La rondine a Genova

Posted on 27 marzo 2018 di

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musica di Giacomo Puccini
libretto di Giuseppe Adami

Personaggi e interpreti principali
Magda Elena Rossi
Lisette Giuliana Gianfaldoni
Ruggero Arturo Chacón-Cruz
Prunier Marius Brenciu
Rambaldo Stefano Antonucci

Direttore d’orchestra Alvise Casellati
Regia, Giorgio Gallione
Scene e costumi, Guido Fiorato
Coreografie, Giovanni Di Cicco
Luci,  Luciano Novelli

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro Franco Sebastiani

 

Puccini era stato contattato dal Carltheater di Vienna, specializzato in operette e il compositore cedette alla richiesta di musicare un’operetta per la vantaggiosa offerta economica. Si decise in seguito di musicare un testo italiano e non in tedesco come era nelle condizioni iniziali. La prima guerra mondiale fece dilazionare il progetto che più volte rischiava un vero e proprio naufragio, per poi essere eseguito al Teatro dell’opera di Montecarlo a guerra ancora non finita.
Un cattiva stella quindi è stata presente a questo parto alquanto difficoltoso e non del tutto riuscito. Puccini è raffinatissimo nell’orchestrazione, nella selezione dei lietmotive e nei passi di danza che procedono senza soluzione di continuità. La trama risulta un poco artificiosa e con una soluzione drammatica indefinita che portò Puccini a fare delle revisioni. Pochi sono gli episodi lirici memorabili rendendo l’opera/operetta carente di ciò che si aspetta proprio dal compositore lucchese.

Il Teatro Carlo Felice aveva programmato la scorsa stagione quest’opera ma solo quest’anno si è potuta realizzare con lo stesso impianto scenico preparato per La Traviata: il regista Giorgio Gallione ha voluto così creare un netto parallelismo con il capolavoro verdiano. La componente colorata e circense rende l’allestimento molto vario e divertente, quasi felliniano in alcuni punti. Bellissimi i multicolori costumi, sia dei protagonisti che di tutto il coro. In questo universo giocoso si muove Magda, una Elena Rossi che compare nel primo atto vestita in nero. Il suo momento più scopertamente lirico è proprio nel primo atto con l’aria “Chi il bel sogno di Doretta” e la Rossi si fa apprezzare per un timbro pieno e caldi acuti su “Folle amore, folle ebrezza” nell’episodio culminante del brano. Sensuale nel verso “Fanciulla è sbocciato l’amore” in un suo intervento successivo dove gli “allargando” danno la giusta sensazione di palpito amoroso.
Lisette è Giuliana Gianfaldoni con una parte molto più piccola ma che comunque svolge con precisione: ottimo il duetto in stile parlante con il suo amato poeta al termine del primo atto e buoni anche lo sviluppa di una seconda parte, che ha un parallelismo in tante operette viennesi a partire da Pipistrello e Vedova allegra.
Ruggero è Arturo Chacón-Cruz dalla ottima prestanza fisica, rende ottimamente il giovane innamorato con uno slancio virile in ogni frase: il timbro è uniforme e caloroso e nei due duetti d’amore coinvolge molto l’ascoltatore. Nell’aria del primo atto l’ultima frase è senza accompagnamento orchestrale e con un ottimo effetto la voce di Arturo Chacón-Cruz prosegue sferzante verso le regioni più acute.


Prunier è il divertente Marius Brenciu che spera di innamorarsi di una Berenice o di una Salomè ma ama la domestica di Magda, Lisette. Ne nascono un po’ di qui pro quo sopratutto nel secondo atto. Marius Brenciu è un tenore leggero, molto attento nel porgere le frasi, molto attento alla componente scenica in un continuo sforzo di rimanere sopra le righe come la parte gli impone.
Rambaldo è Stefano Antonucci da poco ascoltato in un buon Germont nella Traviata romana. La parte non è molto estesa e Antonucci svolge l’impegno con sufficiente mestiere. Buona la direzione di Alvise Casellati che assecondato dall’orchestra mostra la fantasmagorica partitura piena di luce e brillantezza. Puccini usa tanti artifici orchestrali come la bitonalità o scale desuete o orientali per avvolgere lo spettatore in suoni rutilanti ed inediti: il direttore ci permette di apprezzare quindi il raffinato lavoro del compositore.
Bellissimo l’ultimo quadro ambientato su una spiaggi di Nizza dove volano le rondini, così come Magda. Un tronco bianco domina la scena tra i rossi papaveri di un giardino oltre la spiaggia. Viene eseguita la seconda versione dell’opera che migliora non poco la risoluzione finale. Un’opera ben realizzata qui a Genova, opera di un Puccini forse minore ma che va apprezzato per aver affrontato con molto originalità questo genere musicale declinandolo secondo la sua sensibilità e capacità di indagare la psicologia femminile.

 

Fabio Tranchida

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Posted in: Opera