appuntamento con la lirica prima della pausa estiva sarà dedicato alle opere wagneriane.

 

Fabio Tranchida

Annunci
Posted in: Opera, Recital