Bellini, Donizetti e Verdi a Seveso

Posted on 11 dicembre 2017 di

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A Seveso da pochi mesi sta rinascendo a nuova vita lo storico Politeama centro di diverse attività come la stagione lirica, quella pianistica, il cinema e il teatro.
Giovanni Benedetti è l’amministratore unico di Idrodepurazione srl che ha sede a Seregno facente parte di IDRO GROUP. E’ lui con la sua famiglia che sta investendo un grande capitale per restituire alla città di Seveso il cinema Politeama ormai ristrutturato negli impianti tecnologici. I film sono fin da ora proiettati con le migliori tecniche digitali e tutti gli impianti sono stati rinnovati. Solo la facciata non ha subito ancora alcun intervento, ma non lasciatevi ingannare molte meraviglie vi attendono all’interno. Il Politeama è provvisto di tutte le strutture che consentono di utilizzarlo per tutte le arti. Il direttore artistico Andrea Scarduelli che sta già gestendo in maniera eclettica le due sale della struttura Sala acqua e Sala aria.

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Oggi, domenica 10 dicembre, sotto un’inizio di nevicata, ci siamo riuniti al Politeama per un piacevole pomeriggio cullati dalla musica lirica grazie ad un interessante soprano Junghye Lee e un baritono Jonathan Kim entrambi della Corea del Sud e compagni nella vita. Andrea Scarduelli ha creato un vario programma toccando l’arte di tre compositori di riferimento per l’800 italiano, Donizetti, Bellini e Verdi.  Drammatico il duetto della Lucia di Lammermoor tra Lucia e Enrico suo fratello che la spinge a sposare chi non ama con terribili conseguenze.  Il Poliuto, opera napoletana della maturità di Donizetti, ha permesso di valutare le capacità del baritono Jonathan Kim, dotato di buon fraseggio ancora perfettibile, sensibile nell’acciaccatura nel verso “La tua dolce presenza il cor già sente!”. Viene cantata con grande vigore la cabaletta “No, l’acciar non fu spietato che spargeva il sangue mio” che risulta però sfigurata da un lungo taglio interno che non permette di comprendere la qualità della musica in quanto a fine carriera Donizetti scrisse spesso cabalette lunghissime, come in questo caso, ideali di bel canto. Il Maestro Stefano Giannini ha potuto brillare nella sinfonia del Don Pasquale che l’ha visto protagonista: molti temi si affastellano in questa variopinta sinfonia e il Maestro, che ha staccato un tempo indiavolato, ci ha fatto davvero assorbire il ritmo brillante di questa opera buffa.
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Nel successivo duetto tra Norina e Malatesta abbiamo apprezzato la Norina di Junghye Lee con il suo quasi parlato nell’imitare la “semplicetta”. Un pezzo davvero realistico con i continui scambi di battute al fulmicotone tra i due cantanti dotati di particolare intesa. Tratta da una melodia dell’Adelson e Salvini prima composizione di Bellini, la romanza “Oh Quante volte o quante” trova nuova collocazione  ne I Capuleti e i Montecchi preparata in tutta furia per La Fenice. Una melodia con accompagnamento semplice (l’originale organico prevede l’arpa) che si ispira direttamente ad “Assisa a piè d’un salice” di Desdemona. La Lee emette dei suoni morbidi e mai forzati in questa eterea melodia. Ancora meglio la sua prova nella lunga aria della pazzia di Elvira ne i Puritani. Molte le ovazioni del pubblico dopo questa prova di ampio respiro, così come il successivo “Caro nome” dalla coloratura ben fatta. Il pezzo necessita un’abilità particolare, l’aria più virtuosistica di tutto il Rigoletto e il nostro soprano Junghye Lee mostra di padroneggiare molto bene il brano.

Jonathan Lee conclude il concerto con la rara aria di Filippo Maria Visconti un addio alla consorte Beatrice di Tenda, un addio per la sua decisione di trarla a morte per supposto adulterio. Una Anna Bolena alla lombarda oseremmo dire dove il nostro baritono ha svolto con precisione il lavoro con i lunghi fiati previsti da Bellini. L’aria di Rodrigo dal Don Carlo privata del suo cantabile è risultata solo parzialmente apprezzabile ma sicuramente dopo un concerto così impegnativo era difficile proporre l’aria integralmente. Come omaggio al pubblico i due cantanti hanno fatto sentire le note della famosa canzone “Non ti scordar di me” peraltro titolo di un’opera-comique in piccola parte composta da Donizetti ma mai portata a termine.

Abbiamo apprezzato molto il concerto odierno anche per le introduzioni di Andrea Scarduelli che trova sempre il filo rosso per collegare i vari brani in una interessante narrazione. Vi invitiamo a seguire tutta la stagione del Politeama su http://www.politeama45.it dove sicuramente troverete lo spettacolo che fa per voi. Noi intanto vi invitiamo al concerto di Natale il 23 dicembre ore 16.00. Noi ci saremo!

 Fabio Tranchida   

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