I promessi sposi al Conservatorio

Posted on 26 ottobre 2015 di

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Lucia: Yeon Yeajin
Renzo: Choung Kyu NamKim Hyuksoo
Don Rodrigo: Zhao Denghui
Fra Cristoforo: Davide Procaccini
La Signora di Monza: Carlotta Vichi
Griso: Kim Chiyong
Agnese: Caterina Piva
Innominato: Zhao Sichong
Cardinale Borromeo: Filippo Rotondo
Tonio: Wang Chang
Vecchio Servo: Daniele Lequaglia

Orchestra e Coro del Conservatorio Verdi di Milano

Direttore: Andrea Solinas
Maestro del coro: Maria Grazia Lascala
Regia: Sonia Grandis

Ottima idea quella di proporre una partitura praticamente scomparsa dalla circolazione ma meritevole di esecuzione: I promessi sposi. L’unica edizione discografica completa della Bongiovanni è un vero e proprio falso storico, poiché non avendo a disposizione la partitura hanno riorchestrato l’opera partendo dal canto piano! Il Conservatorio di Milano, invece, ha fatto le cose veramente sul serio grazie alla figura importante di Marco Pace che collaborando attivamente con Casa Ricordi è risalito all’autografo e ha realizzato le parti con enorme scrupolosità. Si è presentata quindi la partitura autentica di Ponchielli nella versione del Dal Verme del 1872 quando l’opera ebbe una generale revisione, nuovi versi e impostazione degli ultimi due atti conferitagli da Emilio Praga, il poeta scapigliato.

Il Conservatorio con l’aiuto dell’Accademia di Brera ha fatto le cose veramente in grande. Si è realizzata una buca d’orchestra, un imponente impianto scenico con trabattelli, rocchetti ad imitazione di una filanda lecchese e si è completato il tutto con numerose proiezioni ad aumentare l’impianto scenico. Tutti i personaggi avevano costumi completi, e così è stato per i cori dei bravi, dei contadini fino agli appestati del quadro finale.

La partitura ha una certa complessità, sia nei brani solistici che nei grandi assiemi, che nella raffinata orchestrazione portata finalmente alla luce. Tutti i giovanissimi facenti parte di questa avventura hanno svolto un lavoro di notevole valore con buoni risultati. La partitura è stata eseguita nella sua integralità con l’aggiunta dell’assolo di violino prima del finale terzo espunto da Ponchielli per l’edizione a stampa di Ricordi del 1875.

La parte di Lucia è stata cantata da Jeon Yeajin, artista veramente eccellente, intonatissima dalla voce adamantina che ha fatto miracoli nella grande scena concertante con la Monaca di Monza e nella successiva aria “O santa vergine”. In tutti gli ensemble la sua voce risaltava senza tema dei si e do acuti. Ovazioni per lei a fine spettacolo.

Debolissimo invece il Renzo di Choung Kyu Nam a causa di una indisposizione che ha reso necessaria la sua sostituzione al quarto atto con il bravo Kim Hyuksoo che possiamo solo giudicare dalla bella romanza “Ad ogni istante sembrami” con voce discretamente impostante e felice timbro.

Gran parte nell’opera ha il ruolo diabolico (anticipatore di Barnaba) di Don Rodrigo: Zhao Denghui ci è parso più un baritenore che un baritono a tutti gli effetti per la felicità con cui cantava note acutissime tra cui un la bemolle. Bene il duetto con Fra Cristoforo dove nella prima parte rendeva ottimamente la finta compassione. Imponente nella successiva aria della parte seconda “Già il pensier mio dipingemi” ma veramente originale il Dialogo e Gran scena dove il baritono è stato autenticamente drammatico a sottolineare la scoperta della peste e il successivo accanimento contro il Griso e il suicidio repentino.

Fra Cristoforo avrebbe avuto necessità di un importante basso per esprimere tutta la religiosità del personaggio, sicuramente debitore del Prefetto della Linda di Chamounix. Davide Procaccini si è comportato correttamente con alcuni problemi di intonazione, non gravi in una parte che gli stava a dire il vero un poco larga. Bravo comunque nel già citato duetto con Rodrigo che chiude il primo atto dove la sapienza armonica di Ponchielli è ravvisabile nell’accompagnamento corrusco. Buono anche il sermone dell’ultima parte ambientata nel Lazzaretto all’epoca di Ponchielli ancora esistente a Porta Venezia sebbene oltraggiato dall’attraversamento ferroviario.

Ottima Carlotta Vichi la Signora di Monza che evoca il suo passato in una drammatica romanza: la voce mezzo sopranile è risultata adeguata, con ottimi colori ed inflessioni per poi sfociare in una cabaletta dalla potenza verdiana “E’ questo della misera” che non avrebbe stonato in bocca alla contemporanea Eboli. Brava la Vichi anche come attrice interpretando davvero il personaggio pieno di contrasti che nonostante il non ampio sviluppo musicale ha modo di scolpirsi completamente.

Parti di fianco sufficientemente assortite. Buono il coro molto impegnato in quest’opera, certo alcune figurazioni ritmiche non erano perfettamente eseguite ma il risultato è stato comunque apprezzabile.

Orchestra diretta con mano sicura dal maestro Andrea Solinas, qualche piccola imprecisione, specie negli ottoni non ha inficiato un’esecuzione buona della partitura con così interessanti colori. Come accennavamo regia scene e costumi hanno aumentato il fascino di questa realizzazione che deve essere d’esempio per il recupero di altre rarità di cui il mondo della lirica ha molto bisogno “rinnovarsi guardando al passato” e Milano, Ricordi e il Conservatorio hanno un glorioso passato da cui attingere illimitatamente.

Complimenti ai tantissimi giovani, entusiasti che traggano stimolo per i propri studi e trovano in questa esecuzione un primo promettente tassello della propria carriera.

Fabio Tranchida

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Posted in: Opera