Mineccia, un controtenore a Roma

Posted on 11 dicembre 2017 di

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Sospiri di dolor…. sospiri d’amore.   FESTIVAL  BAROCCO   Roma 2017
Il sogno Barocco

Filippo Mineccia controtenore
Paolo Perrone, violino solista e direttore

 

Carlo Mannelli (1640-1697)      Triosonata op.2,n.4 in la minore “la Vecchia”

Francesco Gasparini(1661-1727)   Non so chi non è amante-aria di S.Giovanni dall’opera Erode-inedito

Alessandro Stradella(1639-1682)    Allegro dalla Trisonata n.8 in la minore

Francesco Gasparini        Se piange l’aurora-aria dall’oratorio S.Maria Egiziaca  inedito

Alessandro Stradella     Andante dalla Triosonata n.8 in la minore

Francesco Durante (1684-1755)       Crudeltà di Nerone dalle sei cantate spirituali:Recitativo- Allegro-Arioso- Largo.

Antonio Caldara (1670-1736)   Grave dalla Triosonata op.1 n.5 in Mi minore

Da qual strale-aria dall’oratorio Maddalena ai piedi di Cristo (Roma 1693)

Vivace dalla Triosonata op.1,n.5 in Mi Minore

Mateo Bisso(1705-1776) Se volgi al ciel turbato Aria da S.Atanasio   Patriarca-inedito

L’orchestra barocca è composta da  due violini, un violoncello,  tiorba e cembalo.

La sera dell’8 dicembre 2017, nell’ambito del festival barocco romano, nella splendida  chiesa di S.Luigi dei Francesi, chiesa che ospita la Cappella Contarelli, capolavoro del Caravaggio, la voce del giovane controtenore Filippo Mineccia ha incantato il pubblico numerosissimo con un repertorio di autori barocchi, tutti vissuti a Roma fra il ‘600 e il ‘700, rappresentanti di uno stile formale antico giunto a piena maturazione. Questi musicisti vissero e lavorarono a Roma  al servizio di nobili mecenati quali i Ruspoli, gli Ottoboni e i Pamphili o come maestri di cappella nelle più importanti chiese e basiliche. Lo stile romano presupponeva un incontro fra spiritualità e carnalità, un mondo raffinato di contraddizioni che lo rendono inconfondibile. Oggi si stanno riscoprendo partiture mai eseguite e la serata ne offre la prima esecuzione in tempi moderni. Inedite sono le esecuzioni di Mannelli, Gasparini, Durante e Bisso, poco conosciuti dal pubblico romano.

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La voce del controtenore Filippo Mineccia , noto per aver collaborato con vari complessi barocchi, quali l’accademia bizantina, la Cappella dei Turchini, i Barocchisti di Diego Fasolis,  emerge  soprattutto per  il repertorio vocale degli evirati cantori .  Il controtenore  esegue le cantate in programma con infinita delicatezza e perfezione formale e tecnica, riuscendo  a tenere il pubblico in una dimensione quasi magica e irreale e mostrando come una vocalità  così particolare , frutto di un grande e difficile impegno, riesca ad essere coinvolgente.  Le parti musicali, soprattutto la trio sonata inedita di Mannelli, destano interesse anche  perché innovative rispetto ai tempi. Non  sono previsti  stacchi per gli applausi: Filippo Mineccia  esce durante le esecuzioni orchestrali  delle Triosonate di Mannelli, Stradella  e Caldara, riappare per eseguire le parti cantate, senza soluzione di continuità . Tale scelta dovrebbe estendersi a tutti i concerti, per non interrompere la concentrazione e l’atmosfera di magia che la musica e il canto comunicano.  Travolgente l’aria “Se volgi al ciel turbato”, inedito di Bisso, autore sconosciuto a molti,  eseguita con perfezione tecnica e formale  nelle agilità e nei filati. Per il bis si è scelta un’aria di  Scarlatti.  Serata indimenticabile per il pubblico del festival barocco del periodo natalizio, festival che ha aperto le più belle chiese di Roma  e che ha permesso la conoscenza di autori e di testi musicali  spesso sconosciuti ai quali  il grande afflusso di pubblico ha dimostrato di essere interessato e coinvolto. Ci auguriamo di mantenere e di migliorare sempre nel tempo queste iniziative.

                                                                                                            Giuseppina Giacomazzi

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