Gianni Schicchi a LaVerdi

Posted on 18 maggio 2017 di

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Gianni Schicchi    Alex Martini

Zita      Marina Ogii

Ciesca      Luisa Tambaro

Nella      Erika Tanaka

Lauretta      Marta   Torbidoni

Rinuccio      Rosolino Claudio Cardile

Gherardo      Jiangmin Kong

Betto di Signa      Tommaso Caramia

Marco      Abraham Gonzalez

Ser Amantio di Nicolao      Giovanni Maria Palmia

Simone       Paolo Porfiri

Pinellino       Marcandrea Mingioni

Guccio      Raffaello Bellavista

Gherardino      Viola Torcelli

Direttore    John Axelrod

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

 

Dopo solo due giorni eccoci di ritorno all’Auditorium de LaVerdi per un altro appuntamento lirico. L’opera Gianni Schicchi tratta dal Trittico di Puccini. Fin dalla prima del 14 dicembre del 1918 a New York, questa parte del trittico fu quella che più godette di successo e di una vita propria. E’ l’unica opera prettamente comica di Puccini e a lui molto cara poiché da tempo voleva scrivere una composizione con soggetto “toscano”, “toscano” come lui, e Dante certo fu una ottima scelta.

Il libretto di Giovacchino Forzano è davvero ben progettato e l’azione grottesca si dipana in una successione di scene connesse fra loro fino alla filippica finale. Un’orchestra lussureggiante quanto quella della Fanciulla del West (la cui partitura è diventata un testo di orchestrazione per i conservatori). Tra gli strumenti che ampliano lo spettro sonoro ci sono il clarinetto basso, la tuba, la campana grave, la celesta e l’arpa.  John Axelrod ha ben bilanciato questa enorme massa; il fatto che l’orchestra non fosse nel golfo mistico è stato con attenzione valutato per non coprire le voci. Bellissimi gli impasti dei fiati in generale e dei legni in particolare. Parossismo sonoro raggiunto dai disperati diseredati che esclamano “Ridete o frati!”.

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Un grande protagonista abbiamo trovato in Alex Martini uno Schicchi dalla notevole verve. Registro molto uniforme senza tema per alcune insistenze sul registro acuto: bravo nell’imitazione di Buoso Donati senza eccedere nella macchietta. Potente la sua frase “Da sfidar l’eternità” con resa piena del suo registro baritonale.

Marta Torbidoni ascoltata anni fa in Anna Bolena in una produzione minore, ha svolto molto bene la famosa aria “Oh mio babbino caro” pezzo che bissato fin dalla prima sera è melodia celeberrima del Trittico. Grazie a questa supplica convince il padre ad aiutare i Donati tra cui c’è anche Rinuccio, il suo amato. La voce è calda, non certo infantile come farebbe pensare il ruolo, convincente nella supplica e nei brevissimi duetti lirici poco dopo col suo amato. Ultimo exploit alla fine dell’opera dove un duetto in miniatura ci permette di apprezzare la sua voce, in un momento di felicità.

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Inferiore la prova di Rosolino Claudio Cardile, deludente Carlo nei Masnadieri a Busseto quest’inverno. Li la parte di tenore maledetto romantico gli stava parecchio larga, mentre in quest’opera dobbiamo dire che sia stato sufficientemente bravo. La voce non è affatto ampia e talvolta veniva coperta dall’orchestra, con alcuni acuti sempre difficoltosi: buona invece la sua micro-aria che immaginiamo molto ben studiata per i risultati raggiunti. “Firenze è come un albero fiorito”  ha quindi sortito l’effetto, cantata da Cardile col giusto piglio e con una bella frase acuta finale.

Buona la prova di Zita, Marina Ogii dall’ottimo registro grave e con il suo parlato “Non voglio” dalla bella resa teatrale.

Il terzettino delle tre donne che mettono a letto il finto Buoso è un passaggio piacevole, un’oasi di puro canto in un’azione indiavolata.

Potente e ben calibrata la voce di Tommaso Caramia che ci ha deliziato con l’espressione “Pancia mia fatti capanna” un espressione popolare come popolari alcuni temi che lo stesso Puccini rielabora.

Giovanni Maria Palmia nel duplice ruolo di Medico e Notaio è stato discreto e sicuramente avrebbe dovuto meglio studiare l’accento bolognese nel primo ruolo, aumentandone la carica comica.

Tutti gli altri solisti molto bravi a descrive gli avidi parenti di Buoso.

La presenza della nipote di Giacomo Puccini in sala ha aumentato la cifra dell’esecuzione: Simonetta Puccini da tempo residente a Milano ci ha omaggiato della sua presenza e ci ha ricordato nuovi restauri nella casa museo a Torre del Lago pronta a deliziare tutti gli appassionati.

Una bella serata che verrà replicata venerdì 19 e sabato 21.

 

Fabio Tranchida

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Posted in: Opera, Recital