Il pipistrello di Strauss

Posted on 2 febbraio 2018 di

0



Die Fledermaus
Johann Strauss

Prima rappresentazione al Teatro alla Scala
Coro, Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala
Nuova produzione Teatro alla Scala

 

Eisenstein Peter Sonn
Rosalinde Eva Mei
Dr. Falke Markus Werba
Frank Michael Kraus
Adele Maria Nazarova
Princesse Orlofskaya Elena Maximova
Alfred Giorgio Berrugi
Dr. Blind Kresimir Spicer
Frosch Paolo Rossi

Una donna Deborah Gismondi
Un uomo Federico Fresi
Tre uomini czarda Federico Fresi, Maurizio Licitra, Salvatore Perdichizzi
Coppia Solista Beatrice Carbone, Massimo Garon
  E il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

 

 

Direttore  Cornelius Meister
Regia  Cornelius Obonya
Co-regista Carolin Pienkos
Scene e costumi Heike Scheele
Luci Friedrich Rom
Coreografia Heinz Spoerli

 

Finalmente Il pipistrello di Johann Strauss II è stato rappresentato al Teatro alla Scala, un ostracismo inconcepibile per un’operetta così famosa ed elegante. Forse è proprio l’incomprensione della definizione di “operetta” che allontanava questo lavoro che in realtà non ha nulla da invidiare alle vere e proprio opere. Offenbach dagli anni ’50 dell’800 sviluppando l’opera-comique aveva creato delle opere-bouffe, delle operette, lavori comici che mano mano diventavano sempre più imponenti fino alle 4 mastodontiche opera-féerie. Fu proprio Offenbach, molto applaudito a Vienna,  a proporre a Strauss di scrivere anche lui per il teatro e il successo di Strauss fu spesso altalenante non in virtù della musica ma spesso per i mediocri libretti. Il libretto del Pipistrello deriva da una commedia di Meilhac e Halévy i librettisti più fortunati di Offenbach: la commedia originale si intitolava Le Réveillon, ciò la festa per l’ultimo dell’anno ma venne molto rimaneggiata per adattarla ad operetta viennese.

Valzer , polke e ciarda si susseguono senza soluzione di continuità in una contagiosa festa e danza.  Famosa la lunga ouverture che qui alla Scala è stata coreografata.
Ottima la produzione odierna con una magnifica scenografia sia per il primo atto, in una grande villa di alta montagna, che del secondo atto, la scena della festa tra tavole imbandite, scalinate e un cervo d’argento che giganteggia. Le operette nonostante il diminutivo insito nella parola devono essere eseguite con grandi mezzi, balletti e grande orchestra come si è fatto qui alla Scala, per poterne apprezzare al massimo le qualità artistiche.

Risultati immagini per die fledermaus scala

Eva Mei grande soprano marchigiano, riesce a esprimere al meglio l’atteggiamento della ricca borghese stufa del marito ed intenzionata a mettere un po’ di pepe alle sue relazioni. La voce è in buone condizioni e in tutta l’operetta sostiene la linea vocale dalla scrittura non prima di difficoltà. Grande sfoggio di bravura viene mostrato dal soprano nella famosa Ciarda del secondo atto quando mascherata da ungherese rievoca con nostalgia la propria patria. Buone sia le sue note gravi che la coloratura finale. Maria Nazarova, la cameriera Adele, ha una voce molto più esile in confronto ma adattissima alla sua parte caratterizzata da una scrittura più acuta e virtuosistica. L’accento è civettuolo, l’intonazione corretta e ciò contribuisce alla definizione precisa di Adele mascherata da Olga.
Peter Sonn è un Eisenstein disincantato, che gioca sempre sopra le righe: la voce dotata di un timbro abbastanza anonimo ma è comunque corretta e precisa mentre ci ha sorpreso notevolmente Giorgio Berruggi che da tenore interpreta la parte proprio di un tenore. Cita nei recitativi almeno una decina di arie famose del melodramma italiana suscitando spesso l’ilarità del pubblico. La voce è timbrata e possente e fin dalla serenata iniziale si fa apprezzare per particolare compattezza. Come attore è forse il personaggio più simpatico, un personaggio che non teme le convenzioni e si prefigge solo di conquistare ancora Rosalinde.
Markus Werba è un ottimo baritono e il vero motore dell’azione; è lui il Doktor Fledermaus che dà il nome all’operetta essendo stato vittima di un gioco e lasciato per strada tutta notte vestito da pipistrello. Ora il dottore si vendica di Eisenstein con questa messinscena. Ottimo il suo attacco del grande concertato “Brüderlin und Schwersterlein”. Kresimir Spicer, bravissimo peraltro, è sprecato per una particina come quella dell’avvocato e bravo Micheal Kraus nella parte del direttore della prigione.

Risultati immagini per die fledermaus scala
La parte en travesti del nobile russo è stata trasformata dalla regia in una oligarca russa con dei tratti da virago: Elena Maximova conduce il ballo del secondo atto con grande capacità e la voce contraltile le permette di emergere nelle brevi arie a lei affidate. I dialoghi parlati erano sia in italiano che in tedesco con un effetto straniante all’inizio ma che ha convinto sempre di più poiché la trama è stata più intellegibile e si sono salvati alcuni giochi di parole. Tutta in italiano la parte di Paolo Rossi che sostituiva il previsto Nino Frassica: la sua parte non poteva tralasciare la politica e la satira di costume divertendo il pubblico all’inizio del terzo atto.

Ottima e incisiva la direzione del giovane Cornelius Meister che indugiava nei tempi per dare tutta la fragranza dei valzer e dei movimenti di danza. Bei colori sono stati evidenziati nell’orchestra in uno spumeggiare continuo. Abbastanza semplice la coerografia di Heinz Spoerli che riprende i passi della tradizione senza aggiungere ne stravolgere. Un ottimo spettacolo che permette di indagare nell’operetta viennese che ha prodotto molti lavori lirici di sicuro interesse poco noti in territorio italiano.

Fabio Tranchida

Annunci
Posted in: Balletto, Opera