Recital del “basso cantante” Pietro Spagnoli

Posted on 6 gennaio 2017 di

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OPERA ITALIANA FRA SETTECENTO E ROSSINI

 Pietro Spagnoli  Baritono

Giulio Zappa  pianoforte

 

Mercoledi 28 dicembre al teatro Rossini di Lugo nell’ambito del festival Purtimiro ,il basso cantante (questa la definizione giusta nel ‘700 fino poi all’epoca di Rossini)  Pietro Spagnoli. accompagnato al pianoforte dal maestro Giulio Zappa , si è esibito in  un repertorio di arie  incentrate sul passaggio dalla vocalità settecentesca a quella del primo ‘800.

In apertura del concerto Spagnoli ha ricordato il ruolo che il maestro Alessandrini ha avuto sulla sua formazione artistica, soprattutto nella comprensione del linguaggio barocco, al quale il cantante ha dedicato la prima parte del concerto, eseguendo arie tratte da Gluck ( Aria di Paride-attoI da Paride ed Elena,”Oh del mio dolce amor”), da Giuseppe Tommaso Giordani (Caro mio ben), da Franz Joseph Haydn (Ria di Rodomonte- Atto II- Mille lampi di accese faville, dall’Orlando Paladino.), da Floriano Leopold Gassmann, Aria di Delirio “Se di fare l’impresario, atto II da “L’opera seria”), da Antonio Salieri (Aria di Falstaff- AttoI “Nell’impero di Cupido, dal Falstaff). Nell’aria di Gassman, dedicata al ruolo dell’impresario, tematica cara a librettisti e musicisti del  ‘700 , il cantante ha mostrato notevoli  doti interpretative e recitative , facendo presente anche l’attualità dell’argomento.

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La seconda parte è stata dedicata a un repertorio belcantistico, più vicino alla vocalità baritonale, se si pensa che  tale vocalità viene  introdotta da Rossini. Il repertorio barocco privilegia vocalità alte.

Di Mozart sono state eseguite arie tratte dal Don Giovanni (Recitativo e aria di Leporello “Madamina il catalogo è questo- Atto I), da Le nozze di Figaro (Aria del conte ; Hai già vionto la causa- Atto III e aria di Figaro :Aprite un po’ quegli occhi, atto III),da Gioacchino Rossini, L’ultimo ricordo, dalla Cenerentola , aria di Dandini Come un’ape nel giorno d’aprile Atto I e di don Magnifico, Sia qualunque delle figlie, Atto II).
L’  estensione, morbidezza  e perfezione del fraseggio, consentono all’artista di affrontare tonalità di basso e di baritono.

Il pubblico ha rivelato un grande entusiasmo, gli applausi sono stati di lunga durata, anche per il brillante  pianista Giulio Zappa, che ha accompagnato il cantante con grande competenza. Due bis: L’aria “Quand’ero paggio” dal Fallstaff di Verdi, omaggio a Shakespeare e  a richiesta del pubblico  “Largo il factotum”dal Barbiere di Siviglia. Un grande, meritato,  successo.

 

Giuseppina Giacomazzi

 

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