Micheal Spyres omaggio ad Andrea Nozzari

Posted on 19 ottobre 2016 di

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Tenore: Micheal  Spyres
Direttore:David Parry

Maestro del Coro:Lorenzo Fratini
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

 

 

Il tenore americano Micheal Spyres nato a Mansfield nel Missouri è ormai considerato una stella internazionale con numerose esecuzioni da Londra a Parigi, da Barcellona ad Amsterdam. La sua presenza a Pesaro ha prodotto negli ultimi anni spettacoli eccellenti: Aureliano in Palmira, Ciro in Babilonia e La donna del lago i primi due già disponibili in Dvd. Il legame con Rossini è particolarmente forte tanto che ha già interpretato i ruoli principali in Guillame Tell, Il viaggio a Reims, La gazza ladra, La gazzetta, Otello e Le siège de Corynthe. Stiamo parlando in particolare del suo rapporto con il pesarese poiché il concerto odierno riguarda il grande Andrea Nozzari creatore del ruolo da tenore in tutte le opere napoletane. Mentre Giovanni David non ebbe una presenza completa nelle sperimentali opere per il San Carlo, Nozzari le eseguì dalla prima all’ultima, passando dall’eroe amoroso (Leicester, Otello, Rinaldo) a ruoli da baritenore deuteragonista come Agorante, Pirro e Antenore nelle composizioni successive.

Dotato di un’estensione di due ottave, capace di scendere negli abissi dopo aver scalato verso gli acuti, impressionava il pubblico di allora come Micheal Spyres ha impressionato tutti noi con un programma di difficoltà estrema in quanto una sola aria proposta sarebbe stata sufficiente per una serata.

Ecco il programma in dettaglio per mettere in evidenza il coraggio del giovane tenore.

Gioachino Rossini

Cavatina di Otello: “Ah sì, per voi già sento”
Aria di Antenore (Zelmira): “Mentre qual fiera… ah! dopo tanti palpiti”
Sinfonia da Ermione

Giovanni Pacini
Aria di Alessandro (Alessandro nelle Indie): “Oggetto sì adorabile… Perché fra tanti affetti”

Gioachino Rossini
Cavatina di Pirro (Ermione): “Balena in man del figlio”
Aria di Rodrigo (La donna del lago): “Eccomi a voi”
Aria di Leicester (Elisabetta, regina d’Inghilterra): “Della cieca fortuna”

Giovanni Simone Mayr
Sinfonia da Medea in Corinto
Cavatina di Giasone: “Amor per te penai”

Gioachino Rossini
Scena e aria di Agorante (Ricciardo e Zoraide): “Minacci pur: disprezzo”

Firenze, ottobre 2016. Un monento del concerto all'Opera di Firenze con il maestro David Parry, il tenore Michael Spyres e l'Orchestra ed il Coro del Maggio Musicale Fiorentino. Florence, October 2016. A moment at the Opera di Firenze of the concert with director David Parry, tenor Michael Spyres and the Orchestra and Chorus of the Maggio Musicale Fiorentino.

La voce di Micheal Spyres ha raggiunto una maturità perfetta, ed è robusta su tutto il registro, ottima la dizione italiana che permette di “spiccare” la frase, di far intendere i dettagli. Tutto il concerto è stato un fuoco di artificio con le sue super-umane acrobazie che gli permettevano salti di due ottave, nel compiacersi soffermandosi nel suo impressionante registro grave, nei sovracuti di passaggio e tenuti alcuni prescritti da Rossini tal’altri estemporanei.

Un Otello imperioso, grande condottiero militare sottolineato dall’ossessivo ritmo puntato ha brillato in tutto il brano e specie nella coda  con una ascensione e una discesa virtuosistica a suggello.

Antenore è un ruolo dell’estrema maturità rossiniana, un ruolo a mio parere più difficile tecnicamente del successivo Assur: nell’aria il baritenore è fatto omaggio di una prima esposizione lunghissima grazie alla perizia armonica che rende sempre rinnovata la melodia. Manca il “serpentone” ha sottolineare l’ingresso dei sacerdoti impersonati dal coro preparato con perizia da Lorenzo Fratini, ne segue la cabaletta sempre concisa ma modificata da Micheal Spyres con rallentando e accelerando al verso “Non posso esprimere” gareggiando a mettere in mostra passaggi stratosferici verso le regioni acute. Anche qui la coda è adorna da passaggi con scalette acutissime che creano una tensione davvero palpabile.

Pacini ebbe il suo debutto napoletano proprio con Alessandro nelle Indie e Nozzari beneficiò di una bella aria qui proposta. Pacini era conosciuto come “il Maestro della cabalette” e qui ce ne da una prova con un motivo puntato subito memorizzabile che sviluppa poi in maniera assai originale con pochi interventi del coro e originalità nelle frasi tutte sulle spalle del tenore che riesce vittorioso anche in questa prova. Nell’aria di Pirro che farebbe tremare i polsi a chiunque. Spyres sembra sprezzante del pericolo anzi fa di più: nel cantabile “Deh serena i mesti rai” inizia la frase un’ottava sotto rispetto a quella prescritta e la modifica poi, ascendendo. Abbiamo ascoltato tre repliche di Donna del Lago quest’estate e il tenore ha confermato qui le sue capacità nel verso “Se meco siete, io volo” frase che era tagliata già al tempo di Rossini (insieme al Terzetto del secondo atto). Modernissimo lo sviluppo dell’aria di Leicester con il sonno del condottiero interpretato da due ottavini e con l’accrescere la tensione mano a mano. Immaginiamo i napoletani dapprima sospettosi, non avendo mai sentito musica di Rossini prima di Elisabetta, e poi sicuri di aver trovato un genio.  L’aria di Mayr per quanto ben scritta non ci suscita le stesse emozioni della cavatina di Agorante preceduta da un Preludio, un Ballo, una Banda e un Coro: questo per dire di come Rossini preparava la sortita alla grande star Andrea Nozzari. Anche in quest’ultimo brano Spyres è stato impeccabile e ha sostenuto bene l’aria tripartita emergendo nettamente sul folto coro.

Firenze, ottobre 2016. Un monento del concerto all'Opera di Firenze con il maestro David Parry, il tenore Michael Spyres e l'Orchestra ed il Coro del Maggio Musicale Fiorentino. Florence, October 2016. A moment at the Opera di Firenze of the concert with director David Parry, tenor Michael Spyres and the Orchestra and Chorus of the Maggio Musicale Fiorentino.

Merito del successo è anche del veterano direttore David Parry conosciuto a Pesaro nel 1996 dove dirigeva proprio Ricciardo e Zoraide e di cui vi consigliamo tutte le incisioni per Opera Rara. Vero intenditore, Parry conosce ha perfezione le voci e i ritmi spesso nervosi e incalzanti del Rossini serio. Assecondato da un’orchestra e coro di buon livello ha permesso la ottima riuscita di questo concerto irripetibile suggellato con un bis: la cabaletta di Rodrigo, in un gesto di massima generosità del tenore americano che presto inciderà un cd per Opera Rara stavolta ad omaggiare Gilbert Duprez.

 

Fabio Tranchida

 

 

 

 

 

 

 

 

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