La passione secondo Giovanni

Posted on 16 aprile 2017 di

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Evangelista e arie Andrew Staples-Tenore
Gesù Roderick  Williams– Basso
Ancella e arie  Lucy Crowe –Soprano
Arie Ann Hallenberg– Contralto
Pietro, Pilato, Arie, Arioso Christian Gerhaher– Basso
Servo Carlo Putelli-Tenore (artista del coro dell’Accademia di santa Cecilia)

Orchestra e Coro dell’Accademia di Santa Cecilia
Direttore Antonio Pappano– Direttore del coro Ciro Visco
Parco della musica- Roma

 

 

La Passione secondo Giovanni di Bach rientra nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni dalla Riforma e si pone in un percorso di continuità attraverso le opere sacre di Bach, iniziato dal maestro Antonio Pappano negli anni passati con La Passione secondo Matteo, La Messa in si  minore e il Magnificat.

La Passione secondo Giovanni è stata composta nel 1724 a Lipsia, dove Bach lavorò fino alla sua morte nel 1750 ed eseguita per la prima volta  il 7 aprile dello stesso anno nella Nikolakirche della città per un organico di Soli, Coro, 2 flauti, 2 oboi, archi, liuto e continuo, in occasione della solenne celebrazione dei Vespri del Venerdì Santo. Altre repliche, sempre a Lipsia,  avvennero nel 1725, 1732, 1749.

Bach compose cinque passioni, ma solo due sono quelle pervenuteci. In tempi moderni sono solitamente eseguite  da gruppi di musica barocca, gruppi specialistici con strumenti antichi. Antonio Pappano ha voluto affrontare la sfida, riducendo il numero degli orchestrali  e cercando di trovare voci adeguate, nel coro e nella scelta dei solisti, nonostante l’interpretazione non filologica.  Rispetto alla Passione secondo Matteo , la Passione secondo Giovanni colpisce per la forte drammaticità, immettendo l’ascoltatore subito nel susseguirsi degli eventi della Passione. Bach ha attinto per la narrazione a 12 testi assemblandoli.  La lunga introduzione orchestrale  (pedale del basso sovrastato da quartine di archi e fiati ) viene squarciata dal grido “Herr, Uns herrscher”.  La costruzione consta di 40 numeri divisi in due parti . La prima parte è dedicata al tradimento di Pietro, pagina d’intensità sconvolgente, e al conseguente arresto di Gesù e consta di 9 recitativi, 3 cori, 3 arie solistiche (una per contralto, una per soprano e una per tenore) e 4 corali. La seconda parte abbraccia gli eventi compresi fra l’interrogatorio davanti a Pilato, fino alla morte e alla deposizione e consta di 22 recitativi,12 cori, 7 arie (3 per basso,2 per tenore, una per contralto, una per soprano) e 6 corali.  Le voci maschili interpretano i personaggi protagonisti degli eventi narrati: l’evangelista (voce narrante), Gesù, Pilato, le voci femminili , contralto e soprano  i sentimenti dei testimoni di quegli eventi, insieme ai corali, espressione della fede semplice dei discepoli.  I  cori si fanno  espressione drammatica del popolo ebraico,determinante nella condanna di Cristo con il grido “Crucifige”.

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Chiara ed espressiva, curata nel fraseggio, la voce del tenore Andrew Staples, al quale viene affidato il racconto della passione in tutto il suo  drammatico svolgimento e 3 arie, una nella prima e due nella seconda parte.

I  due bassi, nei difficili ruoli del governatore Pilato, impegnato nel tentativo di salvare Gesù e di Gesù stesso, il mite e giusto sacrificato per l’umanità, rivelano una voce intensa e profonda e capace di esprimere la forte drammaticità di quell’evento.  In particolare l’aria finale della seconda parte “Mein teurer heiland”, accompagnata magistralmente dagli archi, trasporta l’ascoltatore in un’atmosfera quasi  ultraterrena.

Le voci femminili sono espressione della fede, della pietà, dei sentimenti più profondi.  Le arie sono accompagnate da due viole d’amore, dall’oboe, dal liuto e  dalla viola da gamba nella grande aria contraltistica. Delicata e raffinata la voce dell’Hallenbergh (di cui invitiamo all’ascolto del suo Cd dedicato alla Marcolini prima musa di Rossini) mentre la voce del soprano acquista spessore ed espressività  soprattutto nell’aria della seconda parte “Zerfliesse, mein Herze”, aria di una delicatezza struggente.

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Ottimo il livello del coro,  coinvolgente nei due ruoli: il coro, accusatore di Gesù e la corale, espressione, nella  sua delicatezza, della fede sincera nel  Redentore.

Pappano ha offerto in prossimità delle feste pasquali un’interpretazione diversa , ma coinvolgente e riuscita, e un’occasione di meditazione profonda sul mistero pasquale, che Bach e la sua musica espressione di fede autentica, offrono in tutti i tempi. Come asserisce lo stesso maestro , fra i due corali di apertura e di chiusura della narrazione “si compie lo spostamento dal teatro della Passione al teatro dell’anima del credente, sospesa fra cielo e terra.”

Giuseppina Giacomazzi

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Posted in: Musica sacra