La giovane Tebaldi al Belloni

Posted on 2 ottobre 2016 di

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Soprano: Elisa Maffi, Alice Quintavalla, Serena Erba, Ksenia Khovanova
Mezzosoprano: Mayuko Sakurai
Baritono: Lucas Moreira Cardoso

Concertatore e pianista: Stefano Giannini
Ideatore e narratore: Andrea Scarduelli
Regia alle scene: Marco Belloni
Maestro alle luci: Giovanni Belloni
Tecnico di palcoscenico: Arturo Monti
Consulente editoriale: Pamela Lizio

Oggi primo ottobre si apre la lunga e articolata stagione al Teatro Belloni per il terzo anno affidata al poliedrico Andrea Scarduelli vincente nelle sue scelte musicali e artistiche. Un format che comprende arie e duetti intervallati da interessanti spiegazioni che incuriosiscono il pubblico, un pubblico da tutto esaurito tanto che sono già numerose le repliche speciali per accontentare tutti come le 4 serate dedicate alla Butterfly edizione 1904.

Come nelle grandi inaugurazioni di stagione ecco oggi uno spettacolo speciale della durata di più di tre ore per riscoprire i primi 7 anni di carriera di Renata Tebaldi, voce d’angelo. Verdi scrisse due volte nelle sue partiture “voce d’angelo”: nel finale del terzo atto del Don Carlos (la voce che redime contro l’oscurantismo dell’Inquisizione) e nel Requiem per Manzoni. La Tebaldi, ci spiega Andrea Scarduelli, ha cantato così tanti ruoli già nei primi anni di carriera che il programma odierno si è concentrato nei primi debutti in tempo di guerra fino agli anni 50 con l’Aida scaligera. Presente in sala un folto gruppo degli Amici del Loggione del Teatro alla Scala che fu un palcoscenico importante per lei. Gino Vezzini presidente dell’associazione è intervenuto con contributi interessanti del rapporto della Tebaldi col tempio milanese.

L’ampio programma è stato concertato dal grande maestro Stefano Giannini a suo agio nelle pagine wagneriane così come nel repertorio italiano e francese, sempre pronto ad assecondare le voci. Il pianista ha dato molta importanza alla contestualizzazione delle singole arie spiegando durante le prove il momento, la psicologia dei personaggi per poter ottenere risultati ottimali. Ecco le opere su cui si è basato il programma: Mefistofele, La bohème, Otello, Lohengrin (in italiano), Mosè in Egitto, Tosca, La Gioconda, Faust, La traviata, Tannhäuser, Don Giovanni, L’assedio di Corinto e Aida.

Marco e Giovanni Belloni grazie al sapiente gioco di regia e di luci hanno fatto scorrere le foto in bianco e nero che ritraevano il soprano nelle sue pose storiche attinenti alle arie cantate.

Ben 4 soprano sono state schierate in questo importante concerto per esemplificare tutte le qualità della Tebaldi:

Elisa Maffi, soprano lirico ospite immancabile al Belloni, dopo un’intensa Mimì caratterizzata dall’ampia frase “Ma quando vien lo sgelo” ci ha proposto Elsa di Brabante in “Sola, nei primi anni”, un Wagner tradotto come si usava all’epoca. Voce con un buon legato e di intensità drammatica, ci ha stupito in Pamira dall’Assedio di Corinto rossiniano. Una preghiera tutta in fior di labbra e intima che ha davvero convinto. L’anno prossimo il ROF di Pesaro presenterà una nuova versione critica dell’opera nella sua versione francese.

Alice Quintavalla è un soprano lirico drammatico dalla voce ben impostata e caratterizzata da notevole robustezza nel registro centrale. Rarissima la parte di Elena nel Mefistofele realizzata con un buon legato fino all’acme dell’aria raggiunto con l’intenso “Ahimè” acuto sensibile e ben intonato. Contrasti di fortissimo e pianissimo nell’Ave Maria dall’Otello ben realizzato dalla Quintavalla nella vera tradizione tebaldiana.

Serena Erba è un giovanissimo soprano lirico che ci ha stupito nella facilità di porgere le frasi nella pirotecnica aria di Margherita del Faust. La regia aveva preparato una cofanetto con i preziosi gioielli per far percepire l’eccitazione della giovane alla vista di tante bellezze. Serena Erba riesce esprimere bene il personaggio, una fanciulla innocente che diventa donna.

Sempre dal Faust il baritono Lucas Moreira Cardoso ha cantato l’impegnativa aria di Valentino che raggiunge note molto acute, quasi estreme per la tessitura: l’esito è stato positivo e convincente come nella meno difficile serenata dal Don Giovanni.

Ksenia Khovanova, soprano lirico spinto, ci ha deliziati in “Suicidio!” dalla Gioconda con il suo registro grave ben impostato, con sicurezza nelle ampie arcate anche se con una pronuncia ancora un poco occlusa. Difetto impercettibile nell’aria di Elisabeth dal Tannhäuser wagneriano, questa volta proposto in tedesco, e cantato con grande passione nella platea tra il pubblico, fatto che ha suscitato ancora più interesse e partecipazione.

New entry Mayuko Sakurai, mezzosoprano giapponese già affermato su scene internazionali come a Bonn e in Corea del Sud. Ottima Amneris in un corrusco duetto con la Quintavalla dove le psicologie erano ben espresse. La Sakurai ha innanzitutto spessore vocale notevole, compattezza nei registri e spiccato senso della parola sempre ben proiettata.

Spettacolo riuscitissimo in tutti gli aspetti, sviluppato dai continui rimandi offerti dalla dialettica di Andrea Scarduelli motore della serata, sempre ricco di stimoli per l’esigente pubblico. Si preannuncia quindi una stagione interessante con 4 appuntamenti autunnali (sviluppati in diverse repliche) e 3 concerti che recuperano il meglio dell’anno scorso intesi sia per il pubblico degli abbonati sia per i tanti nuovi spettatori che affollano il teatro più piccolo del mondo, nato dalla passione della famiglia Belloni che da anni lo sostiene e ne sviluppa le attività.

Fabio Tranchida

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