Il Mosè di Rossini in Duomo

Posted on 16 giugno 2015 di

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Mosè: Ruggero Raimondi
Elisero: Bogdan Mihai
Amenofi: Luciano Ganci
Faraone: Filippo Polinelli
Sinaide: Isabelle Kabatu
Anaide: Lydia Tamburrino
Messaggero: Giovanni Sebastiano Sala
Voce misteriosa: Christian Starinieri

Orchestra e Coro della Veneranda Fabbrica del Duomo
Direttore: Francesco Quattrocchi
Messa in scena: Cecilia Ligorio e Tiziano Mancini
Costumi: Franca Squarciapino

Lodevole l’iniziativa di rappresentare in Duomo un’opera a carattere religioso tra i massimi risultati di Rossini. La cornice di una delle più grandi chiese del mondo si è prestata perfettamente grazie all’abilità del mapping 3d che ha trasformato l’austera cattedrale in un palcoscenico virtuale dove l’architettura gotica era trasformata da luci, colori e immagini suggestive.

Risulta strano che in tanta magnificenza di installazione la musica abbia sofferto enormi decurtazioni che hanno nociuto sia alla comprensibilità della trama che all’architettura musicale e struttura interna.

Innanzi tutto per chiarezza esistono tre Mosè di Rossini:

  1. Mosè in Egitto per Napoli in italiano della durata di 2 ore
  2. Moise e Pharaon per Parigi: in francese, rielaborazione della versione precedente che, con l’aggiunta di un balletto, raggiunge la durata di più di 3 ore di musica
  3. Mosè e Faraone per Roma in italiano: si tratta sostanzialmente la versione francese tradotta spesso decurtata dei ballabili circa 3 ore di musica.

Si è scelto questa sera di rappresentare l’ultima versione indicata, non solo accorciando sensibilmente i brani ma omettendone tantissimi tanto che delle 3 ore di musica lo spettacolo è durato poco più di una ora. Difficile comprendere questa scelta che rende intelligibile questa opera-oratorio, risultando una modesta selezione di brani un patchwork informe.

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Per fortuna i cantanti erano in gran forma e sebbene la pessima acustica della cattedrale (compensata in parte dall’amplificazione) non ci permetta di dare un giudizio verace, abbiamo apprezzato il ritorno di una gloria dei bassi profondi come Ruggero Raimondi, che dopo decenni sui palcoscenici internazionali ha dimostrato di essere ancora capace di stupire con voce ampia e autorevole.

Ottimo per intonazione e squillo il tenore Luciano Ganci nell’ardua prova di realizzare Aménofi. Deludente invece la prova di Lydia Tamburrino una Anaide di intonazione quanto mai ondivaga e timbro legnoso. Filippo Polinelli incisivo nel suo Faraone anche se i troppi tagli hanno limitato la scansione del suo personaggio in particolare a causa dell’assenza del duetto col figlio. Brava la Sinaide di Isabelle Kabatu che ha brillato nella grande aria a fine del secondo atto con spertichino di Aménofi e del coro, coro che si è rivelato un punto a favore della concertazione. Distribuito in due falangi è risultato di perfetta proporzione per l’immensa navata.

Interessante il regalo ad ogni partecipante della chiavetta usb con la registrazione dell’opera e note sul Duomo e la Veneranda Fabbrica che ha permesso questo evento. Speriamo che le immense volte ospitano ancora questo genere di rappresentazioni magari scegliendo anche rarità quali Il Diluvio Universale di Donizetti, dove ci si focalizza sulla figura di Noè (e sperando nel contempo che l’esecuzione sia completamente integrale).

Momento più alto della serata è stato sicuramente la preghiera conclusiva “Dal tuo stellato soglio”, che sentita in Duomo fa davvero un effetto memorabile con il suo andamento in tonalità minore per poi aprirsi nel modo maggiore dando speranza al popolo ebreo.

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Riportiamo qui in seguito lo schema del’opera in francese sottolineando le differenze con l’esecuzione odierna.

Atto I

  • 1 Preludio
  • 2 Coro Dieu puissant Marcia ripresa da Armida
  • 3 Duetto Anaï-Aménophis Ah, si je perds l’obiet que j’aime: Eseguito senza recitativo
  • 4 Marcia e coro Jour de gloire – Scena della circoncisione: Assente
  • 5 Duetto Anaï-Marie Dieu, dans ce jour prospère Assente
  • 6 Finale Quel delire! Piccoli Tagli

Atto II

  • 7 Introduzione Désastre affreux! Solo 2 esposizioni della melodia poi bruscamente interrotta!
  • 8 Invocazione e quintetto Arbitre supreme
  • 9 Duetto Aménophis-Pharaon Cruel moment! Que faire? Tagliato completamente
  • 10 Aria Sinaïde Ah, d’une tendre mère Taglio nella cabaletta finale

Atto III

  • 11 Marcia e coro Reine des cieux (daBianca e Falliero) e Ballabili 30 minuti non eseguiti solo in questo numero
  • 12 Finale Eseguito tranne la ripresa della stretta

Atto IV

  • 13 Recitativo e duetto Anaï-Aménophis Ou me conduisez-vous? Tagliato
  • 14 Aria Anaï Quelle affreuse destinée! Tagliato
  • 15 Preghiera Des cieux où tu résides(in Mosè in Egitto:Dal tuo stellato soglio) Unico brano eseguito dell’Atto IV
  • 16 Finale Tagliato, La scena del passaggio del mar Rosso e la tempesta finale avrebbe avuto giovamento con le proiezioni in cattedrale, ma tutta la musica è stata tagliata.
  • 17 Cantico finale Eliminato dallo stesso Rossini ripreso al Rof si è dimostrato pezzo valido al pari della precedente preghiera e degno di concludere questa importante opera.

L’unico appunto è dunque che, con cantanti così validi, l’opera sarebbe potuta essere eseguita con maggior rispetto della partitura sviluppando tutti i meandri e la complessità della musica. Complimenti in ogni caso alla Veneranda Fabbrica per questo suggestivo appuntamento in attesa di ulteriori sviluppi.

Fabio Tranchida

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Posted in: Opera