Callas, Di Stefano, Simionato, Pasero e le opere tradotte in italiano

Posted on 24 ottobre 2016 di

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soprano: Bianca Tognocchi
mezzosoprano: Claudia Roberta Strano
tenore: Carlos Cardoso
tenore: Chuan Wang
basso: Davide Hong Shin Kil

concertatore e pianista: Stefano Giannini
ideatore e narratore: Andrea Scarduelli

 

Arie da Il flauto magico, Il ratto dal serraglio, Marta, Lohengrin, Faust, Dinorah, I pescatori di perle, L’africana (Vasco da Gama), Mignon, Carmen, Amleto, Werther

“Le grandi voci che cantavano le opere straniere in lingua italiana” è uno spettacolo lirico ideato e narrato da Andrea Scarduelli: fino agli ’60 infatti tutte le principali opere venivano cantate in traduzione italiana, sia i capolavori francesi, tedeschi ed anche russi. Poi l’attenzione verso la prosodia ha fatto si che il rispetto della lingua originale divenisse la regola e ora difficilmente andremmo a teatro ad ascoltare Wagner in italiano alterando il dettato musicale.

Ci sono però ancora teatri nazionali come ENO di Londra o la Volk Oper di Vienna dove si traducono e cantano le opere solo in inglese e tedesco rispettivamente. Ciò e’ valido sopratutto per le opere buffe che necessitano spesso un adattamento specie nei dialoghi o recitativi per essere apprezzate appieno. Ne è un esempio la Komische Oper di Berlino che sfrutta il tedesco per esempio per tutte le operette di Offenbach.

Scarduelli quindi ha ideato un salto temporale per rivivere questa tradizione che in Italia si è persa, rivivendo per due sere nello scrigno prezioso del Teatro Belloni a Barlassina.

Grazie a Marco e Giovanni Belloni lo spettacolo è stato ancora più coinvolgente sfruttando un ampio schermo che permetteva la proiezione dei primissimi piani degli artisti e delle fluenti mani del pianista e concertatore Stefano Giannini dal tocco morbido e avvolgente, capace di sottolineare ogni dinamica.

Si è scelto di ascoltare la registrazione di Di Stefano in “M’apparì” di Marta un pezzo di una semplicità disarmante che brilla nella purezza della sua voce.

Il basso Davide Hong Shin Kil ha voce ampia e piena per cantare l’aria di Sarastro e la pronuncia è davvero ottima. Rutilante nella canzone di Mefistofele che mette a dura prova la sillabazione, Kil supera la prova pienamente. Morbida la ninna nanna tratta dalla Mignon.

Bianca Tognocchi fa un miracolo nell’evidenziare le due voci, quella di Dinorah stessa e quella dell’ombra che pensa le risponda. Difficilissimo era il compito a causa di una coloratura insistente, ma Bianca cesella con estrema cura ogni frase culminando in un valzer invitante con una amplissima cadenza scritta da Meyerbeer che da sola vale il brano. Giustamente è stato collocato a fine della prima parte il brano “Tutte le torture” tratto da Il ratto dal serraglio un tour de force incredibile: virtuosismi anche in pianissimo, uniforme la sua voce nella regione acuta in una caleidoscopica variazione di ritmi ideati dal grande salisburghese. Lei stessa concludeva il concerto con la pazzia di Ofelia sempre a ritmo di Valzer, infatti siamo nel 1868 e il Secondo Impero ormai agli ultimi fuochi di artificio aveva proprio imposto il valzer a tutti i parigini.

Carlos Cardoso realizza un Faust intimistico in “Salve dimora casta e pura” con una deciso crescendo di emozioni fino all’ampio acuto finale. Nadir si innamora della voce di Leila e così Cardoso ci entusiasma in “Mi par d’udire ancor” con acuti ben proiettati e generosi. Generoso anche nei colori, il tenore di dona l’ultima gemma interpretando Vasco da Gama nella immortale “O paradiso”  dove l’accompagnamento straniante del pianoforte coi suoi tremoli insisteva sullo stupore del navigatore che arriva in India per la prima volta. Cardoso è per nascita portoghese, nessuno meglio di lui avrebbe quindi potuto tentare l’impresa. Per la cronaca all’aria presentata segue una cabaletta in Moderato con una coro di selvaggi che tenta di uccidere lo sfortunato tenore, un ampio brano di rara drammaticità.

L’altro tenore Chuan Wang, al suo debutto al Belloni ha cantato solo un aria dal Wether “Ah! Non mi ridestar” la voce non è ampia ma ben educata e la pronuncia è molto chiara.

Claudia Roberta Strano ha proposto sempre dal Werther l’aria di Carlotta: ha voce molto calibrata in questa meditativa aria che necessitava legati realizzati a dovizia dal mezzosoprano. E’ straniante sentire Carmen con la sua Habanera in italiano, ormai abituati alla versione originale ma Caludia Roberta Strano ha puntato più sulla eleganza delle frasi che alla graffiante seduzione della sigaraia.

Tutte queste arie assumono una magia con il cambio di lingua, un altra dimensione caricando di colori diversi ogni singola frase. A Londra fin dai tempi di Handel fino a tutto il regno della Regina Vittoria l’opera doveva essere SOLO italiana, e se di altro idioma tradotta in italiano necessariamente. Dovrebbe esistere un teatro a Milano, come il Lirico, che proponesse ancora questa usanza che il Teatro Belloni ha fatto rivivere con grande apprezzamento del pubblico. Per fortuna esistono tante registrazioni di questa tradizione che faceva dell’italiano la lingua dell’arte musicale. Andrea Scarduelli e il Maestro Giannini hanno fatto una grande lavoro per recuperare queste versioni ormai obliate e i risultati ottimi sono stati evidenti.

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Doppio spettacolo al Belloni sabato 22 ottobre poiché alla sera si è riproposto il concerto dedicato a Rossini della passata stagione.  Sono intervenuti Elisa Maffi, Serena Erba, Livio Scarpellini, Lucas Moreira Cardoso, Davide Hong Shin Kil e Elcin Huseynov. Tutti bravi nelle numerose farse e opere buffe proposte per un pubblico dove non mancavano tanti bambini dai 5 anni in su. Il Teatro Belloni fa molte iniziative per i giovani e giovanissimi, con un coro a loro dedicato, invitando scuole e ragazzi agli spettacoli. Il quintetto dal Barbiere di Siviglia è stato addirittura bissato per la gioia di tutto il pubblico, un vero pezzo di teatro su questo piccolo ma grande palcoscenico.

Organizzare due spettacoli diversi nella stessa giornata non è certo facile ma la famiglia Belloni ha superato anche questa ardua prova con una proposta culturale di alto livello.

Fabio Tranchida

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Posted in: Opera, Recital