Harding e la Resurrezione di Mahler

Posted on 13 dicembre 2016 di

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Daniel Harding alla Scala

G. Mahler: Sinfonia n.2 “Resurrezione”

Direttore: Daniel Harding
Soprano: Anna Lucia Richter
Contralto: Anna Larsson
Maestro del Coro: Ciro Visco
Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Grande era l’attesa per uno degli appuntamenti di spicco della Stagione Sinfonica 2016/17 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: la Seconda di Mahler diretta da Daniel Harding. Gli elementi per una grande esecuzione c’erano tutti: Orchestra e Coro dell’Accademia al gran completo, un direttore d’eccezione e un brano ideale per esaltare le doti delle due compagini e della bacchetta che le guida. Se ci aggiungiamo poi l’occasione della commemorazione dei due anni dalla scomparsa di Claudio Abbado, che con Mahler e Harding ha avuto notevoli trascorsi, ecco ulteriore significato per un concerto che non ha tradito le aspettative.

Da subito nel gesto di Daniel Harding è evidente l’eredità del Maestro, che anni fa a Lucerna aveva lasciato proprio al suo allora giovanissimo allievo la direzione di una Seconda di Mahler per sua indisposizione. La padronanza della bacchetta è evidente, sia nella scansione dei ritmi che nel dare gli attacchi, come d’altronde Harding ci ha già abituato. Col passare degli anni notiamo tuttavia una sempre maggior efficienza ed economia dei mezzi di direzione dell’inglese, che non lascia oramai più nulla al caso o al vezzo direttoriale. D’altro canto, sul fronte interpretativo la pur ottima prestazione tecnica non riesce a cancellare la sua nomea di grande promessa ancora non del tutto mantenuta. Dove Abbado scovava con straordinario intuito piccole rivelazioni nelle pieghe della partitura, Harding si limita a rendere il più trasparente e chiara possibile la trama orchestrale e contrappuntistica, riuscendo a dare un tocco personale solo nei tempi più concitati.

Al suo servizio abbiamo trovato un’orchestra decisamente in stato di forma eccellente, reattiva e compatta, intensa e duttile. Non si sbaglia quando oggi si afferma che questa è per distacco la miglior orchestra italiana, nonché una delle poche capace di frequentare il grande repertorio tedesco senza timori. Salvo pochissime eccezioni, anche la risposta degli ottoni è stata eccellente. Positiva anche la prova del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretto da Ciro Visco, che ha trovato sia i colori dei diversi timbri che le escursioni dinamiche di cui Mahler fa grande uso (piccoli assaggi di quanto farà poi nell’Ottava Sinfonia).

Adeguata seppur con meno entusiasmi la scelta delle due soliste. In particolare il giovane soprano Anna Lucia Richter ha esordito con suoni non perfetti, a testimoniare una tecnica non del tutto sicura. Nel prosieguo è riuscita comunque a registrare meglio l’intonazione e a sfruttare il (pericoloso) vibrato largo della voce a fini drammatici. Più solida la prova dell’esperta Anna Larsson, contralto specialista di queste parti che ha dalla sua parte un timbro scuro molto efficace che compensa il volume non immenso della voce.

Applausi scroscianti e battimani ritmati al termine per tutti gli interpreti, a dimostrazione dell’entusiasmo del pubblico conquistato da un brano non semplice ma ricco di significati che, portati al giusto modo all’orecchio, possono toccare tutti. Così è stato in questa esecuzione di ottimo livello tecnico, caratterizzata soprattutto da grande chiarezza espositiva e quindi da una retorica musicale diretta ed efficace.

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Posted in: Sinfonica