Re Ruggero, mysterum polacco

Posted on 12 ottobre 2017 di

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Lukasz Golinski baritono (Re Ruggero II di Sicilia)
Lauren Fagan soprano (Roxana, regina di Sicilia e moglie di Ruggero)
Edgaras Montvidas tenore (Il pastore)
Marco Spotti basso (Arcivescovo)
Helena Rasker mezzosoprano (Badessa)
Kurt Azesberger tenore (Edrisi, Consigliere di Ruggero)

Orchestra, Coro e Voci Bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Antonio Pappano
 direttore
Ciro Visco maestro del coro
Masbedo regia in presa diretta e proiezioni video
Mariano Furlani drammaturgia visiva

In co-produzione con Romaeuropa Festival 
In collaborazione con Adam Mickiewicz Institute Polska Music e con il Patrocinio dell’Ambasciata di Polonia a Roma

Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia
giovedì 5 ottobre ore 19.30 – sabato 7 ore 18 – lunedì 9 ore 20.30
Szymanowski Re Ruggero

L’inaugurazione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è stata fatta in grande stile con un’opera lirica di rara esecuzione proposta dal Maestro Antonio Pappano. Il Re Ruggero di Szymanowski sebbene non sia in repertorio sta contando ultimamente alcune riprese a carattere internazionale sicuri del valore alto della musica. A Palermo è stato riproposto tre volte nel ‘900 in virtù del fatto che la vicenda si sviluppa proprio in quella città. Szymanowski, compositore polacco caratterizzato da un sincretismo di stili come solo poteva avvenire nell’Europa di inizio ‘900, aveva effettuato due viaggi in Italia con il suo compagno visitando Firenze, Roma e proprio l’amata Sicilia (ancora incontaminata) e ne trasse innumerevoli suggestioni come testimoniato dalle lettere piene di entusiasmo. Lo possiamo definire un artista completo, amante del bel vestire, della bellezza fisica, della bellezza artistica, dei viaggi e logicamente della musica da quella popolare della Polonia alle ultime composizioni di Ravel e Debussy. La composizione di questo capolavoro ha come riferimento iniziale Federico II di Svevia, per poi ripiegare su Re Ruggero d’Altavilla e i riferimenti alle Baccanti di Euripide sono molto evidenti. I riferimenti alla cultura cristiana e al culto pagano e dionisiaco devono avere interessato personalmente il compositore così come l’analisi sulla omosessualità (che può trasparire nella figura del Pastore) a cui attingeva dai testi di filosofia classica e riversò nel testo del suo romanzo Efebos. Szymanowski è un esteta, un edonista e un musicista di grande valore che dovette subire dopo gli spensierati viaggi in Italia il duro contraccolpo della prima Guerra Mondiale per poi riprendersi e compiere questa grande partitura che quindi accogli anche tutte le contraddizione della guerra.

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La musica è sontuosa, ricca di colori sfruttando una orchestra monstre che solo Pappano avrebbe potuto gestire con assoluta perfezione e dosaggio delle sfumature. L’orchestra contempla anche un piano,una celesta e un organo, molte percussioni, xilofono, tamburelli (che rimandano al Pastore-Dionisio) e tam-tam, usato in maniera quasi compulsiva. Alcune sonorità ci hanno ricordato dapprima Richard Strauss, ma anche Carl Orff (sebbene non abbiano un contatto diretto). Le due arpe arricchiscono sempre il discorso degli archi e l’ampio uso di ottoni (tra cui 7 trombe) rende solenne la musica come nella prima scena ambientata nella Cattedrale di Palermo. Marco Spotti è un potente arcivescovo che cerca di contrastare la venuta del Pastore, ma Ruggero e la moglie Rossana sono pronti ad ascoltarlo: il tenore Edgaras Montvidas è molto bravo a definire un personaggio ispirato da Dio, o Dio stesso, cantando sempre con un ampio registro di testa, alleggerendo ogni frase. Il compositore aveva pensato per assurdo di utilizzare per questo ruolo un mezzosoprano en travesti, scartando poi a priori questa scelta: l’esecuzione odierna sembra ricordare questa idea iniziale poiché il ruolo è molto anfibio e Edgaras Montvidas riesce benissimo a esaltare ogni frase come verità divina. Lukasz Golinski baritono è molto drammatico nel ruolo del protagonista combattuto tra la vecchia e la nuova fede: la voce è ampia e sicura in tutta l’arcata sonora fino agli acuti più estremi, bello il colore scuro e pieno regalatoci con intensità.

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Re Ruggero è sempre pronto a gesti estremi e a risposte molto intense e risolutive, ma sembra che più urli e si dibatta più la verità del Pastore gli penetri dentro. Sembra inutile allontanarlo poiché il suo credo è già penetrato tra le sua viscere. Lauren Fagan soprano è una Roxana molto lirica e il compositore gli concede moltissimi passaggi dove i vocalizzi hanno vera importanza evocativa. Il soprano riesce benissimo in questi interventi essendo dotato di un maestoso legato e da una voce ampia e ben intonata. Ci ha quindi piacevolmente sorpreso la sua prova, una regina che crede fin da subito il nuovo Credo e lo abbraccia definitivamente alla fine dell’opera.Kurt Azesberger è un tenore corretto e preciso che interpreta il ruolo di Edrisi, saggio arabo nella cosmopolita corte, che non riesce a contrastare per niente il nuovo Credo. Si tratta un po’ della vecchia anima di Ruggero che non riesce mai ad essere autonoma.

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Sebbene l’opera sia stata proposta in forma di concerto, la performance è stata arricchita da un video del gruppo MASBEDO di grande interesse: i tre atti sono stati trattati anche visivamente in maniera differente, nel primo atto molte immagini autentiche dei mosaici palermitani, e una persona con questi mosaici sulla pelle che cerca mano a mano di cancellarli indice della conversione del re. Nel secondo atto MASBADO propone una vera e propria session di performing arts e loro stessi agiscono sui filmati con un acquario piano di oggetti e una ciotola dove riversano nell’oro molti simboli. Nell’ultima parte tutto è inquadrato da un cerchio, un occhio che rimanda al sole=Dio che illumina Ruggero nel finale. Molto pensata e interessante questa concezione filmica dell’opera e bravissimi i due artisti, Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni, attivi in molti campi legati all’arte.

Abbiamo visto due recite di questa importante opera che originariamente si definiva MYSTERIUM proprio per il carattere sacrale e oratoriale dell’insieme. Nel 2021 Pappano riproporrà in forma scenica quest’opera alla Scala dove lo attendiamo.

 

Fabio Tranchida

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Posted in: Cinema, Opera