I Re nelle opere di Verdi

Posted on 30 novembre 2016 di

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26, 27 novembre 2016

soprano Alice Quintavalla
mezzosoprano Mayuko Sakurai
tenore Bum Joo Lee
baritono Kwanghyun Kim
basso Davide Hong Shin Kil
  basso Elcin Huseynov

  concertatore e pianista Raffaele Cortesi
ideatore e narratore Andrea Scarduelli

 

 

 

Il teatro Antonio Belloni ogni volta ci stupisce per l’intelligenza della sua programmazione. Sono i temi ogni volta trattati ad affascinarci per il taglio originale e nuovo che si dà al mondo della lirica. Andrea Scarduelli ha deciso di illustrare i più importanti Re nelle opere verdiane sottolineando anche l’aspetto storico e specificando nel programma di sala con estrema precisione gli anni di vita e di regno di questi importanti personaggi dando un chiaro quadro storico a le vicende narrate da Verdi.

Giustamente sono stati sostituiti il Duca di Mantova e Riccardo con i corrispettivi Francesco I re di Francia e Gustavo III re di Svezia, camuffati da una maldestra censura del tempo.

Ecco le opere trattate anche con più brani: Un giorno di regno, Nabucco, Ernani, Giovanna d’Arco, Attila, Macbeth, La battaglia di Legnano, Rigoletto, Un ballo in maschera, Don Carlo e Aida.

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Alice Quintavalla nei panni della Marchesa del Poggio (Un giorno di regno) ci ha stupito con una nobilissima cadenza interpretando giustamente il motto “sospirar…” seguita da una briosa cabaletta. Ottimo il recitativo nella Giovanna d’Arco e delicate le terzine a mo’ di coloratura ne “O fatidica foresta”.

Drammatica e piangente nel duetto con Amonasro un autorevole Kwanghyun Kim dalla buona pronuncia e dalla morbidezza della linea vocale; “Oh de’ verd’anni miei” non poteva esser cantato meglio con quel movimento ondulatorio erede del belcanto italiano. Scarduelli ci ha spiegato che Carlo I re di Spagna era all’epoca giovane e quindi era sbagliato riferirsi ai “verd’anni” ma i baritoni nella storia dell’opera rappresentavano spesso personaggi maturi.

Rarità assoluta che ci ha molto deliziato: Kim ha cantato “Mal per me che m’affidai” la morte di MacBeth che fu espunta per Parigi. Un finale disadorno molto drammatico che pochi conoscono tutto a favore del primo interprete del ruolo Felice Varesi.

Buon il legato di Davide Hong Shin Kil nel ruolo di Zaccaria: voce veramente ampia e sonora che avuto il suo acme nel duetto con il grande inquisitore nel Don Carlo. Un pezzo mirabile dove le due voci di basso fanno a gara a percorrere tutte le sfumature drammatiche del loro registro. Bravo quindi anche all’altro basso Elcin Huseynov  impegnato solo in questo ruolo.

Non ci è piaciuto molto il tenore scelto in questi due appuntamenti, Hyuksoo Kim dalla voce non priva di durezze, e da un registro non omogeneo.

Bravissima Mayuko Sakurai, che dopo la lunga prova in Suzuki, nella Madama Butterfly 1904 targata Belloni, ci ha cantato l’aria di Eboli con un’enfasi incredibile, svettando con acuti al limite del registro di mezzosoprano con ottimi risultati.

Ksenia Khovanova, soprano russo, ci ha deliziati con una scena del sonnambulismo molto partecipata: Lady MacBeth ben interpretata con una linea di canto che aderiva molto bene alle parole dette quasi in trance.

Raffaele Cortesi ci è parso fin da subito pianista eccezionale, attento alle esigenze vocali. Il suo ottimo tocco gli ha permesso di ergersi protagonista in due brani pianistici a conclusione delle due parti del concerto. La preghiera “Salve Maria” da Jérusalem e il Duetto finale dell’Aida nelle due difficilissime trascrizioni di Liszt. Un tocco veramente unico che ha impreziosito il concerto da tutto esaurito.

Nello stesso giorno un secondo gradito appuntamento dedicato alla memoria di Maria Callas. Andrea Scarduelli ha creato un vero e proprio format, un trademark che ha avuto numerose repliche ogni volta perfezionandosi sempre più.

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Hommage à Maria Callas cerca con sei voci femminili di ricreare il mito della cantante greca. Le opere trattate sono Carmen, Aida, Tosca, Faust, La Gioconda, Norma,  Rigoletto, Macbeth, Pagliacci, Il trovatore, Anna Bolena, La traviata, La sonnambula, Il barbiere di Siviglia e La bohème.

In questa nuova riproposta della vita di Maria Callas si sono cimentate:

Lucrezia Drei, soprano di coloratura
Serena Erba, soprano lirico leggero
Elisa Maffi, soprano lirico
Alice Quintavalla,  soprano lirico-drammatico
Ksenia Khovanova,  soprano drammatico
Claudia Roberta Strano,  mezzosoprano

Stefano Giannini è stato un ottimo concertatore e pianista e ci ha piacevolmente sorpreso con il lungo preludio alla scena del sonnambulismo di Lady MacBeth creando il giusto mood.

Siamo sicuro che questo concerto verrà riproposto ancora e ancora arricchendosi sempre di nuovi elementi per documentare al meglio i mille aspetti della voce della grandissima cantante.

Il 9 e 10 dicembre prosegue la stagione con diverse interpretazioni del mito di Romeo e Giulietta.

Fabio Tranchida

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