Anna Caterina Antonacci a La Sapienza

Posted on 17 ottobre 2017 di

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Gerusalemme: celeste e terrena, perduta e liberata

Anna Caterina Antonacci soprano
Accademia degli Astrusi
Federico Ferri
 direttore

Corelli Sinfonia per l’Oratorio S. Beatrice d’Este di Lulier
Colonna Lectio tertia. Feria VI in Parasceve
Biber Battalia à 10
Monteverdi Combattimento di Tancredi e Clorinda
Corelli Concerto grosso in do minore op. 6 n. 3
Colonna Lectio secunda. Sabbato sancto
Lully da Armide: Ouverture –«Enfin, il est en ma puissance» – Entracte –
«Ah, si la liberté me doit être ravie» – «Venez, Haine implacable» – Passacaille –
«Le perfide Renaud me fuit»

Inaugurazione della 73a stagione della IUC dedicata alla musica del Seicento

 

E’ la prima che volta che il nostro web magazine entra nelle porte dell’università La Sapianza di Roma per riferirvi della nutrita stagione concertistica che da sempre caratterizza la vita universitaria grazie a IUC Istituzione Universitaria dei Concerti che vi invitiamo a seguire su http://www.concertiiuc.it.

L’inaugurazione della stagione è avvenuta con un concerto dedicato alla musica del pieno ‘600 e la partecipazione importante del soprano Anna Caterina Antonacci che dall’amore iniziale per Rossini di cui affrontò alcuni ruoli seri, è passata alla musica barocca fino al ‘900 nella sua capacità camaleontica nell’affrontare così diverso repertorio.
Molto intelligente aver proposto prima del Combattimento di Tancredi e Clorinda, la Battalia à 10 di Biber per introdurre una situazione guerresca che caratterizza La Gerusalemme liberata. L’Accademia degli Astrusi diretta da Federico Ferri sfrutta al meglio le invenzioni di Biber in una continuo esercizio imitativo: scontri politonali modernissimi, cozzare delle armi che si traduce in un cozzare tra gli strumenti e contrabbasso come una bombarda in un continuo attacco. Bravi i musicisti a interpretare una partitura così sperimentale. Alla Battalia è seguita la perla del concerto, la composizione di Monteverdi dove Anna Caterina Antonacci interpreta tutti e tre i ruoli del Combattimento di Tancredi e Clorinda del grande compositore cremonese, di cui nel 2017 si celebrano i 450 anni dalla nascita omaggiato a Venezia quat’anno con tutte e tre le opere sopravvisute.

L’Antonacci ha voce intensa e perfettamente calibrata, uniforme nella estensione e ciò le permette una analisi del testo certosina tanto da esprime le più recondite passioni. In un testo così ricco e poetico e in una musica cosi attenta a restituirlo drammaticamente, l’Antonacci trae espressioni vere e di autentica commozione. Altrettanto interessante è il suo affrontare l’Armide di Lully (Lulli). L’ascoltammo 20 anni fa nell’Armida di Gluck, peraltro sullo stesso libretto di Lully, alla Scala per una serata inaugurale epocale. L’Antonacci ebbe notevole successo nell’affrontare questo ruolo, e oggi affronta la matrice di Lully attenta nei lunghi recitativi di esprimere gli affetti dall’iniziale timore, all’amore e all’odio per la fuga inaspettata dell’amato Rinaldo. Bene i colori, ricchi di sfumature nella prodigiosa voce dell’Antonacci che genera sempre forti sensazioni. La sentiremo presto all’opera di Roma nell’opera La Voix Humaine in forma di concerto.

 

L’Accademia degli Astrusi ha proposto inoltre una Sinfonia e un Concerto Grosso di Corelli che con il suo stile rigoroso e simmetrico ha rinnovato la musica non solo romana del ‘600. Molto raro il compositore Giovanni Paolo Colonna, maestro di cappella e organista di san Petronio a Bologna di cui sono state proposte due Lamentazioni cariche di pathos. Uno stile molto austero essendo uno stile religioso dove le Lamentazioni di Geremia causate dalla profezia di distruzione di Gerusalemme vengono intensificate dalla messa in musica.
Plauso quindi all’interprete femminile e all’Accademia degli Astrusi diretta da Federico Ferri, per aver proposto rare composizioni strumentali del periodo barocco e rari brani vocali scegliendo come tema Gerusalemme grazie alla consulenza musicologia di Francesco Lora: un programma originale, di grande qualità ad apertura di una stagione che si annuncia interessante e che proporrà una quarantina di concerti, tutti da sentire.

 

Fabio Tranchida

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