Romeo e Giulietta al Teatro Belloni

Posted on 13 dicembre 2016 di

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Spettacolo lirico ideato e narrato da Andrea Scarduelli

 10, 11 dicembre 2016

ZINGARELLI  |  Giulietta e Romeo  |  1796
CRESCENTINI  |  Aria per Giulietta e Romeo di Zingarelli  |  1796
VACCAJ  |  Giulietta e Romeo  |  1825
BELLINI  |  I Capuleti e i Montecchi  |  1830
MARCHETTI |  Romeo e Giulietta  |  1865
GOUNOD  |  Roméo et Juliette  |  1867
ZANDONAI  |  Giulietta e Romeo  |  1922

Lucrezia Drei  |  soprano
Serena Erba  |  soprano
Mayuko Sakurai |  mezzosoprano
Carlos Cardoso  |  tenore
Simone Liconti  |  tenore

Stefano Giannini |  concertatore e pianista
Andrea Scarduelli  |  ideatore e narratore

Marco Belloni  |  regia alle scene
Giovanni Belloni  |  maestro alle luci

 

Penso che pochi teatri in Italia possano proporre uno spettacolo così articolato e ben fatto come quello eseguito in queste due giornate al Teatro Belloni.
Innanzitutto una ricerca storica e musicale sulle fonti che hanno ispirato il mito dei due sfortunati amanti, in calce a questo articolo troverete l’elenco delle ricerche portate aventi dall’infaticabile Andrea Scarduelli che ha dato il suo meglio.
Lo spettacolo è durato tre ore e mezza per la felicità di un pubblico preparato che accoglie questi concerti non come momento di intrattenimento ma come proposta culturale.
In questo caso si è fatto uno excursus da Giulietta e Romeo di Zingarelli del 1796 fino a quello di Zandonai del 1922.

Scarduelli ci ha spiegato, nei numerosi aneddoti, che se si legge il titolo Giulietta e Romeo ci troviamo davanti alla tradizione letteraria italiana mentre nel caso il titolo sia invertito Romeo e Giulietta ci troviamo davanti alla tradizione shakesperiana.

La voce di Romeo in particolare è cambiata durante i decenni passando da quella ci contralto maschile a contralto femminile, da mezzosoprano a tenore; un mutamento veramente impressionante relativo alla grande evoluzione di costume e gusto nelle varie epoche.

Girolamo Crescentini il grande evirato cantore del ‘700 compose per se stesso l’aria finale del Giulietta e Romeo di Zingarelli: Mayuko Sakurai mezzosoprano giapponese ha affrontato con buona perizia l’aria intrisa di spirito classicista, dove gli affetti sono ben misurati. Alcune lunghissime frasi sembrano già presagire episodi belliniani.

Alcuni anni dopo a Milano al Teatro della Canobbiana assistiamo ad uno dei primi finali tragici sulle scene (insieme a Otello e Gabriella di Vergy) nella Giulietta e Romeo di Vaccaj compositore di Tolentino nelle Marche. Mayuko Sakurai non ha paura degli affondi verso il grave della sua parte che spesso scende fino al si bemolle o la sotto il rigo. La voce è spessa e molto sonora  fa da contrasto al soprano Serena Erba dotata di un buon legato e dal timbro logicamente più chiaro. Nel finale ascoltato sono strazianti gli ultimi aneliti di Romeo dipinti meravigliosamente da frasi spezzate e ritmi sincopati.

5 brani sono stati scelti dal capolavoro di Bellini che utilizza il libretto di Vaccaj poiché ebbe pochissimo tempo per la composizione: attinse per la musica anche da Adelson e Salvini e sopratutto dalla sfortunata Zaira parmense. Rifuse tutta la materia con la sua maestria ed ecco il capolavoro che è in repertorio ancora oggi. Il Maestro Stefano Giannini ha eseguito la movimentata sinfonia dell’opera che non lascia respiro dalla prima all’ultima nota con quel suo ritmo marziale e gli incalzanti crescendo. Complimenti per il virtuosismo dimostrato. Carlos Cardoso ci delizia con l’aria di Tebaldo tratta dall’introduzione dell’opera. Un tenore in un ruolo particolare essendo protagonista il soprano e il mezzo. Buno l’accento di Cardoso, frasi delle volte un poco troppo incandescenti per il 1830 ma molta passione espressa in quest’aria guerresca. Lucrezia Drei rende molto intima la scena di sortita di Giulietta con un “Oh! Quante volte” dalla perfetta linea sostenuta, con fiati lunghissimi e il canto a fior di labbra. L’aria è ispirata all’aria del salce nell’Otello rossiniano se non altro per l’uso dell’arpa. Belli e movimentati i due duetti rispettivamente tra Giulietta e Romeo e Tebaldo e Romeo che davano senso alla selezione dell’opera belliniana proposta.

Si è passati quindi a Zandonai con due brani “Son la vostra sposa” dove contava molto la recitazione verbale essendo un’aria quasi “parlata”: Serena Erba ha colto lo spirito segreto di questa forma inusuale mentre il tenore Simone Liciotti non ha fatto trasparire la potenza della sua aria “Giulietta! Son io!”: la voce per quanto intonata è risultata piccola e poco espressiva.

Il Festival di Martina Franca ci offre sempre rarità assolute ogni estate e da qui ha pescato il Teatro Belloni proponendo un’aria dal Romeo e Giulietta di Filippo Marchetti (a cui è dedicato il teatro di Camerino) : “Esci o notte divina” canta da Lucrezia Drei è stata una luce che adagio adagio si è messa a brillare fino ad abbagliare il pubblico. L’opera di Marchetti è stata eseguita nell’estata del 2005 nella cittadina pugliese.

Il pubblico poi è impazzito per i tre brani proposti dal capolavoro di Charles Gounod, Roméo et Juliette. Un’opera in cinque atti che fu rimpolpata per l’esecuzione all’Opéra parigina con cori, epitalamo e un lungo balletto. Famosi i 4 duetti d’amore di 4 foggie diverse che caratterizzano questo melodramma.

Lucrezia Drei ha infiammato la sala con il coinvolgente valzer “Ah! Je veux vivre” dove una giovanissima Giulietta dice di non essere ancora pronta per l’amore. Coloratura sofisticata e una cadenza di grande ampiezza sono le due caratteristiche che l’hanno premiata.

Carlos Cardoso è risultato più in ruolo con questo Roméo passionale sia nell’aria “Ah! Lève-toi soleil” (ricordate Kraus) che nel successivo duetto. Entrambe le voci sono state potenti e piene di amore: amore è proprio la parola chiave di queste opere, amore e morte come ultimo anelito.

A questo duetto di Gounod si è ispirato Liszt con una trascrizione “Les Adieux” molto impegnativa che ha avuto una ottima interpretazione del pianista Stefano Giannini che ha superato senza tema passaggi trascendetali. Durante tutto il concerto abbiamo visto spezzoni di film muti e sonori di rara reperibilità e alcuni ascolti tra cui la versione musicale di Cajkoskji.

Con questo straordinario concerto si chiude la prima parte della stagione invernale, in attesa della ripresa a gennaio con il compleanno di Mozart.

Non mancate mercoledì 14 dicembre al concerto di Natale che il Teatro Belloni ha in programma al Teatro Giuditta Pasta di Saronno. Una piccola trasferta per festeggiare insieme il natale.

FABIO TRANCHIDA

LE FONTI LETTERARIE

Publio Ovidio Nasone (43 a.C.-18d.C)
Piramo e Tisbe da Metamorfosi IV libro vv 55-166 (8 d.C.)

Dante Alighieri (1265-1321)
La Divina Commedia, Purgatorio VI canto vv 106-108 (1304-1321)

Masuccio Salernitano (1410-1475)
Mariotto e Ganozza, Novella XXXIII da Novellino (1476)

Luigi da Porto (1485-1529)
Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti (1530)

Matteo Bandello (1484-1561)
La sfortunata morte di dui infelicissimi amanti che l’uno di veleno e l’altro di
dolore morirono, con vari accidenti, Novella IX della II parte, da Luigi da Porto (1544)

Gherardo Boldiero (1497-1571)
L’infelice amore dei due fedelissimi amanti Giulia e Romeo scritto in
ottava rima da Clizia, nobile veronese ad Ardeo suo (1553)

Pierre Boaistuau (1500-1566)
La Legende de Roméo et Juliette, da Matteo Bandello (1559)

Arthur Brooke (?-1563)
The Tragicall Hystorye of Romeus and Juliet (1562)

William Painter (1540-1594)
The Palace of Pleasure, tradotta e adattata dalla novella di Matteo Bandello (1567)

Luigi Groto (1541-1585)
Hadriana (1578)

Félix Lope de Vega y Carpio (1562-1635)
Romeo y Julieta (1590)

Girolamo Dalla Corte (1529-?)
Dell’Istorie della città di Verona (1592)

William Shakespeare (1564-1616)
The Most Excellent and Lamentable Tragedy of Romeo and  Juliet (1596)

Jean-François Ducis (1733-1816)
Roméo et Juliette (1772), libero adattamento della tragedia
‘The Most Excellent and Lamentable Tragedy of Romeo and  Juliet’ di William Shakespeare

Luigi Scevola (1770-1818)
Le tombe di Verona, ossia Giulietta e Romeo (1818) dalla tragedia ‘The Most
Excellent and Lamentable Tragedy of Romeo and  Juliet’ di William Shakespeare

LE OPERE LIRICHE

Georg Anton Benda  |  Romeo und Julie  |  1776
Johann Gottfried Schwanenberger  |  Romeo e Giulia  |  1780
Sigismund von Rumling  |  Roméo et Juliette  |  1784
Luigi Marescalchi  |  Romeo ey Julieta  |  1789
Nicolas Marie Dalayrac  |  Tout pour l’Amour, ou Roméo et Juliette  |  1792
Daniel Steibelt  |  Roméo et Juliette  |  1793
Niccolò Antonio Zingarelli  |  Giulietta e Romeo  |  1796
Bernardo Porta  |  Roméo et Juliette  |  1809
Pietro Carlo Guglielmi  |  Romeo e Giulietta  |  1810
Nicola Vaccaj  |  Giulietta e Romeo  |  1825
Eugenio Torriani  |  Giulietta e Romeo  |  1828
Vincenzo Bellini  |  I Capuleti e i Montecchi  |  1830
Leopold Damrosch  |  Romeo und Julia  |  1862
Anton Storch  |  Romeo und Julie  |  1863
Melesio Morales  |  Romeo e Giulietta  |  1863
Filippo Marchetti  |  Romeo e Giulietta  |  1865
Charles Gounod  |  Roméo et Juliette  |  1867
Paul Xavier Désiré Marquis d’Ivry  |  Les amants de Vérone  |  1867
Antonio Mercadal y Pons  |  Romeo y Julieta  |  1873
Frederick Delius  |  A Village Romeo and Juliet  |  1901
Harry Rowe Shelley  |  Romeo and Juliet  |  1901
George Williams Louis Marshall-Hall  |  Romeo and Juliet  |  1912
Johm Edmund Barkworth  |  Romeo and Juliet  |  1916
Conrado del Campo y Zabaleta  |  Romeo y Julieta  |  1922
Riccardo Zandonai  |  Romeo e Giulietta  |  1922
Heinrich Sutermeister  |  Romeo und Julia  |  1940
Boris Blacher  |  Romeo und Julia  |  1943
Gian Francesco Malipiero  |  Romeo e Giulietta  V episodio da ‘Mondi celesti e infernali’  |  1950
Krešimir Fribec  |  Romeo j Julija  Scene liriche)  |  1954
Edmond Gaujac |  Romé et Juliette  |  1955
Rick Gerber |  Roméo et Juliette  |  1961
Jacobo Ficher |  Romeo, Julie a tma de  |  1962
Bernadetta Matuszczak |  Julia j Romeo  |  1967
Pascal Dusapin |  Roméo et Juliette  |  1989

FONTI E RICERCHE A CURA DI ANDREA SCARDUELLI

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