La Wally a Lucca

Posted on 26 gennaio 2018 di

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Dramma in quattro atti su libretto di Luigi Illica, dal racconto La Wally dell’avvoltoio di Willemine von Hillem

musica di ALFREDO CATALANI

Edizioni Casa Ricordi, Milano
prima rappresentazione Milano, Teatro alla Scala, 20 gennaio 1892

Wally | Serena Farnocchia
Stromminger | Francesco Facini
Afra | Irene Molinari
Walter | Paola Leoci
Giuseppe Hagenbach di Sölden | Zoran Todorovich
Vincenzo Gellner dell’Hochstoff | Marcello Rosiello
Il Pedone di Schnals | Graziano Dallavalle

direttore Marco Balderi
regia Nicola Berloffa
scene Fabio Cherstich
costumi Valeria Donata Bettella
luci Marco Giusti

Orchestra Filarmonica Pucciniana

Coro del Festival Puccini
maestro del coro Elena Pierini

nuovo allestimento coprodotto da Teatro del Giglio di Lucca, Fondazione Teatri di Piacenza, Teatro Valli di Reggio Emilia, Teatro Pavarotti di Modena

L’ultima opera da Catalani ci stupisce per l’invenzione melodica e l’orchestrazione. Lo stesso Toscanini chiamò i suoi figli Wally e Walter per l’enorme apprezzamento che aveva di quest’opera. Per la prima dell’opera estrema attenzione venne dedicata alle scene e ai costumi dell’opera compiendo dei viaggi in Svizzera per essere meglio ispirati: questa attenzione fu ancora più tangibile nella stessa musica, originalissima nei ritmi e nella raffinata orchestrazione. Catalani ancora prima che Puccini scrivesse Manon Lescaut ci consegnò il suo capolavoro ma purtroppo la tisi non gli permise di proseguire una carriera che era solo all’inizio. Sia Catalani che Puccini nacquero a Lucca e nel Museo della casa natale di Puccini da pochi anni completamente rinnovato è esposto un bel ritratto di Catalani compagno di studi del più illustre concittadino.

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L’edizione proposta dal Giglio di Lucca ha avuto un buon successo e una cospicua affluenza di pubblico. La protagonista Serena Fernocchia con un look da Luisa Ferida degli anni ’40, ci ha piacevolmente sorpreso con ottimo centro e acuti squillanti: morbida nella famosa “Ebben, ne andrò lontana” la melodia più celebre di quest’opera. Zoran Todorovich, unico elemento della produzione dell’anno scorso in Emilia-romagna, è un tenore che ha affrontato i ruoli più esposti e difficili: canta l’Hagenbach con una potenza invidiabile, con accento stentoreo: certo il volume è sempre forte senza alcuna sfumatura ma la parte va proprio esplicitata in questo modo. Paola Leoci è un mezzosoprano en travesti perfetta per la parte del giovane Walter che canta una raffinatissima canzone nel primo atto difficile ritmicamente. La Leoci seppur di volume no ampio è molto precisa a cesellare la sua parte.
Marcello Rosiello è un baritono non sempre in parte ma con vari problemi con le note estreme della parte dove si intendono molte incertezze. Bene Stromminger e il Pedone che completano un cast abbastanza affiatato. Spiace che il coro non fosse ben preparato con gravi problemi per il comparto maschile, mai preciso e per niente compatto. L’orchestra bene diretta da Maestro Marco Balderi è stata sufficientemente precisa. Lo spettacolo che già avevamo recensito è stato in quanto scene adatto alla vicenda differenziando abbastanza i 4 atti senza rappresentare la valanga finale vero scoglio per tutti i registi. Un’opera che si riascolta sempre con piacere nell’attesa che Muti la proponga alla scala come ha già annunciato.

 

Fabio Tranchida

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Posted in: Opera