La secchia rapita di Ricordi

Posted on 17 maggio 2017 di

0



Nel 105° anniversario della morte di Giulio Ricordi

INTERPRETI

Il Podestà di Modena    Elcin Huseynov
Il Conte di Culagna    Giorgio Valerio
Titta    Hyuksoo Kim
Lo Storico del Comune    Alessandro Ravasio
La Contessa di Culagna      Laure Kieffer
Renoppia     Lucia Amarilli Sala
Rosa      Kaori Yamada
Giglio      Margherita Sala
L’Ostessa      Dyana Bovolo

Solisti e Cori della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Direttore Aldo Salvagno

 

Il sorriso sornione che possiede Giulio Ricordi nella statua che recentemente è stata posta di fianco alla Scala potrebbe essere dovuto alla felicità per essere stato ricordato e festeggiato l’anno scorso e quest’anno. Una statua che ha fatto un breve viaggio da via Salomone fino a largo Ghiringhelli dove la Ricordi col capostipite Giovanni aveva stamperia e uffici al tempo di Rossini. Giovanni, Tito, Giulio, Tito II, i 4 grandi che hanno fatto questa azienda un fiore all’occhiello per Milano. In anni recenti le pubblicazioni sono passate purtroppo in mani straniere ma l’archivio è qui a Milano e sta per essere completamente digitalizzato.

Risultati immagini per laure kieffer soprano

Giulio Ricordi è ricordato sopratutto per aver fatto in modo che Verdi componesse Otello e Falstaff, e aver dato fiducia al giovane Puccini. Lui stesso era compositore e si dedicò tre volte all’operetta con La principessa invisibile, La secchia rapita e la postuma Tapis d’orient. Gabriele Dotto ha introdotto la serata e un breve filmato sulla statua di Giulio è stato proiettato. Durante i tre corti atti è stato possibile vedere i tre bozzetti delle scene originali proiettati su uno schermo.

La prima della Secchia rapita avvenne il 1 marzo 1910 al Teatro Alfieri di Torino, con esito buono sopratutto venne apprezzato il secondo e terzo atto quando la vicenda inizia ad ingranare. La secchia è solo un pretesto per datare l’opera durante la guerra tra bolognesi e modenesi, ma in realtà a parte buffi cori di battaglia si risolve nelle vicende di tre coppie d’amanti: i castellani  Giglio (en travesti) e Rosa, di poco spessore, Renoppia con l’assatanato Conte di Culagna, e il tenore Titta con la Contessa di Culagna.

Due cori hanno aperto l’operetta il primo villereccio il secondo più animato: buona la preparazione delle masse corali. La Contessa è introdotta con un’aria bipartita che inizia con un’aura di mistero e si stempera sempre in musica più allegra indicando la sua curiosità. Laure Kieffer l’abbiamo recensita ieri per il concerto al Teatro Belloni di Barlassina e anche oggi ci è parsa in ottima forma. Voce molto ampia e ombreggiature che esprimono il lato serioso del personaggio. Il suo innamorato è Titta il tenore Hyuksoo Kim dalla precisa performance, ma senza molta passione nelle frasi. Il conte è Giorgio Valerio dal ruolo eroicocomico come il testo originale del ‘600 di Tassoni. Bravo Valerio a non esagerare e caricare troppo la parte. Il primo atto si chiude con un sestetto nel mistero generale e con piane e raffinate sonorità.

Risultati immagini per la secchia rapita ricordi

L’orchestra impiegata è molto ampia e il primo intermezzo è molto elegante con i suoi arabeschi liberty. Spesso nella esecuzione delle operette ormai le orchestre sono molto raffazzonate mentre nella serata di oggi la splendida orchestra de LaVerdi a reso giustizia ad una partitura dalle sonorità brillanti.

L’ostesso Dyana Bovolo riecheggia le tante vivandiere mezzosoprano di metà ‘800 non ultima la Preziosilla verdiana. La Bovolo ha ottimo colore e spigliatezza nel porgere la frase aumentando gli effetti comici del coro che canta “Trac Tac Tac” con effetti tipici delle operette di Offenbach: c’è molto in questa operetta de La Grande Duchesse de Gerolstein che impazzava anche in traduzione italiana all’epoca.

Divertente il terzetto della gelosia che sembra ricordare il motto dal Falstaff: “Un paio in tre!”. Non poteva mancare un duetto al ritmo del valzer tra il Conte e Renoppia, quest’ultima interpretata da Lucia Amarilli Sala con una voce di non ampie dimensioni ma sempre corretta. Punto nodale della trama il Terzetto del (finto) avvelenamento che si conclude con una comica ninna nanna. Nel terzo atto una comica scena neo-islamica con molti “salamelecchi” e una cadenza “orientale” per la brava Laure Kieffer.

Anche Elcin Huseynov era presenta sabato e domenica scorsi a Barlassina e ha dimostrato di essere un ottimo Podestà con gran parte nel finale II. Imperioso nello scandire le frasi e udibile benissimo negli assiemi.

Sebbene mancassero i dialoghi la vicenda era abbastanza comprensibile. Anche se in forma ridotta si poteva però lasciare qualche dialogo per rendere più scorrevole la vicenda anche in vista della registrazione per la Dynamic.

Ottimo lavoro da parte dell’Auditorium de LaVerdi che recupera filologicamente queste piccole perle, italiane e in particolare milanesi (la prima a Milano avvenne al Teatro Lirico il 14 marzo del 1910) dando onore alla grande casata Ricordi che in Giulio trova certamente un’eccellenza.

Giovedì recensiremo Gianni Schicchi sempre all’Auditorium.

Fabio Tranchida

Annunci
Posted in: Opera, Recital