Federica Lombardi in Bolena

Posted on 21 aprile 2017 di

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Anna Bolena

Federica Lombardi

Jane Seymour

Sonia Ganassi

Smeton

Martina Belli

Lord Percy

Piero Pretti

Enrico

Carlo Colombara

Lord Rocheford

Mattia Denti
Sir Hervey

Giovanni Sala

Direttore 

Ion Marin

Regia 

Marie-Louise Bischofberger

Scene

Erich Wonder

Costumi

Kaspar Glarner

Luci

Bertrand Couderc

Con la replica di ieri sera abbiamo ascoltato quattro rappresentazioni della discussa Anna Bolena alla Scala che ha suscitato tanto clamore. Siamo tornati questa volta per ascoltare il giovane soprano Federica Lombardi. Per recuperare le informazioni generali di questo allestimento e cast vocale vi rimandiamo all’articolo pubblicato sempre sul Trillo a questo link: https://iltrilloparlante.wordpress.com/2017/04/17/anna-bolena-tra-luci-e-ombre/.

Qui ci limitiamo ha definire gli ultimi aspetti dello spettacolo e la performance di Federica Lombardi, giovanissima soprano che ha già partecipato in ruoli minori nelle opere della scorsa stagiona: Rigoletto (Contessa di ceprano) e La cena delle Beffe. La figura ha un portamento davvero regale e il costume rosso fuoco che indossa nella prima parte della Atto I dà giustamente spicco alla sua figura alta e slanciata. Affrontare una parte così impegnativa alla sua giovane età è una vera sfida. La stessa Giuditta Pasta affrontò il ruolo a fine carriera. In effetti manca a Federica Lombardi  quell’approfondimento drammatico necessario ad ogni frase, quell’accento melodrammatico che dà interesse nello sviluppo della tragica vicenda. Il canto è corretto e preciso, l’intonazione è buona e flautato il registro superiore ma ciò non basta a creare il personaggio.  Certo in numerosissimi tagli alla partitura e in particolare alla prima cabaletta di Anna non hanno aiutato a far emergere in maniera dirompente il ruolo della Regina. La cabaletta che chiude l’introduzione dell’atto I è di pari ampiezza rispetto “Ah bello a me ritorna” nella successiva belliniana Norma e toccare una singola battuta è un delitto. Si tratta di un’ampia melodia belcantistica che sembra non avere mai fine con la presenza dei pertichini di Smeton, Seymour e del coro: tutti aspetti praticamente scomparsi nella versione di Ion Marin. Perchè scrivere edizione critica quando poi si adopera la mannaia come Gavazzeni?

Federica Lombardi  ha eseguito un bel duetto con la fuoriclasse Sonia Ganassi che dopo avere avuto successo nel ruolo a Parma a riproposto Seymour qui alla Scala.

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La ascolteremo a ottobre a Roma nella rarità Fra Diavolo di Auber. Mancano nella parte cantata da Federica Lombardi variazioni di nota e i numerosi sovracuti che sfoderava Hibla Gerzmava non erano presenti nella sua versione, l’alta temperatura che si era creata nelle precedenti recite è quindi venuta a mancare. Siamo comunque felici di aver sentito questo soprano e fiduciosi che la crescita nella sua carriera le permetterà di affrontare i prossimi ruoli con maggiore aderenza drammatica.

Colombara ha cantato la parte che fu di Filippo Galli con buona esperienza e ci sono sembrati fuori luogo i dissensi che ancora una volta hanno caratterizzato la sua uscita sul proscenio. Filippo Galli negli anni ’30 dell’800 era alla fine della sua prestigiosa carriera ed era stato uno dei cantanti più amati da Rossini. Donizetti non lo fai mai cantare da solo ma lo rende un motore per tutti i brani a cui partecipa.

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Ecco la lista parziale dei personaggi da lui creati in prima mondiale:

Ultima replica per ascoltare Federica Lombardi domenica 23 aprile.

Fabio Tranchida

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Posted in: Opera