La scuola dei gelosi

Posted on 18 gennaio 2017 di

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Musica di Antonio Salieri- Libretto di Caterino Mazzolà
Teatro Pergolesi –Jesi

 Il conte Bandiera- (tenore) –Patrick Kabongo
 La contessa – (soprano)-  Francesca Longari
 Blasio -marito geloso di Ernestina- (baritono)-Benjamin Cho
 Ernestina -moglie di Blasio- (soprano)-Eleonora Bellocci
 Lumaca- servitore di Blasio- (baritono)-Qianming Dou
 Carlotta (cameriera di Ernestina- (mezzosoprano)-Ana Victoria Pitts
 Il Tenente (amico del conte, cugino di Blasio)- (tenore)-Manuel Amati

 Direttore- Giovanni Battista Rigon
Orchestra I virtuosi italiani
Regia- Italo Nunziata
Scenografia-Andrea Belli
Costumi-Valeria Donata Bettella
Luci- Marco Giusti

 

Il 13 e il 15 gennaio e il 12 gennaio 2017 in anteprima per gli studenti è andata il scena la prima rappresentazione in tempi moderni della “Scuola dei Gelosi” di Antonio Salieri diretta da Giovanni Battista Rigon . Lo spettacolo è stato realizzato dalla Fondazione Pergolesi- Spontini con la collaborazione  della  Fondazione culturale Antonio Salieri di Legnago, delle Fondazione Teatro delle Dolomiti di Belluno, Maggio Musicale Fiorentino e Teatro Marrucino di Chieti, teatri  nei quali  seguiranno le prossime rappresentazioni.

L’opera fu presentata  la prima volta il 28 dicembre 1778 al teatro San Moisé di Venezia e il 22 aprile 1783  al  Burgtheater  di Vienna, con libretto  revisionato da Lorenzo Da Ponte. Fu un’opera amata immediatamente dal pubblico  per la sua piacevolezza e comicità ed ebbe subito una larghissima diffusione, ammirata da personaggi celebri e uomini di cultura, fra i quali Goethe.

La trama è complessa e basata su intrighi amorosi, tentativi di seduzione e atteggiamenti di gelosia sfrenata all’interno  delle tre coppie protagoniste  e sul rapporto fra le tre classi sociali: nobiltà ormai in fase di decadenza, borghesia in ascesa e  servitù.  Il ruolo del Tenente richiama quello del don Alfonso del mozartiano Così fan tutte, ma in questo caso in difesa del ruolo femminile: la donna libera sarà quella più fedele. Per conquistare una donna più facilmente, aggiungerà  saggiamente il tenente,  bisognerà  andare nella casa di un marito geloso. Nel finale tutti i sentimenti si ricompongono armonicamente secondo i canoni del razionalismo settecentesco.  La gelosia è un sentimento che si oppone allo spirito illuministico. Molti sono i richiami alla musica e ai libretti mozartiani , elemento che mette il luce una collaborazione fra i due musicisti  contemporanei  e che va a sfatare l’accusa di “avvelenamento”di Mozart  da parte di un “invidioso Salieri”, accusa  diffusa  a causa di una serie di interpretazioni prive di fondamento, dell’opera di Puskin, pretesto  per la costruzione letteraria dell’’assassinio di un genio”, e di un famoso dramma (poi film) di Milos Formann.

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La struttura musicale dell’opera si articola nella successione sinfonia, introduzione, recitativi e arie, alcuni duetti. Originalissimi i finali d’atto con sorprendenti e brillanti concertati, che risultano gli elementi più originali dell’opera.

Le voci sono tutte rispondenti  ai ruoli interpretati. Patrick Kabongo (tenore) congolese e Biongick Cho (baritono) coreano si distinguono per limpidezza della voce, fraseggio e dizione  sorprendente per precisione . Chiarezza e capacità interpretativa caratterizzano il baritono cinese Quanming Dou, formatosi in Ucraina,  nel ruolo del servitore Lumaca. La presenza di questi giovanissimi cantanti stranieri evidenzia con piacere la diffusione e la cura per la musica italiana nel mondo. Unica voce maschile italiana il giovane tenore Manuel Amati in un ruolo di primaria importanza, in quanto voce del razionalismo illuministico, determinante nella ricomposizione dei ruoli sociali e familiari rappresentati dalle coppie in preda a gelosia e sentimenti confusi. Tale ruolo è stato assolto in modo brillante per  vocalità chiara e presenza scenica.   Francesca Longari, la contessa gelosa del marito seduttore , seduttore che ricorda il Don Giovanni mozartiano, si distingue per colore e agilità ,  capacità interpretative, altrettanto  l’Ernestina di Eleonora Bellocci, povera moglie vessata da un marito ossessionato dalla gelosia.  La vocalità del mezzosoprano   cinese Quianming Dou presenta  colore e morbidezza.

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L’ambientazione è spostata nel primo ‘900 e la scenografia si presta ad un rapido e facile  cambiamento, suggerendo un’atmosfera intrisa di magia,  piacevole creatività e senso del gioco. La scena è in continuo movimento e realizzata con materiali semplici. Un’automobilina , presumibilmente di legno o cartone, è presente  in vari momenti e suggerisce una continuità nel tempo. Singolari i costumi che si richiamano alla moda del primo ‘900, ma anche per alcuni dettagli ai  costumi del ‘700 . I colori e le stoffe sono africane, coloratissime, ricche di fiori e ornamenti . le coppie presentano negli abiti richiami nel disegno, pur nella diversità del colore.

La regia  conferisce  unitarietà  alla rappresentazione.  Brillante l’esecuzione orchestrale e la direzione.

Uno spettacolo divertente e gradevolissimo che riesce a dare l’idea del gusto di un secolo lontano rispettandone il contesto  e restituendone una versione adeguata alle esigenze della diversità   del momento storico   e della sensibilità.  La Fondazione Pergolesi – Spontini sta  offrendo  al pubblico un grande contributo in tal senso  e ci auguriamo una continuità in tale direzione.

Giuseppina Giacomazzi

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Posted in: Opera